LA PREVENZIONE ALLE DROGHE A SCUOLA: DI COSA I GIOVANI HANNO BISOGNO?

data di pubblicazione:

5 Dicembre 2017

alcol u-dUna lettera aperta della rete di riduzione del danno ITARDD al presidente nazionale dei presidi italiani, permette di riflettere sulle modalità di prevenzione e di educazione alla legalità da attuare nelle scuole. Il presidente nazionale dei presidi italiani aveva infatti dichiarato, commentando i fatti avvenuti al liceo Virgilio di Roma, che sarebbe auspicabile un intervento più capillare dei cani antidroga nelle scuole. Di seguito i passaggi più significativi della lettera: “Conosciamo bene il fenomeno con il quale Presidi e Docenti di tutta Italia si confrontano quotidianamente, ma sappiamo per esperienza professionale che la sola repressione non porta a una relazione educativa fra il mondo adulto e quello giovanile. Al contrario, spesso rompe i legami e impedisce la comunicazione che è, nelle relazioni, ingrediente fondamentale alla crescita. I ragazzi si sentono violati, non colgono il messaggio e non vedono la difficoltà dei professori e dei Dirigenti Scolastici (…) Non possiamo che accoglierli e crescere assieme a loro.

Dottor Rusconi, davvero la scuola è sofferente al punto di abdicare al proprio ruolo educativo e aver bisogno di poliziotti che frugano negli zaini? Davvero pensiamo che giocare coi ragazzi a “Guardia e Ladri” sia un’opera educativa? Davvero vogliamo correre il rischio che i ragazzi trovino in questo gioco la conferma di quanto sono furbi loro e invece gli adulti maledettamente incapaci di ascoltarli? Davvero vogliamo scavare il solco che divide le generazioni? Sì, viviamo un’epoca di conflitto, ma non aumentiamone la portata. Le nostre competenze di operatori sociali esperti sono disponibili; i nostri progetti e i nostri servizi sono pubblici come pubblica è la scuola. Abbiamo sentito parlare, a proposito dei fatti del Liceo Virgilio, di alleanza educativa: ecco, noi ci siamo. Inviti i Dirigenti che la sua associazione rappresenta a cercare nei propri territori gli operatori sociali esperti di consumi giovanili, per affrontare assieme il fenomeno e interrompere la spirale che vede giovani e adulti su fronti contrapposti. Il problema c’è e noi abbiamo esperienza per affrontarlo. Lavoriamo con i suoi colleghi in tutta Italia e abbiamo esperienze virtuose che meritano di essere l’esempio che in questo momento serve. Ci creda: l’uso e l’abuso di droghe fra i ragazzi è un fenomeno sociale che la sola repressione non esaurisce. Accolga queste parole come l’invito di chi conosce bene i giovani e il loro rapporto, anche problematico, con le sostanze stupefacenti, ed è disposto a un confronto che aiuti a cercare una strategia e un’alleanza per governare un fenomeno complesso. Ragioniamo assieme per crescere tutti in questa crisi. Per cominciare, se vuole, ci risponda per un confronto di persona. Noi ci siamo.”

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