TECNOLOGIE E MONDO DEL LAVORO – GLI EFFETTI DEL COVID-19

Nel dramma della pandemia di Covid-19 c’è anche una nota positiva: l’educazione a nuove tecnologie nelle persone e imprese che fino a ieri erano le più refrattarie al loro utilizzo. Così, molte delle cose che fino a ieri si facevano offline oggi si fanno in modalità online, ovvero da remoto. A rivelarlo è una ricerca condotta da illimitybank.com tra i 40mila iscritti alla community “vaioltrelaforma.it”. “La tecnologia sta facendo cadere tutti quei tabù che erano presenti in molti di noi in diversi ambiti, a partire dal mondo lavorativo – spiega Carlo Panella, head of direct banking and chief digital operations officer di illimity –. Per coloro che credevano che lo smart working era difficile da realizzare, che non era adatto a tutti e che non dava profondità lavorativa, oggi, sebbene per motivi di necessità, è stato dimostrato che invece è possibile.

Tra sperenza e tristezza
La survey condotta da illimitybank.com ha voluto prima di tutto “tastare” stato d’animo ed emozioni. Con risultati differenti a secondo della fascia d’età di appartenenza.
Tra gli over 45 prevale soprattutto la tristezza, soprattutto in chi ha più di 64 anni, “probabilmente per la consapevolezza di essere nella fascia più fragile. E se i giovani tra i 18 e i 24 anni si dicono soprattutto annoiati, in quanto quelli meno toccati da aspetti di lungo periodo, nella fascia di mezzo (24-45 anni, ndr) la tristezza si fonde con l’ansia e l’angoscia, probabilmente per le responsabilità legate alla vita lavorativa, alla famiglia e agli obblighi a cui bisogna far fronte. Di positivo c’è il fatto che la speranza è un sentimento che prevale indistintamente in tutte le fasce d’età”.

Tecnologia come fattore abilitante
La tecnologia sta cambiando le abitudini della vita quotidiana: il 62% degli intervistati la utilizza soprattutto per cercare informazioni, ma anche per lavorare (il 38,8%), effettuare pagamenti (35,7%) e fare corsi online (17,4%). La cosa più stupefacente è che sta aiutando anche nei momenti ludici o di pause lavorative: in tanti usano la tecnologia per guardare un film (52,9%), per ricreare socialità (37,5%) o per fare esercizio fisico (18,8%)”.
Per lo smart working tra i principali effetti positivi i partecipanti al sondaggio citano soprattutto la migliore qualità della vita e una riduzione dell’impatto ambientale.

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