REPORT 2020 DELLA DIREZIONE NAZIONALE SERVIZI ANTIDROGA

data di pubblicazione:

21 Giugno 2021

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha pubblicato, anche quest’anno, la propria “Relazione Annuale” (relativa al 2020) sul traffico illecito delle sostanze stupefacenti. I risultati dell’attività di contrasto delle organizzazioni criminali in tale campo  mostrano una netta differenziazione rispetto al passato a causa della pandemia. Mentre nella prima metà dell’anno lockdown e limitazioni alla diffusione di Covid-19 hanno frenato le capacità delle reti criminali, perturbando trasporti, rifornimenti e rotte abituali, nella seconda metà del 2020 il traffico di sostanze è ripreso con forza.

Ciò si riflette in modo chiaro nei dati sulle operazioni di polizia, sulle denunce per traffico, sui sequestri di sostanze: “A livello nazionale, il bilancio finale delle attività di contrasto sconta, per taluni aspetti, l’anomalo andamento del traffico nella stagione del Covid: decrescono, rispetto all’anno precedente, le operazioni antidroga (-12,80%) e le denunce all’Autorità Giudiziaria (-11,21%). Per le operazioni antidroga, 22.695 quelle effettuate nel 2020, il dato è sostanzialmente in linea con il valore medio degli ultimi dieci anni (circa 23.000 per anno), mentre per il numero delle denunce, in tutto 31.335, pur essendo il più basso nell’ultimo quinquennio, resta ben oltre quota 30.000, lievemente al di sotto della soglia media nella serie decennale. Il dato dei sequestri di droga mostra, invece, nei volumi complessivi, un lieve aumento rispetto all’anno precedente: dai kg 54.771 rinvenuti nel 2019, si è saliti ai kg 58.827 del 2020, con un incremento percentuale del 7,41%, che, per effetto di alcuni ingentissimi sequestri, sembra invertire il trend negativo iniziato lo scorso anno. In termini assoluti, come osservato in occasione della scorsa rilevazione, mancano all’appello circa 60-70 tonnellate di stupefacente rispetto al biennio 2017-2018, anni nei quali i quantitativi di droga sequestrata superavano mediamente le 120 tonnellate. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, ad eccezione della cocaina, delle droghe sintetiche e delle piante di cannabis. Spiccano, in particolare, gli scostamenti negativi riferibili ai derivati della cannabis, sia per quanto riguarda l’hashish (-53,70%) che per la marijuana (-16,05%), e dall’eroina (-17,17%).

Un altro livello d’analisi molto importante affrontato nel rapporto riguarda il legame fra narcotraffico e organizzazioni criminali. Si conferma il ruolo fondamentale del traffico di sostanze a livello di redditività e di margini di profitto elevatissimi per le organizzazioni criminali nostrane, a partire dalla ‘Ndrangheta. “L’esame del narcotraffico nella sua dimensione associativa conferma,anche per il 2020, che la criminalità organizzata –questa non è una novità, ma una conferma –continua a trovare nel traffico degli stupefacenti la sua più remunerativa fonte di finanziamento. Il narcotraffico è ancora «il principale motore di tutte le attività illecite svolte dai grandi sodalizi criminali», nella consapevolezza che i suoi utili non solo sono di gran lunga i più rilevanti, fra quelli generati da qualsiasi altra attività umana sia lecita che illecita, ma rappresentano anche il più agevole sistema di auto–finanziamento per consentire lo svolgimento di ulteriori attività criminali. Gli straordinari margini di profitto, che derivano dalla droga, hanno spinto le più agguerrite reti criminali internazionali a gestire i traffici illeciti attraverso imponenti strutture organizzative e logistiche, nonché ad impegnare notevoli capitali per finanziare la continuazione e l’espansione delle attività. L’osservazione fenomenologica e la conseguente analisi degli indicatori offerti dalle attività antidroga concluse nel 2020 dai Reparti ed Uffici investigativi territoriali, sotto il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, hanno permesso di rilevare come la globalizzazione abbia favorito una più stretta interazione fra gruppi criminali operanti in aree e continenti diversi ed appartenenti a culture eterogenee. Da un lato, le tradizionali organizzazioni criminali si sono saldate in joint venture transnazionali, che assicurano la produzione e l’approvvigionamento dalle aree di produzione fino ai mercati di consumo; dall’altro, le condizioni geopolitiche, economiche e sociali nelle diverse regioni del mondo hanno differenziato l’operato e i comportamenti dei gruppi criminali locali, che hanno progressivamente assunto modelli organizzativi più flessibili e dinamici, strutturati “in senso reticolare”, divenendo aggregazioni poliedriche non più ancorate solo al territorio o ai fattori subculturali di riferimento. In questo complesso scenario, si rafforza il ruolo egemone della‘ndrangheta calabrese, che ha conservato una posizione privilegiata nei circuiti globali del narcotraffico, grazie alla presenza di propri segmenti e broker operativi, stabilitisi nei luoghi di produzione e nelle aree di stoccaggio temporaneo delle droghe, non solo sul territorio nazionale, ma anche a livello europeo, con particolare riguardo all’Olanda ed alla Spagna.”

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