QUADRO SINTETICO DELLO STATO DI SALUTE DEI DETENUTI IN TOSCANA

Caterina Silvestri di Ars analizza le evoluzioni dello stato di salute dei detenuti in Toscana. La Toscana è una delle poche regioni italiane in grado, da dieci anni, di stilare un quadro della salute dei detenuti presenti negli istituti penitenziari. Lo strumento conoscitivo scelto in questi 10 anni è un’indagine ad hoc, giunta nel 2018 alla sua quarta edizione, cosa che permette un raffronto tra dati. Partendo dai dati socio-demografici, questa popolazione è composta prevalentemente da uomini (N=2.973; 96%) con un’età media inferiore a quanto registrato nella popolazione libera (detenuti: 40,6 anni; libera: 52,9 anni). Molto elevata in Toscana è la percentuale di detenuti stranieri, pari al 48,4%, sensibilmente superiore alla media nazionale, dove rappresentano il 34% del totale.
Rispetto ai principali determinanti di salute, un dato che caratterizza i detenuti in Toscana è che il 70% è fumatore, con un consumo medio di oltre 20 sigarette die, contro il 23% registrato nella popolazione libera. “Il 58,7% (N=1.821) della coorte detenuta presa in esame è affetta da almeno una patologia anche lieve, valore che sembra stabile rispetto a quanto osservato nel 2014. L’analisi per gruppo etnico di appartenenza, conferma quella italiana come la popolazione con il maggior numero di cittadini malati (66,2% degli italiani). All’estremità opposta troviamo gli est europei con soltanto il 40% di detenuti con almeno una diagnosi. Suddividendo le diagnosi in base ai grandi gruppi di patologia (International Classification of Diseases IXcm), i disturbi psichiatrici continuano a rappresentare il primo gruppo diagnostico (38,5%), seguiti dalle malattie infettive e parassitarie (16,2%) (…) Su 3.100 persone sottoposte a visita medica, 912 presentano almeno un disturbo psichiatrico (29,4%). Nel corso degli anni, la distribuzione delle patologie psichiatriche mostra alcuni cambiamenti. Il 2017 è caratterizzato dalla diminuzione dei disturbi da dipendenza da sostanze (2014=21,1%%; 2017=14,5%) e dei disturbi nevrotici e da adattamento (2009=11%; 2017=5,4%). Andamento opposto per i disturbi di personalità dove è osservabile un incremento rispetto al 2012. Più instabile, invece, la diffusione del disturbo alcol-correlato (…) Per quanto riguarda la tipologia di sostanza utilizzata, in linea con i dati riguardanti l’utenza in carico ai Servizi per le dipendenze della Toscana (SER.D), gli oppioidi rappresentano la principale (dipendenza e abuso = 36,2%). Al secondo posto troviamo la cocaina (dipendenza e abuso = 22,8%) seguita dall’alcol (dipendenza e abuso = 19,9%) (…) Nella coorte presa in esame, 370 persone presentano almeno una malattia infettiva e parassitaria (11,9% del totale dei detenuti). Rispetto alle precedenti rilevazioni, salta agli occhi l’aumento del numero di diagnosi di infezione epatica da virus B (HBV) che passano dall’1,9% registrato nel 2014 al 5,6% del 2017 (…) Il terzo grande gruppo di patologie che interessa questa popolazione è rappresentato dalle malattie del sistema circolatorio. L’11,9% (N=371) dei detenuti ne presenta almeno una con una prevalenza complessiva sull’intera popolazione pari al 15,5%. (totale delle diagnosi N=479). Rispetto alle precedenti rilevazioni vi è stato un significativo incremento delle diagnosi di ipertensione e di cardiopatia ischemica. Pur trattandosi di patologie che insorgono in età più avanzata, circa il 34% delle diagnosi di ipertensione è stata effettuata in detenuti di età inferiore ai 50 anni sottolineando l’elevato livello di rischio cardiovascolare presente in questa popolazione.

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