SULLA MAGGIORE VULNERABILITA’ DELLE PERSONE CON DIPENDENZA DA SOSTANZE AL COVID-19

Il Dr. Nora D. Volkow, direttore dell’Istituto nazionale per l’abuso di droghe (NIDA) degli USA, nell’articolo Collision of the COVID-19 and Addiction Epidemics solleva alcune considerazioni e preoccupazioni sull’impatto del COVID-19 sulla condizione di vulnrabilità delle persone che hanno distrubi d’uso di sostanze, tra cui:
• I pazienti con patologie polmonari già compromesse possono essere a maggior rischio di complicanze più gravi di COVID-19. In particolare, le persone che fumano o svapano o usano oppioidi o metanfetamine possono dover far fronte ad un rischio maggiore. Chi presenta già disturbi respiratori ha un rischio più elevato di morte. Dati provenienti dal centro cinese del controllo delle malattie suggeriscono che Covid-19 ha un tasso di mortalità del 6,3% per chi ha problemi respiratori, contro il 2,3% globale. Quindi tutti i fumatori, sia di sigarette tradizionali che di e-cigarette, rappresentano un gruppo a rischio. Per le persone con dipendenza da oppiacei, un altro grande problema derivante dall’uso cronico di oppioidi è l’aumento del rischio di rallentamento della respirazione a causa dell’ipossiemia, che può portare a complicanze cardiache e polmonari che possono causare sovradosaggio e morte. Tutte le persone dovrebbero prendere precauzioni per prevenire l’esposizione a COVID-19, ma ciò è particolarmente vero per i gruppi a rischio più elevato, comprese quindi le persone che fumano, svapano o usano oppioidi o metanfetamine. Almeno 2 milioni di persone negli USA hanno un disturbo di uso degli oppiacei, e più di 10 miioni fanno uso di oppiacei. Alcuni dei rischi dell’attuale pandemia per le persone con disturbi da uso di oppiacei sono indiretti. Sorgono da fattori come la mananza o l’instabilità alloggiativa, dall’incarcerazione, così come dal ridotto accesso ai servizi sanitari e di aiuto. Un’alta percentuale di questo gruppo è senza casa, e viceversa. Più della metà delle persone incarcerate ha problemi collegati all’uso di oppiacei, e cià rende tale gruppo molto vulnerabile alla trasmissione di Covid-19.
Le persone che stanno uscendo da una condizione di dipendenza affrontano nuove sfide. Le misure di distanziamento fisico, pure se fondamentali per la mitigazione del COVID-19, eliminano l’importante elemento di supporto sociale. Inoltre, le persone con problemi da uso di oppiacei possono affrontare ostacoli all’ottenimento di farmaci (cioè buprenorfina o metadone) o all’ottenimento di servizi dai programmi di distribuzione delle siringhe. L’emergenza sanitaria in atto potrebbe inoltre rafforzare lo stigma verso le persone con disturbi da uso di oppiacei, e rendere il loro accesso alle cure molto più difficile.
Il distanziamento sociale ridurrà anche la probabilità di overdose osservate; la somministrazione di naloxone per invertire il sovradosaggio può essere meno diffuso, causando potenzialmente più morti.
• Il Dr. Volkow elogia gli sforzi della comunità della salute pubblica per ridurre le nuove sfide per le persone in fase di recupero, incluso lo sviluppo di incontri di supporto virtuale per coloro che hanno accesso a Internet e la possibilità di portare a casa farmaci per alcune persone in terapia da dipendenza. Il Dr. Volkow sottolinea che, come altre persone vulnerabili negli Stati Uniti, le persone con disturbi da uso da oppiacei non possono essere dimenticate o emarginate durante questa crisi.

LINK ALL’ARTICOLO (INGLESE)

Questa voce è stata pubblicata in CARCERE, COVID-19, OPPIACEI, POLITICHE SOCIALI E SANITARIE. Contrassegna il permalink.