NUOVI CONSUMI E NUOVE DIPENDENZE: SCENARI POST PANDEMIA

data di pubblicazione:

6 Luglio 2020

Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, interviene sul proprio blog con alcune riflessioni sugli scenari possibili post-pandemia legati alle dipendenze da sostanze psicoattive. Secondo Gatti, occorre fare molta attenzione ai possibili cambiamenti nei modelli di consumo in parte emersi durante il periodo di confinamento. Sono diversi i segnali, alcuni dei quali fotografati da recenti rapporti istituzionali, che indicano una diversificazione dei traffici di sostanze e dei consumi. Se questi segnali vengono incrociati con i probabili effetti della crisi economica, è alta la probabilità di un aumento, ad esempio, del consumo verso sostanze illecite low cost, come oppioidi sintetici, medicinali e derivati e le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS).

Scrive Gatti: “Considerare l’intervento inerente alle conseguenze dell’uso non terapeutico di sostanze psicotrope (illecite e lecite), una questione “risolta”, dal punto di vista sociosanitario, semplicemente con l’organizzazione in atto, potrebbe essere un grave errore. La situazione è dinamica, in rapida evoluzione e non certo rassicurante. Questo perché la pandemia in corso non ha rallentato questa evoluzione, anzi sembra averla, in un certo senso, accelerata. Proprio durante il lock-down e particolarmente nelle grandi aree urbane alcuni hanno descritto la grande capacità della catena distributiva di droga di riorganizzarsi spostandosi rapidamente dal mercato di strada alla delivery diffusa. In realtà a mio parere non c’è stata una “riorganizzazione” della attività di spaccio. La delivery diffusa di droga era presente prima del lockdown ed ha continuato (e continua) a funzionare, accontentando una clientela differente da quella che normalmente consideriamo.

I “boschetti alla Rogoredo”, i consumi ostentati della movida ed i consumi più o meno giovanili di cannabis, non rappresentano il fenomeno del consumo di sostanze psicotrope a scopo non terapeutico o, comunque non prescritte. Sono solo ciò che si vede e, quindi, è rappresentabile ed amplificabile, a periodi o in relazione a fatti di cronaca, come emergenza.  Esiste un ambito molto più ampio anche di consumo integrato di droghe, farmaci (rivedere la nota AIFA) ed alcolici, su cui, egualmente, il sistema socio-sanitario non riesce ad incidere precocemente, prima, cioè, che abbia creato danni, normalmente consistenti. Una variazione contemporanea della situazione socio-economica e della diffusione sul mercato di sostanze meno costose e diversificate, potrebbe far precipitare, dal punto di vista socio-sanitario, diverse situazioni ora in equilibrio, sebbene precario. In mancanza di dati tossicologici e medico-legali di buona qualità, le nuove minacce per la salute potrebbero essere trascurate sino ad un livello tale da generare una nuova emergenza ma, a quel punto, il rientro rapido ad una situazione più stabile potrebbe essere impossibile.

C’è quindi molto da fare in questo ambito e, come dicevo all’inizio, visto che la situazione attuale ci obbliga a ripensare il Sistema Socio-Sanitario nel suo complesso e nei rapporti ospedale – territorio, tanto vale farlo non solo in relazione alla propagazione dei virus ma anche per le problematiche che ho descritto. Le soluzioni, per essere più appropriati ed incisivi negli interventi, ci sono e se il lettore ha la pazienza di esplorare droga.net troverà anche suggerimenti percorribili.

Il monitoraggio locale della diffusione delle sostanze in relazione agli effetti critici che possono provocare, ad esempio, non è appropriato. I dati dei reparti ospedalieri di emergenza sui danni acuti correlati al consumo di droga, se rilevati, permetterebbero di capire meglio l’influenza acuta del consumo di stupefacenti sulla salute, ma i laboratori di analisi collegati ed anche i laboratori di analisi dei Servizi Dipendenze, rilevano normalmente un numero molto ridotto di sostanze, solitamente quelle “classiche” e poche altre. Situazione analoga avviene per i test di controllo (es. lavoratori a rischio – patenti ecc.). Guarda caso il tutto potrebbe favorire il viraggio verso i consumi delle sostanze che non vengono rilevate o ricercate (quasi tutte le sostanze psicotrope sintetiche illegali, molte NPS, molti farmaci) e questo, come detto prima, potrebbe anche essere in sintonia con la domanda di droghe low-cost. Come sostiene l’Osservatorio Europeo EMCDDA “I moderni modelli di consumo di droga sono estremamente dinamici: sul mercato circola un maggior numero di stupefacenti e i consumatori in genere assumono, consapevolmente o inconsapevolmente, più di una sostanza”.

Anche per quanto riguarda l’overdose o disturbi fisici o psichici gravi, vi è quindi il rischio che il ruolo di nuove sostanze psicoattive potenti possa, già adesso, non essere riconosciuto, soprattutto quando queste sostanze sono consumate insieme a stupefacenti più tradizionali e/o quando il consumatore non ne conosce la presenza. Le informazioni su base comunitaria fornite dai trafficanti di droga suggeriscono, ad esempio, la possibilità che in alcuni luoghi l’eroina sia stata sostituita (parzialmente?) con altre sostanze. Queste sostanze possono includere oppioidi sintetici, medicinali e derivati, Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) o droghe alternative. È possibile che alcune di queste sostanze possano, acquisire un ruolo prominente nel mercato delle sostanze stupefacenti a lungo termine nei luoghi colpiti non solo dalla pandemia ma anche dalla crisi economica concomitante.

Ed a proposito di crisi economica bisogna considerare la sua trasversalità e che, sino ad  ora, non si è valorizzato a sufficienza un ragionamento sul fatto che, se si desidera intervenire precocemente per prevenire le dipendenze patologiche o disturbi fisici o psichici conseguenti all’uso di sostanze psicotrope, è necessario rivolgersi, in prima istanza, a persone che sono sane o che si ritengono tali e che necessitano di percorsi comunicativi e clinici differenti da quelle che si riconoscono una patologia e cercano aiuto per affrontarla. In particolare il lock-down ha reso evidente come esista un consumo a rischio che le persone sono agevolmente in grado di interrompere quando non sono presenti le condizioni per attuarlo, per poi riprenderlo una volta ripristinate le condizioni originarie. Sono queste persone assieme a quelle che consumano sostanze abitualmente, in modo integrato ed apparentemente privo di disturbi, a cui si deve indirizzare un campo di azione e di comunicazione specifico. Contemporaneamente le persone che cercano aiuto per sé oppure anche per un famigliare, per un partner o per un amico, consapevoli di dover affrontare un problema importante, devono trovare comunicazione, interfacce appropriate ma anche percorsi adeguati, rapidi e costruiti in modo diverso dai precedenti. Inoltre continuare a pensare che, ad occuparsi di queste problematiche diffuse, sia solo il sistema specializzato costituito da SERD e Comunità e non il tutto il sistema sociosanitario (come avviene per altre situazioni a rischio di patologie gravi o di cronicità) è un errore. Ritengo pertanto importante suggerire un ripensamento della attuale organizzazione“.

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
28 Settembre 2026

Crisi da overdose in Quebec: una ricerca qualitativa

Uno dei temi che emergono dalla ricerca è l'aumento delle disuguaglianze e della precarietà

27 Settembre 2026

Le politiche sulle droghe del Portogallo

Un modello replicabile?

26 Settembre 2026

Le politiche repressive sul consumo di sostanze non sono efficaci

Cambiano le sostanze, si abbassa l’età di chi le consuma e aumentano le situazioni di fragilità.

25 Settembre 2026

Invecchiare con l’HIV: una guida

Una guida con consigli pratici per un invecchiamento in salute

24 Settembre 2026

I rischi del consumo di alcol in gravidanza

Non esiste alcuna quantità minima di alcol considerata sicura o tollerabile

23 Settembre 2026

I rischi dell’esposizione al fumo passivo

Tutti i prodotti contenenti nicotina espongono chi sta accanto allo stesso rischio?

22 Settembre 2026

Aumentano le morti per overdose in Europa

Gli oppiodi, la cocaina e il policonsumo sono le cause principali

22 Settembre 2026

L’alcol entra nello scontro sui dazi tra Canada e USA

In Canada, il boicottaggio dell'alcol ha compattato l'opinione pubblica

21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026