RAPPORTO ONU SULLE DROGHE 2020 (SECONDA PARTE)

data di pubblicazione:

8 Luglio 2020

Il rapporto annuale 2020 sulle droghe dell’Unodc, l’Agenzia Onu sulle droghe, basato su dati del 2018, si divide in sei macro-capitoli indipendenti, consultabili in modo autonomo. Fra le sezioni tematiche di maggiore interesse, figura quella che analizza l’impatto del Covid-19 sui consumi e sui traffici di sostanze, prevedendo effetti simili a quelli innescati dalla crisi economica del 2008. Premettendo che l’effetto della pandemia sui mercati è comunque arduo da prevedere, si ipotizza che alcuni produttori potrebbero cambiare le modalità di poduzione e di distribuzione delle sostanze al fine di aggirare le restrizioni ai precursori e alle sostanze chimiche necessarie per la lavorazione delle sostanze stesse.

Come nel 2008, nei prossimi mesi potrebbe verificarsi che gli assuntori ricerchino sostanze sintetiche più economiche e aumentino il ricorso a modalità iniettive delle sostanze. Questa eventualità va attentamente monitorata, dal punto di vista dei danni correlati alla salute, anche alla luce del fatto che gli Stati, a causa della crisi economica imminente, potrebbero ridurre i finanziamenti sulle politiche antidroga (salute, programmi di reinserimento, cure in carcere, etc.). Inoltre, in una prospettiva di lungo periodo, la recessione economica e i relativi blocchi o restrizioni dei traffici e dei movimenti di persone e di merci, potrebbero impattare sul funzionamento complessivo dei mercati della droga. L’aumento della disoccupazione e delle disuguaglianze potrebbero concorrere a cambiare gli stili di consumo delle sostanze, ma anche aumentare il bacino di persone reclutate (o disponibili a farlo) nell’industria della droga.

Nel Rapporto Annuale sulle Droghe 2020 si stima che siano 192 milioni le persone che hanno usato cannabis nel 2018, che si conferma così come la sostanza illecita più utilizzata a livello globale. 58 milioni sono le persone che hanno usato oppioidi nel 2018. I consumatori di questa classe di sostanze rappresentano il 66% delle 167.000 morti stimate correlate a disturbi da uso di sostanze nel 2017. Più di 11 milioni di persone fanno uso di sostanze per via iniettiva, mentre sono 1,4 milioni le persone che fanno uso di sostanze per via iniettiva e che convivono con l’HIV, 5,5 milioni con l’epatite C e 1,2 milioni con l’epatite C e l’HIV.

LINK AL RAPPORTO (INGLESE)

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