UN'APPLICAZIONE INNOVATIVA

data di pubblicazione:

18 Gennaio 2019

La tecnologia può rivestire un ruolo importante nell’individuare nuove strategie di riduzione dei rischi legati al consumo e all’abuso di sostanze. Un gruppo di ricerca dell’Università di Washington ha sviluppato un’applicazione che, secondo le prime sperimentazioni condotte, è in grado di tracciare la frequenza di respirazione, e di conseguenza di individuare sintomi di sovradossaggio. “Per ottenere l’accesso a dati del mondo reale, gli scienziati hanno collaborato con il centro di auto-iniezione supervisionata di droghe a Vancouver, in Canada. Si chiama ‘Insite’ ed è il primo sito di consumo legale controllato in Nord America. I partecipanti hanno indossato un monitor sul petto per tracciare la loro respirazione e aiutare a elaborare l’algoritmo. “Abbiamo chiesto ai partecipanti – racconta il team alla Cnbc – di preparare la loro dose di droga come avrebbero fatto normalmente, poi li abbiamo monitorati in modo che l’algoritmo potesse ottenere un valore di base della frequenza respiratoria. Abbiamo continuato il monitoraggio durante l’iniezione e nei successivi cinque minuti, perché quella è la finestra di tempo in cui si verificano i sintomi di sovradosaggio“.
Dei 94 partecipanti che hanno testato l’algoritmo, 47 avevano una frequenza respiratoria di 7 respiri al minuto o meno, 49 hanno smesso di respirare per un periodo significativo e due persone hanno avuto un evento di sovradosaggio che ha richiesto un trattamento con ossigeno, ventilazione e naloxone. In media, l’algoritmo ha identificato correttamente i problemi respiratori che prefigurano l’overdose nel 90% dei casi. Ma i ricercatori volevano anche assicurarsi che l’algoritmo potesse rilevare a dovere gli eventi di sovradosaggio, che si verificano raramente nel centro Insite. Hanno dunque lavorato con i team di anestesiologia nella sala operatoria dell’UW Medical Center per ‘simulare’ le overdose, consentendo all’app di monitorare le persone e rilevare quando smettessero di respirare. Ebbene, la app ha predetto correttamente 19 delle 20 overdose simulate. Nel caso sbagliato, la frequenza respiratoria del paziente era appena sopra la soglia dell’algoritmo“.

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