NPS: LIMITI DEL PARADIGMA ATTUALE E PROSPETTIVE DI RICERCA

NpsGrazia Zuffa, direttrice di Forum Droghe, propone una stimolante interpretazione della questione NPS (Nuove Sostanze Psicoattive), al centro della tre giorni della Summer School organizzata dall’associazione. Per la studiosa, già il nome di NPS andrebbe superato, perché basato sulla loro classificazione giuridica ai sensi della Covenzione ONU sulle sostanze stupefacenti. In questo senso, tali sostanze sono nuove non per ragioni legate ai loro effetti, a qualche proprietà particolare, ma solo perché non risultano ancora inserite nelle tabelle delle droghe proibite dalle Convenzioni Onu. Viene così suggerito l’utilizzo, al posto di Nuove Sostanze Psicoattive, di  “designer drugs“, disegnate come varianti chimiche delle principali sostanze proibite, di cui mimano gli effetti: non a caso le Nps sono anche chiamate legal highs. La produzione pressoché inesauribile di designer drugs (ben 620 nuove sostanze segnalate in Europa solo nel 2016) richiama il gioco del gatto che dà la caccia al topo, poiché la risposta proibizionista innesca la rincorsa verso sempre nuovi composti (non ancora illegali). In altre parole, lo strumento penale, lungi dall’essere la soluzione, è esso stesso una delle cause del fiorire delle Nps“.

Un’altra considerazione svolta da Zuffa riguarda le modalità innovative di commercializzazione e di acquisto di tali sostanze: la rete, e in particolare il dark Web -la parte “oscura” e spesso illegale della rete- si rivela sempre più fondamentale tanto come luogo di scambio fra fornitori e acquirenti, che come luogo virtuale di scambio di informazioni fra consumatori e curiosi. Le strategie di prevenzione, di contrasto e di riduzione del danno attorno alle NPS devono adeguarsi al nuovo ruolo esercitato dalla rete. “Invertire la rotta sbagliata si può. Più che rincorrere la chimica, in continua evoluzione, è opportuno guardare ai contesti di consumo delle sostanze, per rafforzare la conoscenza delle regole d’uso più sicuro a protezione dei consumatori. Molti dei quali utilizzano già  forum on line per scambiarsi informazioni sulle droghe, i loro effetti, i comportamenti rischiosi da evitare. Il sistema di allerta rapida andrebbe ridisegnato per indirizzarlo a finalità di salute pubblica, includendo nella rete di rilevazione gli interventi di riduzione del danno, in specie i servizi di drug checking”.

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