FEDERSERD: ACCOLTE ALCUNE PROPOSTE DAL COMITATO DI ESPERTI

FederSerd esprime soddisfazione per il recepimento di alcune proposte contenute in un documento indirizzato alla fine di maggio al Comitato di esperti in materia economica e sociale delle Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Comitato presieduto da Colao avrebbe, nel documento inoltrato due giorni fa al Governo, accolto alcune osservazioni di FederSerD. La proposta principale contenuta nel documento di FederSerD è il potenziamento delle risorse e del personale, dato il cronico sottodimensionamento rispetto all’utenza afferente ai servizi e la necessità di adeguare i servizi per contrastare gli efetti della pandemia.Il flusso annuo di persone che si rivolgono ai SerD si avvicin a 300.000 unità. Questo dato è raddoppiato negli ultimi 10 anni, con diminuzione di almeno mille operatori addetti nei SerD (attualmente secondo i dati della relazione al parlamento 2019 gli operatori sono 6.496 in 568 Servizi e 628 sedi, circa il 94% del totale reale, pag. 128-130). Quindi la pandemia COVID – 19 ha interessato un settore già in grave sofferenza. Per questi motivi proponiamo ai decisori politici e agli organi tecnici che nei decreti ministeriali e parlamentari, nelle disposizioni regionali e nelle delibere aziendali si provveda immediatamente a fornire maggiori risorse ai SerD in termini di personale per continuare a curare tutti i pazienti che già vengono seguiti, ma anche ad accogliere prontamente quelle migliaia e migliaia di tossicodipendenti che oggi vivono, senza cure, in condizioni di grave degrado nelle nostre città e periferie. Il riferimento cardine per la definizione delle dotazioni minime di personale da assegnare ai SerD, è il decreto ministeriale 444 del 1990, applicativo del TU 309/90, perché ne valuta la quantità in funzione del numero di pazienti in carico suddividendo i Servizi in Bassa-Media e Alta utenza. Va notato che la dotazione del Servizio più piccolo (Bassa utenza) risulta essere di 11 persone (che corrisponde al dato medio del personale attualmente in servizio per singola sede in Italia). (…) Sulla base dei dati minimi previsti dal DM 444/90 si rileva su tutto il territorio nazionale una carenza di personale molto grave; in media la norma prevederebbe un numero maggiore di 3 volte degli operatori attuali. Considerata la realtà dei SerD, servizi essenziali e con attività indifferibili, la complessa attività  ambulatoriale, territoriale di comunità, domiciliare, in carcere, ospedaliera, di riduzione del danno, si ritiene urgente prevedere il potenziamento del personale professionale delle equipe di accoglienza diagnosi e cura (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, educatori professionali) in misura tale da incrementare del 40% l’attuale dotazione dei SerD nelle Aziende Sanitarie Locali italiane.

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