LA NUOVA AGENDA SULLE DROGHE DELLA COMMISSIONE EUROPEA: UN COMMENTO

Susanna Ronconi interviene su Fuoriluogo per commentare il recente documento della Commissione Europea sulle sostanze, che sembra ritornare a un approccio meno innovativo del passato. Infatti, accanto a riferimenti alla riduzione del danno e a politiche socio-educative, sono centrali i riferimenti al contenimento dell’offerta e a una poco realistica visione di società senza droghe. Secondo Ronconi, rispetto al passato, si tratta nel complesso di un passo indietro, anche per il mancato recepimento delle istanze e proposte della società civile.

“Varato nell’ambito della Security Union Strategy, insieme ai piani contro gli abusi sui bambini e il traffico di armi, il documento presenta una nuova enfasi, fin dal linguaggio, sull’approccio law&order sulle droghe, mostra di investire soprattutto sulla repressione, tenendo in poco conto quanto emerso dalla valutazione indipendente che essa stessa aveva promosso (qui il Report) e dal fitto dialogo con il CSFD: la precedente Strategia non aveva raggiunto gli obiettivi né di riduzione dell’offerta né della domanda, l’approccio andava ripensato, la “bilancia” delle politiche europee doveva pendere meno a favore delle politiche repressive, che tra l’altro si mangiano la quota maggioritaria delle risorse, lasciando gli ambiti sociale e sanitario scoperti in molti stati membri. La nuova Strategia riproduce l’immagine impresentabile di un consumo di droghe che è gesto criminale o condizione patologica e non fenomeno sociale complesso e normalizzato; rilancia, è vero, la RdD – e in questo può essere appiglio per i paesi più arretrati- ma come misura di seconda linea in attesa di una Europa drug free, del tutto ancillare all’approccio repressivo, e non una strategia di governo di un fenomeno sociale per come è via via andata configurandosi”.

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