RELAZIONE SULL’ALCOL AL PARLAMENTO, AUMENTANO LE GIOVANI CONSUMATRICI A RISCHIO

Il Ministro della Salute Speranza ha illustrato in Parlamento la Relazione 2020 sull’alcol. Fra i dati di particolare rilievo, l’aumento dei consumi alcolici a rischio fra le ragazze minorenni di età compresa fra i 14 e i 17 anni, che superano per numerosità, per la prima volta, i loro coetanei consumatori a rischio (F=30,5% ; M=28,4%), all’interno di una tendenza all’aumento dei consumi a rischio per le donne di tutte le classi di età sino ai 60 anni. Restano piuttosto elevati i dati  sul binge drinking, modalità a rischio che coinvolge oltre 3,8 milioni di consumatori (2,8 milioni maschi; 1 milione femmine) di cui 830.000 11-25enni (21,8 % del totale dei binge drinkers in Italia) che giungono all’intossicazione. “Nel 2019 i binge drinkers rappresentano il 10,8% tra gli uomini e il 3,5% delle donne di sopra gli 11 anni; lo studio dei modelli di consumo tra i giovani ha mostrato che nel 2019 i livelli più elevati in assoluto nella popolazione hanno riguardato in particolare il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, di questi il 20,6% maschi e l’11% femmine”.

Per quanto concerne i modelli di consumo alcolico rischiosi, nel 2019 sono “circa 8,2 milioni le persone di età superiore agli 11 anni (5,7 milioni maschi pari al 21,5% e 2,5 milioni femmine pari all’8,9%), che hanno adottato su base regolare, quotidiana, modalità di consumo a rischio di bevande alcoliche con evidente e sostanziale invarianza da oltre 8 anni, fatta eccezione per una riduzione tra i consumatori a rischio di sesso maschile dal 23,4 % del 2018 al 21,5 % del 2019. I dati pre-Covid del 2019 evidenziano nell’analisi per classi di età che le fasce di popolazione con consumatori più a rischio è, per entrambi i generi, quella dei circa 750.000 minorenni, prevalentemente 16-17enni (M=42,2%; F=39,2%), seguita da oltre 2,7 milioni di anziani ultra-65enni ( M=34,0% ; F= 8,6 %), fascia in cui un maschio su tre e una donna su dieci consuma secondo modalità a rischio.” In generale, “la prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età, a eccezione dei minorenni. La persistenza di uno zoccolo duro, rappresentato da un numero così elevato di consumatori e consumatrici a rischio, appare, peraltro, ulteriormente aggravato dal riscontro recentissimo di un incremento al 23,6% per i maschi e al 9,7% per le femmine nel corso del 2020, che consumano a rischio“.
“Nel corso del 2019 si sono verificati complessivamente 43.148 accessi in Pronto Soccorso (M=29.860; F= 13.288) caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol (69% maschi e 31% femmine). La maggior parte degli accessi al PS si riferisce alle persone tra i 18 e i 44 anni, ma colpisce che ancora il 10% circa degli interventi sia richiesto per i giovani sotto i 18 anni (2.573 accessi per i maschi e 2.150 per le femmine), dato molto preoccupante alla luce dell’incremento del 18% registrato per i maschi e del 25% per le femmine. Anche qui è da sottolineare come la differenza fra i generi – marcata nelle altre fasce d’età in cui gli accessi per i maschi sono molto superiori a quelli delle femmine – sia molto meno ampia nei minorenni.
Nel 2019 sono state registrate complessivamente 54.001 dimissioni ospedaliere per problemi causati totalmente dall’alcol con una prevalenza per malattie epatiche croniche o cirrosi, disturbi mentali, dipendenza o abuso di alcol anche causa d’incidentalità stradale evitabile. Alla mortalità è da aggiungere quella parzialmente attribuibile all’uso di alcol già stimata dall’OMS e dal WHO Collaborating Center in ISS: 17.000 decessi evitabili (M=11.670 ; F=5.159) per cancro, cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e incidentalità stradale che sommano oltre l’87 % della mortalità evitabile parzialmente attribuibile all’alcol.” Riguardo agli incidenti stradali attribuibili all’alcol, nel 2019 sono stati 5.117 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza su un totale di 58.872 incidenti, pari all’8,7%, valore costante rispetto al 2018.

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