CALO DELLA PRODUZIONE DI COCAINA

Le piantagioni di foglia di coca, materia prima della cocaina, sono leggermente calate (-1,2%) nel 2018 in Colombia, così come ha fatto sapere il 2 agosto l’ONU. Il Paese resta il primo produttore mondiale di questa pianta.

“Le piantagioni di coca sono leggermente diminuite l’anno scorso passando da 171.000 ettari (nel 2017) a 169.000 ettari” l’anno scorso, ha dichiarato il rappresentante per la Colombia dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) Pierre Lapaque.
Anche se debole, questa diminuzione rappresenta il contrario della tendenza di questi ultimi anni in Colombia: dai 48.000 ettari del 2013, le narco-piantagioni erano salite a 69.000 nel 2014, continuando poi a salire per attestarsi al livello record riscontrato nel 2017, sia per la produzione di coca che per quella di cocaina.
Comunque, “le piantagioni di coca restano ad un livello elevato in Colombia” rispetto a quando le Nazioni Unite hanno cominciato a raccogliere i dati nel 2001.
Positiva l’inversione di tendenza
Il presidente Ivan Duque, in un incontro al palazzo presidenziale, ha riscontrato positivamente l’inversione rispetto alla “crescita esponenziale in corso” delle narco-piantagioni, crescita che secondo lui vede la responsabilità del suo predecessore Juan Manuel Santos.
Grazie alla pressione degli Usa, il presidente Duque sta cercando di riprendere le aspersioni aeree di glifosato, sospese nel 2015 dall’ex-capo dello Stato in virtù degli effetti potenzialmente nocivi di questo diserbante sulla salute umana e sull’ambiente.
La Colombia produce il 70% della cocaina mondiale, la maggior parte della quale viene esportata in Usa.

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