UNA STIMA DEL NARCOTRAFFICO A LIVELLO MONDIALE

Il dossier “Terrorismo, criminalità e contrabbando” realizzato dalla Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis, stima in circa 400 miliardi di dollari  il volume d’affari derivante dal traffico di stupefacenti a livello globale. Fra le principali tendenze segnalate dal rapporto,  la sovrapposizione fra traffico di droghe illegali e altri business illegali (contrabbando di armi, tratta di esseri umani). Di sempre maggiore evidenza anche il fatto che i principali paesi produttori di droghe sono tutti devastati da conflitti armati, o sono caratterizzati da bassi livelli di controllo del territorio e con vari gradi di instabilità politica. In sintesi, laddove più è strutturato il narcotraffico, maggiore è l’instabilità politica e minore la capacità di controllo dello Stato, come insegna in modo chiaro il caso messicano.

Un altro aspetto connesso al narcotraffico messo in evidenza dal rapporto è quello strategico per quanto riguarda i canali e gli hub del traffico di sostanze illegali. Nei principali snodi del traffico mondiale di stupefacenti, vi sono sia alleanze fra diverse organizzazioni criminali sia lotte per l’egemonia. “In Europa sono identificabili 5 hub principali, il più importante dei quali è situato nel sud-ovest, tra Spagna e Portogallo. Altri hub si trovano nel nord-ovest (tra Olanda e Belgio), nel sud-est (Bulgaria, Romania e Grecia, rispettivamente nei porti di Varna, Costanza e Pireo), in Italia, dove la ‘ndrangheta, arrivando fino a nord di Milano, si è avvicinata agli Stati del Centro e dell’Est Europa. Di secondaria importanza l’hub situato nel nord-est, nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania). Il dossier dell’Icsa rileva che oltre due terzi del raccolto dell’oppio, concentrato nella regione dell’Asia centrale, sono destinati alla produzione di eroina, che risulta essere di circa 480 tonnellate annue. I consumatori dei prodotti dell’oppio sono in totale 35 milioni, di cui circa la metà sono fumatori di oppio”.

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