DIPENDENZA DA VIDEOGAME RICONOSCIUTA UFFICIALMENTE COME PATOLOGIA DALL'OMS

data di pubblicazione:

2 Gennaio 2018

realms-description-1.8c2cdb55f46cLe madri, quelle in lotta perenne con i figli adolescenti costantemente attaccati a smartphone, tablet e computer, lo avevano capito da un pezzo. Ma adesso a dar loro ragione è addirittura l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, nell’edizione 2018 del manuale diagnostico delle patologie (ICD, International Classification of Diseases), inserirà per la prima volta anche il ‘disturbo da videogame’.

Minecraft, Fortnite, Rainbow Six Siege, Fifa18 dal prossimo anno potrebbero diventare eponimi di malattia, il disturbo da video game che si configura quando l’attaccamento ai videogiochi diventa pervasivo nella vita di un ragazzo (o di un adulto, non fa differenza), quando ne condiziona i progetti per la giornata, o quando arriva ad imporsi come l’unico programma della giornata.

Il Gaming Disorder sarà dunque incluso dall’OMS nella sezione dell’ICD ( International Classification of Diseases) relativa ai disturbi dovuti a comportamenti che generano dipendenza, della quale fa già parte il disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA), o gambling patologico.

Questa la bozza relativa alla descrizione del Gaming Disorder (6D11) che comparirà nella nuova edizione dell’ICD:
“Il gaming disorder è caratterizzato da un pattern di gaming persistente o ricorrente (‘gaming digitale’ o ‘video-gaming’), che può avvenire online (cioè connessi ad internet) o offline; si manifesta con le seguenti caratteristiche:

1) alterato controllo sul gioco (cioè sull’inizio, sulla frequenza, sulla sua intensità e durata, sulla capacità di interromperlo e sul contesto);

2) una sempre maggiore priorità data al gioco, fino al punto che il gaming acquisisca la precedenza su altri interessi della vista e sulle attività della vita quotidiana;

3) la persistenza o un’escalation del gaming nonostante la comparsa di conseguenze negative. Il pattern del comportamento è di gravità sufficiente a determinare problemi significativi nella sfera personale, familiare, sociale, scolastica, lavorativa o in altre importanti aree di funzionamento. Il pattern del comportamento di gaming può essere continuo o episodico o ricorrente. Il comportamento di gaming e le altre caratteristiche devono essere normalmente evidenti per un periodo di almeno 12 mesi per poter fare diagnosi, ma questo lasso di tempo può essere ridotto, qualora ricorrano tutti i requisiti diagnostici o in presenza di sintomi gravi”.

Un’iniziativa quella dell’OMS di riconoscere l’esistenza di un disturbo da videogame che riconosce e sottolinea ulteriormente l’effetto negativo che l’uso eccessivo del computer, (ma anche di tablet, smartphone) può avere sulla vita delle persone.
Trascorrere troppe ore al computer in compagnia dei videogame è dunque ufficialmente una patologia, che ha già raggiunto proporzioni epidemiche. La dipendenza da videogame è un problema troppo diffuso e grave per continuare ad ignorarlo. E la decisione dell’OMS dovrebbe aiutare ad aprire gli occhi.

Ti potrebbe interessare anche
8 Novembre 2026

Ricerca clinica, formazione e divulgazione sulle dipendenze: nasce un nuovo soggetto

Addiction Academy Italia si propone di colmare il divario formativo di fronte alle nuove complessità

7 Novembre 2026

La legislazione della cannabis in Europa

Una situazione giuridica frammentata a livello comunitario crea difficoltà alle imprese del settore e ai consumatori

6 Novembre 2026

Il costo delle dipendenze: il Rapporto OISED

Relativamente ai costi-benefici, le simulazioni del modello OISED dimostrano che ogni euro investito nel rafforzamento dell'assistenza socio-sanitaria genera circa 4 euro di risparmio.

5 Novembre 2026

Verso l’utilizzo della psilocibina per uso compassionevole in Belgio

In Italia l'avvio dei programmi compassionevoli è in ritardo

4 Novembre 2026

Adolescenti senza filtri. Consumi, comportamenti e vita digitale degli studenti italiani nel 2025

Il nuovo rapporto del Laboratorio di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR

4 Novembre 2026

Affidabilità dei test rapidi per la rilevazione del fentanil: uno studio

Alcuni psicofarmaci possono alterare gli esiti degli screening rapidi sulle urine

3 Novembre 2026

Prodotti innovativi a base di tabacco e strategie di comunicazione

La Philip Morris Italia Srl è stata sanzionata con una multa di 7 milioni di euro per pratica commerciale scorretta

2 Novembre 2026

La fragilità della filiera della cannabis terapeutica

Il fallimento delle società olandesi di Bedrocan mette in crisi il sistema di approvigionamento nazionale

1 Novembre 2026

Prodotti a base di nicotina: tra rilevanza economica e salute pubblica

Alcuni stati membri hanno chiesto il blocco dell'ingresso sul mercato di nuovi prodotti e dispositivi contenenti nicotina

30 Ottobre 2026

Le Fiji proclamano lo stato di emergenza nazionale per l’HIV

A essere colpiti in modo sproporzionato sono gli indigeni iTaukei, che rappresentano il 94% delle nuove diagnosi pur costituendo il 57% degli abitanti

29 Ottobre 2026

LA BOTTA

Un podcast sulle droghe

29 Ottobre 2026

Terapia con psilocibina: il vademecum

Il documento illustra in modo trasparente e non promozionale le uniche due vie legali percorribili

28 Ottobre 2026

Trainspotting e la narrazione sui consumatori di sostanze

L'opera si configura come una rappresentazione sistematica degli stereotipi su cui si edifica lo stigma sociale verso i tossicodipendenti.

27 Ottobre 2026

Salute mentale: dalle storie di vita al rinnovamento del welfare

L'impegno del CNCA per superare i modelli assistenziali attraverso percorsi co-progettati con la comunità

26 Ottobre 2026

Il diritto alla salute in carcere

Una ricerca sulle condizioni della donne in carcere

25 Ottobre 2026

Adolescenti, social media e salute mentale: un dibattito aperto

Alcune studiose sostengono che non esistono prove scientifiche solide di un legame causale diretto tra uso dei social e malattia mentale

24 Ottobre 2026

Psilocibina e possibile utilizzo per il disturbo da cocaina: uno studio

I risultati hanno dimostrato che i soggetti trattati con la psilocibina hanno raggiunto una percentuale significativamente superiore di giorni di astinenza

23 Ottobre 2026

Le politiche giovanili e il valore dell’accoglienza

L'esperienza di DesTEENazione a Firenze

22 Ottobre 2026

La persona al centro dei servizi di salute mentale

La campagna della Giornata mondiale della salute mentale torna a mettere al centro degli interventi le persone

21 Ottobre 2026

La medicina a base di cannabinoidi: una ricerca

Lo stigma e le normative continuano a ritardare la ricerca clinica

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net