CANNABIS, DEFICIT COGNITIVI E ADOLESCENZA

Sul nuovo numero di Medicina delle Dipendenze, intitolato “adolescenza, vulnerabilità e dipendenze”, Walter Fratta riassume in un breve articolo alcune evidenze sui danni del consumo di cannabis in età giovanile. Da tempo, studi e ricerche hanno evidenziato da un lato come il consumo di cannabis in tale fascia d’età possa provocare problemi sulle strutture e funzioni cerebrali, potendo determinare una minore funzionalità esecutiva di alcuni processi cognitivi, dall’altro come il consumo precoce di cannabis possa aumentare, da 2 a 5 volte, il rischio di sviluppare dipendenza da cannabis o da altra sostanza. Fratta riepiloga alcuni risultati e alcune ipotesi degli studi che hanno analizzato le conseguenze dell’uso di cannabis in età adolescenziale. L’esposizione alla cannabis da giovani rischia, modificando il sistema endocannabinoide, di impattare in modo negativo sui processi di neurosviluppo e di aumentare il rischio di insorgenza di psicopatologie, specie depressione e schizofrenia. Il consumo di cannabis nell’età dello sviluppo può inoltre comportare ritardi, alterazioni o problemi nell’area dell’apprendimento e della memoria. “Studi condotti su assuntori di cannabis adolescenti hano dimostrato che un forte e regolare consumo di cannabis è associato a un range di deficit cognitivi che includono l’attenzione, l’apprendimento e la memoria e vi sono evidenze che questi deficit persistano anche durante l’astinenza”.

Walter Fratta, Cannabis e adolescenza, Medicina delle Dipendenze, n. 34, giugno 2019, pp. 30-31.

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