NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE: IL PROBLEMA DELL’IDENTIFICAZIONE E DELLA TOSSICITA’

L’uso di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) pone varie problematiche, alcune comuni alle sostanze “tradizionali”, e altre specifiche. Fra queste ultime, merita segnalare il fatto che ogni anno compaiono decine di NPS, alcune dagli effetti in parte sconosciuti, e che si tratta di sostanze il cui mercato, essendo in buona parte online, è ancora più sommerso delle sostanze tradizionali. Un articolo di Roberto Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, pone alcuni nodi chiave collegati all’uso e all’abuso di NPS. Gatti propone una classificazione delle NPS secondo le forme di uso trasversali a differenti situazioni: Uso di NPS che imitano l’effetto di droghe illecite “classiche”; Uso di NPS che replicano l’effetto di farmaci (o che sono nate come farmaci, mai messi in commercio); Uso di farmaci da prescrizione che mimano l’effetto di droghe; Uso di NPS a fini sessuali (chemsex); Uso di NPS e abuso di farmaci da prescrizione nella popolazione carceraria.

Riepilogando, attraverso statistiche sulla diffusione delle NPS e sulle overdose collegate soprattutto agli oppiodi sintetici,  la situazione di emergenza negli USA, Gatti osserva che: “L’insegnamento che ne deriva e da tenere ben presente è che i fenomeni relativi all’uso di sostanze psicoattive sono molto dinamici e vanno monitorati di continuo. L’abbassamento della guardia nel loro confronti ed il non adeguato impegno negli investimenti utili alla prevenzione, al trattamento (il più possibile precoce) ed alla riabilitazione, nei casi di dipendenza,  può contribuire a situazioni drammatiche dal punto di vista individuale e sociale. Queste ultime osservazioni dimostrano anche come, attraverso le NPS, il confine tra droga e farmaco (e quindi anche tra ciò che è lecito e ciò che è illecito) per l’alterazione dello stato psico-fisico, si sta facendo sempre più sottile. Tra le Nuove Sostanze Psicoattive, potrebbe essere quindi utile includere, concettualmente, anche alcuni farmaci per cui è descritta e provata la possibilità di abuso. Per alcuni di questi, di cui troviamo analoghi tra le NPS, la potenzialità additiva è conosciuta in modo diffuso (es. benzodiazepine, alcuni antidepressivi e farmaci oppiacei), ma non per altri, come, ad esempio, il  Pregabalin, la  Loperamide e la Quetiapina. In alcuni casi l’uso improprio di queste sostanze è simile a quello di alcune NPS.”

Molto interessanti anche le osservazioni finali, nelle quali Gatti riflette sui problemi che, nelle emergenze, le NPS pongono al personale di cura, riconducibili da una parte alla difficoltà di identificazione (e quindi di conoscenza della loro tossicità), dall’altra che la loro assunzione avviene spesso in contesti di policonsumo: La conoscenza della tossicità acuta di diverse NPS è difficile, così come è difficile la loro identificazione. Nella maggior parte dei casi gli interventi di Pronto Soccorso sono, pertanto, di tipo sintomatico anche perché riguardano soggetti assuntori di più sostanze. L’uso di NPS che imitano l’effetto di droghe classiche avviene spesso in contesti in cui sia chi vende sia chi compra le sostanze, difficilmente conosce la loro reale composizione. Il frequente uso congiunto di NPS ed altre droghe, farmaci od alcol rende complicato valutare le cause di una situazione critica nel momento in cui si sviluppa. Attualmente i Sistemi Socio-Sanitari, culturalmente ed operativamente, non sono completamente pronti ad affrontare questo genere di problematiche anche contenendo fattori di rischio che possono essere modificati con pratiche corrette, opportuni collegamenti trasversali, l’utilizzo, la divulgazione e la messa a disposizione dell’esperienza maturata, nonché lo studio, la conoscenza e l’attento monitoraggio dei fenomeni in corso che spesso sono differenti in territori diversi. È opportuno, ad esempio, notare a margine come, a fronte del più volte segnalato aumento della varietà delle sostanze d’abuso in circolazione, le richieste di determinazioni di laboratorio, pur essendo quantitativamente numerose, continuano ed essere limitate a poche sostanze. È come se, una ridondanza di ricerche per sostanze determinate, corrisponda alla non ricerca di altre. D’altra parte i laboratori degli Ospedali e delle Aziende Sanitarie, nella maggior parte dei casi, non sono ancora attrezzati per determinazioni diverse da quelle tradizionali. I consumatori di NPS quindi, in caso di eventi critici per la loro salute, devono sapere che chi interviene in emergenza / urgenza potrebbe doverlo fare alla cieca, basandosi solo sui sintomi e sul riferito, ma senza alcuna certezza su cosa sta provocando il problema”.

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