DROGHE 2018: LA DICHIARAZIONE DI NAPOLI

RDDLa conferenza La Riduzione del Danno funziona. Facciamola funzionare!, organizzata a Napoli nel novembre scorso da ITARDD, rete italiana della Riduzione del Danno e Progetto europeo Civil Society Involvement  in Drug Policy (CSI-DP, csidp.eu) ha prodotto una dichiarazione che è stata recentemente diffusa e che viene riassunta in un articolo su Fuoriluogo da Susanna Ronconi. Il testo del documento fa riferimento a una serie di contenuti che sono al centro delle iniziative e degli sforzi prodotti negli ultimi anni dalle realtà che in Italia si occupano di riduzione del danno. In primis, si rimarcano i vuoti politici e legislativi della Legislatura appena chiusa: la mancata convocazione della Conferenza nazionale sulle politiche antidroga, la mancata elaborazione di un Piano d’azione nazionale, il fallito tentativo di approvazione della legge sulla cannabis. In generale, nonostante la positiva inclusione della riduzione del danno nei LEA, il Parlamento uscente non ha riorganizzato i servizi e gli interventi sulle droghe.

Dal punto di vista delle richieste e delle proposte, il documento afferma: “Al primo posto dell’agenda la riforma della legge in direzione di depenalizzazione delle condotte di consumo e di regolazione legale della canapa e, contestualmente, la redazione di un Piano nazionale coerente, basato su uno studio di impatto ed esito delle politiche fin qui adottate. Tutto questo in modo trasparente e partecipato, in sede di Conferenza nazionale e di confronto con operatori e società civile, senza dimenticare che di questa le persone che usano sostanze sono parte integrante. L’inclusione a pieno titolo della RdD nelle politiche nazionali, l’adozione di LEA adeguati e finanziati, la promozione di una ricerca mirata, oggi così carente. Senza tralasciare la richiesta di un chiaro posizionamento italiano a Vienna, nel 2019, quando in sede ONU si definiranno i nuovi orientamenti globali. Il governo, si chiede, si esprima in sintonia con la posizione aperta e riformista della EU, in discontinuità con la posizione italiana iperproibizionista espressa nel 2009 e in continuità con l’apertura mostrata a New York in occasione della Sessione speciale sulle droghe dell’Onu (Ungass) nel 2016″.

LINK ALL’ARTICOLO

Questa voce è stata pubblicata in DIPENDENZA DA SOSTANZE PSICOATTIVE, NORMATIVA, NUOVE DIPENDENZE, PREVENZIONE. Contrassegna il permalink.