PANDEMIA E SOGGETTI FRAGILI CON INFEZIONE DA HIV E CON DUS

Un articolo di Giovanni Di Perri et alter, pubblicato sull’ultimo numero di Medicina delle Dipendenze, confronta le problematiche fra due gruppi fragili (pazienti con HIV e pazienti con disturbo da uso di sostanze, DUS) emerse durante la pandemia. Dall’inizio della pandemia è stato sottolineato come le persone affette da patologie che causano immunodepressione come l’HIV o che presentino una condizione di disturbo da uso di sostanze (DUS) potessero trovarsi a maggiore rischio di contrarre forme gravi di Covid-19. Tuttavia, gli studi e le review citati dagli autori che esaminano le correlazioni fra HIV e SARS-CoV-2, giungono a risultati non del tutto univoci, che sembrano in parte ridimensionare, per coloro affetti da HIV, il rischio di sviluppare maggiori complicanze da SARS-CoV-2 rispetto alla popolazione generale. Uno studio di coorte pubblicato da Lancet HIV indica che la multimorbilità era maggiormente rappresentata nei pazienti coinfetti rispetto a coloro con solo infezione da HIV. Altri studi hanno indagato se “l’ART potesse svolgere un ruolo protettivo rispetto al Covid-19 o ne riducesse la morbilità e/o la mortalità”. Altre caratteristiche spesso associate ai pazienti con HIV (patologie psichiatriche, reddito basso) sovra-espongono questa popolazione ad altri aspetti negativi della crisi pandemica.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano che “I comportamenti additivi con o senza sostanze e il SARS-CoV-2, ma anche l’HIV e il SARS-CoV-2, formano un insieme pericoloso, i cui componenti facilitano l’uno la diffusione dell’altro. Gli strati più bassi della popolazione, che sono anche i più a rischio per sviluppare DUS o contrarre l’HIV, devono ricevere materiale informativo adeguato e di semplice approccio, riguardo alle misure di protezione individuale contro il COVID-19″.

Di Perri G. et alter, La pandemia di COVID-19 e i soggetti fragili. Analogie o differenze nella gestione dei pazienti con infezione da HIV (con ART) e di quelli con DUS, Medicina delle Dipendenze, pp. 30-34.

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