FLUSSI E TRAFFICI DI SOSTANZE NEI BALCANI

La Global Initiative Against Transnational Organized Crime, rete globale con 500 esperti  in tutto il mondo e piattaforma per una strategia globale inclusiva contro la criminalità organizzata, ha rilasciato un report sui traffici di droga nei Balcani. Fra i trend emergenti identificati, l’aumento della coltivazione di cannabis in Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia, un importante flusso di cannabis dai Balcani occidentali verso la Bulgaria e infine un afflusso di cocaina verso i Balcani occidentali da diverse direzioni, e un aumento della produzione e dell’uso di droghe sintetiche. Molti degli hot-spot identificati nel report si trovano principalmente nelle aree di confine, e presentano una certa propensione alla poli-criminalità. Nonostante questi luoghi siano già ben noti, sequestri di droghe (cannabis esclusa), confische di beni, e arresti rimangono sporadici, suggerendo l’esistenza di una rete di protezione che consente lo status quo e ne trae profitto.

Il rapporto conclude che “i flussi di persone, droga e denaro attraverso i Balcani occidentali non seguono linee rette come vettori su una mappa”. “Si muovono, spesso su brevi distanze, e percorrono strade diverse a seconda degli ostacoli e delle opportunità”, afferma Walter Kemp, uno degli autori. “Trafficanti e contrabbandieri sono naturalmente attratti da aree a basso rischio di intercettazione dove poter condurre le proprie attività illecite, e sfruttano aree grigie nei sistemi finanziari leciti per riciclare i proventi. La maggior parte delle transazioni nel mondo ‘di sotto’ non sarebbe possibile senza collaboratori nel mondo di ‘mezzo’, o di “di sopra”.

Il report esamina anche i settori chiave in cui le reti criminali riciclano proventi generati dai traffici illeciti. Ad esempio, somme di denaro relativamente piccole vengono riciclate in attività con modesti flussi di cassa come ristoranti, panifici, aziende di catering, bar, hotel e negozi di souvenir, stazioni di servizio, compagnie di taxi, club sportivi, bancarelle di frutta e verdura e società di noleggio-charter. Somme più ingenti, invece, fluiscono verso la compravendita di beni immobili, nel gioco d’azzardo, e nel turismo. Il report sottolinea come, mentre i proventi illeciti realizzati nella regione vengono spesso riciclati in-loco, gruppi criminali balcanici sono anche presenti e fortemente attivi al di fuori della regione, accumulando ingenti somme di denaro (in particolare dal traffico di droga) da riciclare direttamente nei Paesi in cui operano.

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