LA CO-GENITORIALITA’ SOCIALE NELLE DIPENDENZE

data di pubblicazione:

18 Settembre 2019

Il consumo di sostanze e i comportamenti di dipendenza da parte dei giovani, pongono spesso le famiglie in una condizione, reale e percepita di fragilità sociale e solitudine istituzionale.
Genitori e figli si dividono da sempre sulla percezione del rischio, rispettivamente avvertito come una minaccia e come una opportunità per il futuro.
I più giovani considerano il bere, l’uso di sostanze psicoattive, il ricorso continuativo alle tecnologie web come irrinunciabili occasioni di socializzazione e di accettazione nel gruppo dei pari (coetanei). Per molti genitori si tratta invece di pericolose minacce da contrastare con divieti o camuffamenti in rete.
Oggi le agenzie che si occupano di prevenzione, gestione, cura e recupero delle vecchie dipendenze (da sostanze) e delle new addictions (senza sostanze come gioco, web, cellulare, ecc.) devono poter rispondere a nuovi scenari, sempre più complessi.

Le interazioni sociali sono profondamente cambiate per effetto del web e dei social (Fb, Twitter, Instagram, ecc.): sempre più persone si informano sui social media, diffidando dei media tradizionali. D’altro canto proprio i social media sembrano diventati veri e propri “stagni mediatici”, in cui ciascuno ricerca conferme alla propria identità “pescando” verità di comodo, scegliendo di rinunciare al contraddittorio con altre e diverse forme di informazione.
Inoltre, la percezione di massa dei consumi può portare ad una visione di “normalizzazione” di certe condotte seppur dannose per la salute, favorendo così l’insorgere di forme di dipendenza vecchie e nuove.

L’autore dell’articolo propone una riflessione sul concetto di co-genitorialità sociale quale risorsa del ciclo delle politiche sulle dipendenze (prevenzione, gestione, cura, recupero).
La co-genitorialità sociale è intesa come una forma di azione collettiva, presa in carico congiunta tra famiglie, istituzioni pubbliche, agenzie educative, servizi delle dipendenze e società civile.
Il fine è quello di aiutare le famiglie a recuperare e innovare il loro ruolo genitoriale, inteso come un processo continuo di apprendimento sociale, promuovendo percorsi di partecipazione e co-progettazione sociale ed istituzionale di nuovi servizi.
L’autore individua quattro differenti interventi e percorsi di co-genitorialità nel settore delle dipendenze:
– istituzionale,
– tecnico-professionale,
– esperienziale,
– di empowerment

Ciascun modello di intervento riflette opposti vantaggi e svantaggi, intrecciando culture sociali, istituzionali e professionali diverse tra loro, adattandosi e adattando differenti atteggiamenti familiari.
Solo dall’uso critico e consapevole dei social media, e dalla conoscenza dei linguaggi giovanili sulle dipendenze potrà nascere una co-progettazione sociale dei percorsi di diagnosi, cura, recupero dipendenze.
Un’azione collettiva socialmente partecipata e condivisa tra famiglie, utenti dei servizi e professionisti delle dipendenze può intercettare e coinvolgere giovani, genitori e altre agenzie di socializzazione in efficaci campagne di informazione, prevenzione e comunicazione condotte attraverso i social media.

LA CO-GENITORIALITA’ SOCIALE NELLE DIPENDENZE
Pietro Paolo Guzzo
Dal Fare al Dire, n.1 / 2019
L’articolo è disponibile per la consultazione c/o il Cesda

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