COME NASCE L’ESPERIENZA SVIZZERA DI RIDUZIONE DEL DANNO: L’INCREDIBILE STORIA DEL DOTT. SEIDENBERG

Se la Svizzera è ritenuta uno dei paesi all’avanguardia nelle politiche e nei servizi di riduzione del danno, è anche merito della tenacia e della professionalità di tanti medici e professionisti che, sfidando radicati pregiudizi e ostilità, anche dei colleghi, hanno cominciato a sperimentare negli anni ’80 nuovi metodi di cura per le persone dipendenti da eroina. La storia, narrata in prima persona, del dott. Seidenberg, alias Sidi, è emblematica di 40 e più anni di lotta alle droghe in Svizzera, e in particolare a Zurigo. Seidenberg comincia la propria narrazione dai ricordi del clima culturale a fine ’60, quando a Zurigo compare l’eroina e le autorità, sanitarie e di polizia, sono del tutto impreparate a gestirne le conseguenze. A partire dagli anni ’70 Zurigo diventa un importante centro di spaccio e di consumo di eroina a livello europeo; il controllo di polizia diventa asfissiante, con migliaia di arresti di piccoli spacciatori e consumatori. Con il diffondersi dell’AIDS la situazione di migliaia di persone dipendenti dall’eroina e che ne fanno uso iniettivo peggiora sensibilmente. La Svizzera diventa presto il paese occidentale con uno dei più alti tassi di trasmissione dell’HIV-AIDS e Zurigo ne diventa il centro. Gli eroinomani diventano il capro espiatorio perfetto. Il tristemente famoso Platzspitz Park, uno dei più grandi parchi al mondo dove vendita e consumo di droghe veniva tollerato dalla polizia, viene “smantellato” nel 1992.

Seppure con molte resistenze e contraddizioni, Sidi, insieme a pochissimi altri colleghi, nel 1983 dà inizio alla riduzione del danno, con i primi servizi sperimentali, a partire dallo scambio e distribuzione di siringhe sterili. Seidenberg racconta il duro scontro scientifico e politico che si accende in città attorno a questa nuova pratica; la sua stessa licenza di medico viene minacciata. Alla fine, grazie anche a una lettera di sostegno di 300 colleghi che annunciano di sostenere il programma di distribuzione di siringhe, l’amministrazione cittadina decide di sostenere i nuovi servizi. A fine anni ’80, sono centinaia al giorno le siringhe distribuite a Zurigo. Vengono inoltre promossi test anonimi per la diagnosi di HIV. Il punto di svolta avviene quando l’amministrazione cittadina consulta il dott. Seidenberg attorno a un programma cittadino capace di minimizzare i danni individuali e collettivi del consumo di sostanze. “I suggerimenti includevano lo scambio di siringhe, spazi controllati di consumo, metadone e, passo successivo, la prescrizione di eroina. L’impatto minimale delle tattiche repressive sul consumo di droghe fu riconosciuto. Il consiglio cittadino accettò alcune di queste idee, pubblicandole come “Ten Drug Policy Program Points. A partire dal 1988, l’amministrazione di Zurigo apre nuovi servizi di assistenza, inclusi drop-in per consumatori.

Il racconto e i ricordi, anche personali, del dott. Seidenberg continuano fino a  ripercorrere tutte le principali tappe e sfide affrontate dall’inizio degli anni ’90 al nuovo millennio. Se è vero che la Svizzera, sancendo l’importanza delle pratiche relative alla riduzione del danno all’interno delle politiche anti-droga, ha dimostrato al mondo il successo di un appoccio non solo repressivo, sono molti i rimpianti di Sidi. Tuttavia, in chiusura di articolo, ricorda come negli ultimi anni le morti di overdose e per AIDS, fino a 30 anni fa centinaia se non migliaia all’anno, sono ormai un evento raro, anche grazie alle nuove politiche socio-sanitarie da lui promosse.

LINK ALL’ARTICOLO (INGLESE)

Questa voce è stata pubblicata in HIV/AIDS, NORMATIVA, OPPIACEI, POLITICHE SOCIALI E SANITARIE. Contrassegna il permalink.