DIPENDENZE AFFETTIVE, DISTANZIAMENTO SOCIALE E CORONAVIRUS

Giuseppe Lavenia, Psicoterapeuta, docente presso l’Università Politecnica delle Marche e presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te, in un breve articolo pubblicato sull’edizione italiana di Huffington Post, riflette su come le conseguenze della pandemia abbiano ridisegnato i contorni dell’affettività e dello stare insieme. Il senso, gli spazi e i tempi dello stare insieme, delle convivenze si sono modificati in modo inedito: per molte persone, adulti e minori, ciò può fare aumentare la dipendenza affettiva, così come per altri può generare frustazione e mancanza di libertà. 

Scrive Lavenia: “Le relazioni affettive sono un aspetto molto importante della nostra vita che è stato toccato in modo drastico dalla pandemia. Sono cambiate le modalità di relazione fuori e dentro casa. Prima della pandemia, infatti, le persone si incontravano spesso per caso (al bar, al lavoro, al parco). Adesso tutto (o comunque la maggior parte) della giornata si svolge dentro la propria abitazione. Tutto questo, se non adeguatamente supportato rischia, appunto, di sfociare in una dipendenza affettiva legata a quella persona, tanto che, secondo una recente ricerca condotta sul portale dipendenze.comquesto fenomeno ha già subito un aumento del 30% durante questi ultimi mesi. Dall’altra parte, c’è chi sta vivendo una situazione opposta, cioè si trova costretta a restare in casa con persone con cui non vorrebbe stare. Sono cambiate anche le relazioni in famiglia, ci si sente obbligati a condividere gli stessi spazi e tempi con i propri familiari.  Senso di privazione e di mancata libertà rischiano di aumentare ulteriormente il livello di stress rendendo ancor difficile la convivenza. Sono gli stessi adolescenti a raccontare come per il 45% di loro il rapporto con i propri genitori si sia deteriorato da quando è iniziata la pandemia, così come di risposta il 52% dei genitori dice di non riuscire a controllare più la rabbia (primo sintomo depressivo) e di rivolgersi in maniera più aggressiva verso i propri figli. Spazi ristretti e molto tempo a disposizione, così come in alcuni casi la troppa vicinanza, rischiano di portare all’esasperazione dei rapporti che, se adeguatamente bilanciati in termini di spazio e tempo, hanno sempre trovato un loro equilibrio”.

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