ANALISI DELLE SOSTANZE DALLE SIRINGHE USATE IN OTTO CITTA’ EUROPEE: PROGETTO ESCAPE

data di pubblicazione:

22 Febbraio 2021

Sul sito di EMCDDA è presente uno studio “An analysis of drugs in used syringes from sentinel European cities”, che raccoglie i risultati del progetto Escape del 2018 e 2019.
Un gruppo di ricercatori europei ha sviluppato negli ultimi anni un metodo innovativo per ottenere informazioni sulle sostanze assunte per via iniettiva, attraverso l’analisi dei contenuti residui delle siringhe usate. Una prima analisi dei dati di questo nuovo metodo è stata effettuata nel 2017, sulla base dei risultati ottenuti in sei città europee campione.
Il nuovo report presenta i risultati ottenuti dalla seconde e dalla terza suddivisione di collezione dei dati, che è avvenuta rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Le siringhe sono state raccolte dai dispensari automatici per siringhe di strada e nei servizi di riduzione del danno presenti in otto città europee: Amsterdam (2019), Budapest (2018-19), Colonia (2018-19), Helsinki (2018-19), Losanna (2018-19), Oslo (2019), Parigi (2018-19) e Vilnius (2019). Il contenuto di 988 (2018) e di 1.330 (2019) siringhe usate è stato analizzato in sette laboratori usando i metodi di cromatografia e di spettroscopia.
Fra i principali risultati ottenuti, si segnala come primo dato che la tipologia di sostanze iniettate varia in modo significativo fra e all’interno delle città. Con l’eccezione di Vilnius (2019), le tracce di stimolanti (cocaina, anfetamine e cationi sintetici) sono state trovate in un’alta proporzione delle siringhe testate in ciascuna delle otto città. La proporzione di siringhe contenenti l’eroina è risultata alta e stabile nel corso del tempo in metà delle città che hanno partecipato allo studio.
L’iniezione di farmaci oppiacei, in particolare buprenorfina e metadone, così come di benzodiazepine, è comune a Helsinki, Vilnius e Losanna. Nel 2019, il carfentanil, un oppiaceo molto potente, è stato individuato in un terzo delle siringhe di Vilnius. Complessivamente, un terzo delle siringhe testate conteneva residui di due o più sostanze da varie categorie di sostanze nel 2018 e 2019, fatto che conferma che le persone che fanno uso di droghe per via inattiva, spesso ne usano più di una. La combinazione più frequente era un mix di stimolanti e di oppiacei; le benzodiazepine sono state spesso trovate in siringhe che contenevano inoltre tracce di oppiacei.
Lo studio fornisce dunque interessanti risultati, per quanto limitati a livello temporale e geografico, che possono essere usati per il monitoraggio a livello cittadino e per gli interventi. Fra le implicazioni dello studio, occorre ricordare che esso fornisce informazioni sulle iniezioni di stimolanti, che possono impattare sulle infezioni a trasmissione sessuale come HIV, epatite B e virus C. Inoltre, occorre ricordare che l’iniezione di potenti oppiacei come il carfentanil, così come l’iniezione di più sostanze, aumenta il rischio di overdose mortali e in generale di rischi per le salute.
Fra le limitazioni dello studio, l’alta proporzione di siringhe contenenti residui di stimolanti potrebbe riflettere una maggiore frequenza di iniezioni fra gli utilizzatori di stimolanti che fra utilizzatori di non stimolanti, piuttosto che una maggiore prevalenza di uso di stimolanti (confrontate all’uso di altre sostanze) presso le persone che fanno uso di sostanze per via iniettiva. Inoltre, non è stato possibile distinguere una siringa contenente residui di sostanze multiple che siano state usate in precedenza da una siringa che è stata usata da uno o più utilizzatori.
LINK ALLO STUDIO:
https://www.emcdda.europa.eu

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