SENTENZA DI ERGASTOLO PER EL CHAPO, MA I NARCOS MESSICANI SONO FORTI COME PRIMA

Senza nessuna sorpresa di rilievo durante la fase processuale,  Joaquin Guzman Loera, detto El Chapo, l’ex numero uno incontrastato per anni dei narcos messicani, è stato condannato dai giudici di New york all’ergastolo. El Chapo dovrà scontare la pena a vita in uno dei penitenziari di massima sicurezza più duri al mondo. Tuttavia, come informa un articolo del quotidiano francese Libération, i narcos messicani si sono già riorganizzati, con una guerra per l’egemonia dei traffici che sta causando nuove vittime. Al di là della lotta intestina per il potere, il sistema creato dai narcos messicani per il traffico organizzato di droghe -la produzione (in Colombia per la cocaina, in Messico per l’eroina), la logistica dei trasporti, attraverso l’America centrale e caraibica e i meccanismi finanziari per il riciclaggio di denaro- è rimasto intatto.

Al vertice, colui che è considerato l’attuale n. 1, Ismael Zambada detto “El Mayo” non solo è in libertà, ma non è mai stato individuato. “A 71 anni, è sopravvissuto a tutte le guerre tra i cartelli delle droghe, facendo e disfacendo alleanze al momento giusto e non ha passato neanche una notte della sua vita in una prigione. Nell’unica intervista che ha concesso, nel 2010, al settimanale di sinistra “Proceso”, profeticamente affermava: “Se El Chapo o io ci fossimo messi in mostra, saremmo stati catturati”. In questa famosa, classica intervista al giornale messicano, ha confidato al giornalista Julio Scherer: “La montagna è la mia casa, la mia famiglia, la mia protezione, l’acqua che bevo…“.

“In Messico, la guerra tra le organizzazioni criminali prosegue. Il patron del cartello di Jalisco Nuova Generazione, Nemesio Oseguera detto “El Mencho” avrebbe preso il controllo dello Stato turistico di Quintana Roo, dove c’è la perla balneare di Cancun. Una zona in cui regnava fino ad oggi Zambada e i suoi uomini del cartello di Sinaloa (tra cui il clan dei Chapitos, i figli di El Chapo). E’ quanto sembra emergere dall’assassinio del 4 luglio scorso, in un supermercato di Chetunal, di Ulise Galvan alias “El Buda”, uno dei luogotenenti di El Mayo”.

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