LA CRISI DEGLI OPPIODI FRA EVENTO E LUNGA DURATA

Nell’articolo “Oppiodi: dal farmaco alla dipendenza. Una prospettiva storica“, pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Medicina delle dipendenze”, Vanessa Roghi si interroga sull’intreccio fra il tempo lungo della durata e il tempo breve dell’evento, ovvero su quali sono gli elementi di lunga durata che possono aiutare a comprendere oggi la crisi degli oppiodi. Il principale tema svolto è il legame molto stretto che storicamente sussiste tra dipendenza e farmaci, ovvero fra tossicodipendenza e industria farmaceutica. Dopo avere chiarito, nel contesto italiano, alcuni passaggi ed elementi che permettono di contestualizzare il fenomeno della diffusione, dagli anni ’50 agli ani ’70 della morfina, degli oppiodi e dei barbiturici, ovvero dei limiti fra sostanze lecite e illecite, fra uso consentito e uso improprio/illegale, Roghi affronta la questione della crisi degli oppiodi negli USA. In particolare, viene messo in luce il ruolo della casa farmaceutica Perdue, produttrice dal 1996 di OxyContin, un oppioide sintetico pubblicizzato, per anni, come un antidolorifico risolutivo per pazienti con problemi cronici di dolore, di cui si tacciono (o si minimizzano) i numerosi effetti collaterali, e soprattutto il forte rischio di dipendenza. Questa strategia commerciale è all’origine, secondo la studiosa che cita numerosi studi e inchieste americani, della crisi degli oppiodi iniziata a fine anni ’90. Perdue subisce la prima condanna dalla Corte di Giustizia nel 2007, per non avere informato la comunità scientifica e i consumatori in modo corretto, e da allora il numero di cause intentate contro questa casa farmaceutica cresce in modo costante.

Vanessa Roghi, Oppiodi: dal farmaco alla dipendenza. Una prospettiva storica, Medicina delle Dipendenze, IX, 33, pp. 22-25.

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