LE DIPENDENZE OGGI: VERSO UN CONSUMATORE SOCIALMENTE INTEGRATO?

Le trasformazioni dei consumi e degli stili di consumo delle sostanze psicoattive in Italia stanno mettendo sempre più in evidenza l’emergere di una figura di consumatore che, seppure possa presentare problemi di poliuso/poliabuso di sostanze, si percepisce e si rappresenta come “socialmente integrato”. Questo il parere espresso da Raimondo Pavarin, direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna, al workshop “Dipendenze, verso la normalizzazione dei consumi?” nell’ambito della XXIV edizione di Redattore sociale.Secondo Pavarin, i consumatori, anche problematici, di sostanze, tendono a essere più informati del passato sugli effetti delle sostanze, evitano l’uso iniettivo, fanno uso di sostanze diverse a seconda del tipo di bisogno e di situazione. Secondo Pavarin:  “Da qui emergono delle competenze su cosa e di come assume in relazione ai momenti, con l’esigenza di vivere “quella sensazione” in una determinata situazione. Il ruolo ora si struttura definitivamente, assumendo la qualità di consumatore socialmente integrato più che di “tossico”. “L’MDMA – spiega Pavarin – viene utilizzata come mezzo per la socializzazione ad un rave ad esempio, la cocaina aiuta a svegliarsi poiché si ha l’esigenza di essere efficienti fin dalla mattina, le anfetamine divengono necessarie quando i chili di troppo divengono molti (annullando il senso di fame) ed anche l’eroina, se fumata, riesce a dare quel senso di tranquillità necessario prima di andare a dormire”.

Tuttavia, si registra un aumento di consumatori ad alto rischio: il numero di pazienti che si sono sottoposti al primo trattamento in Europa, infatti, è passato da 43.000 del 2006  a 76.000 del 2015. Altri dati significativi a tal propositi sono quelli relativi all’aumento di accessi ai reparti di pronto soccorso a causa di uso problematico di sostanze, e all’aumento della mortalità per overdose (letalità), un problema che riguarda anche i piccoli centri e non solo le grandi città.

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