DARK WEB, SOSTANZE E DINAMICHE DI MERCATO

Alessandro De Pascale, sul sito Sostanze.info, prosegue il suo reportage sul dark web e le sostanze psicoattive, concentrandosi sugli acquisti che avvengono attraverso portali e siti specializzati presenti nella rete “parallela” a quella ufficiale. Nelle stime citate sulle sostanze più acquistate, colpisce il basso volume degli oppiacei e dell’eroina, a conferma delle differenze esistenti fra mercati “fisici” tradizionali e mercati online.Calcolando il numero di acquisti avvenuti in un mese sui market del deep web, al primo posto troviamo la cannabis (33%), seguita dagli eccitanti (cocaina e anfetamine, 18%), ecstacy ed Mdma (12%), farmaci da prescrizione (19%), allucinogeni (11%) e oppiacei (6%, di cui l’eroina 3%). Questi numeri calcolati dalla compagnia californiana sarebbero in linea con quelli della letteratura scientifica e dei sondaggi somministrati sull’argomento (…) La possibile spiegazione data dalla Rand su questa differenza tra l’online e l’offline è che «gli acquisti sui market delle darknet richiedono in genere un elemento di pianificazione, che può non adattarsi all’uso quotidiano dei consumatori dipendenti dall’eroina, in particolare di quelli con stili di vita caotici». Tuttavia come sostiene uno degli intervistati dalla Rand, anche il mercato virtuale riflette quelli che sono i consumi mondiali, motivo per cui «le sostanze che hanno maggiori probabilità di essere disponibili sui market delle darknet sono quelle con la più alta prevalenza d’uso, almeno nei Paesi dell’emisfero Nord (principalmente Europa e Nord America), in particolare cannabis ed ectasy, seguite da cocaina e metanfetamina».”

Un importante capitolo a parte è rappresentato dalle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), la cui diffusione nel dark web sembra abbastanza significativa. “Oltre alle droghe tradizionali e maggiormente note, online vengono vendute anche nuove sostanze psicoattive (Nps), spesso non ancora regolamentate, che imitano gli effetti o hanno una struttura molecolare simile rispetto a quelle illegali come cocaina, cannabis, ecstasy o oppioidi. L’Early Warning Advisory dell’Unodc ha finora rilevato 892 Nps, delle quali 868 sintetiche. A seconda delle nazioni, la diffusione e soprattutto lo stato giuridico delle Nps, possono differire notevolmente, poiché una sostanza diventa illegale solo quando viene rilevata e registrata dalle autorità. Lo stesso Unodc, nel suo ultimo World Drug Report 2019, spiega che «il mercato delle Nps è vario e dinamico, con nuove sostanze che vengono sintetizzate regolarmente e spesso vendute come “legali” o, in alternativa, mischiate con quelle illegali». Quello del loro uso per adulterare le sostanze illecite vendute nei mercati tradizionali, come vedremo, è un problema reale che può aumentare i rischi per i consumatori. Riguardo alla loro disponibilità sul web, lo studio Europol-Emcdda ricorda innanzitutto che «nonostante i numeri siano relativamente bassi, le Nps sono state associate, forse come nessun’altra sostanza, alla crescente varietà dell’offerta sulle darknet»

(…) Il primo studio specifico sulle Nps nei market delle darknet è stato pubblicato nel 2017 sull’International Journal of Drug Policy. Ad essere analizzati, due market delle darknet (AlphaBay e Valhalla, entrambi non più attivi) alla ricerca delle 40 Nps più popolari in 7 categorie: stimolanti e catinoni, attivatori del Gaba (acido gamma-amminobutirrico), allucinogeni, dissociativi, cannabinoidi, oppioidi e altro, non specificati o classificati. L’altro dato emerso analizzando le discussioni è che «gli utenti sembravano ben informati, scambiandosi informazioni su riduzione del danno e fornitori».

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