ADOLESCENTI E VULNERABILITA’ ALLE DROGHE

Il nuovo numero monografico di Medicina delle Dipendenze è dedicato al tema classico dei rapporti fra dipendenze da sostanze psicoattive e adolescenza. Nell’editoriale, Gian Luigi Gessa mette l’accento sull’età come fattore di rilievo per l’insorgenza di una condizione di dipendenza da sostanze psicoattive. Raramente un soggetto diventa dipendente da sostanze dopo i 25 anni; l’inizio dell’uso di droghe illegali varia dai 15 ai 18 anni, mentre sono ancora più precoci i primi consumi di alcol e tabacco. Per Gessa cià è da attribuirsi a diversi fattori, anche se la causa più importante è legata ai processi di sviluppo cerebrali caratteristici di quella età: “Ma è il cervello dell’adolescente il responsabile della tendenza di tutti gli adolescenti a sperimentare l’uso di droghe. E’ il cervello dell’adolescente responsabile del rapido passaggio dall’uso sporadico a quello regolare di una droga, e da questo alla dipendenza”. In particolare, secondo Gedda, la sperimentazione di droghe è insita nello squilibrio esistente fra “le capacità decisionali e l’impulso a compiere azioni rischiose e svantaggiose è una caratteristica generale dell’adolescenza ed è osservabile anche negli animali“.

Non vi è dubbio che, se da una parte quindi la sperimentazione è utile e necessaria per l’adolescente, che può sviluppare il senso del pericolo e distinguere l’utilità e il danno di certi comportamenti, dall’altra può contribuire alla particolare vulnerabilità dell’adolescente stesso, che può passare dall’uso saltuario e voluttuario di sostanze a un uso regolare e a una condizione di abuso e di dipendenza.

Gian Luigio Gessa, Perché gli adolescenti sono così vulnerabili alle tossicodipendenze?, Medicina delle Dipendenze, giugno 2019, p. 5.

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