TABAGISMO E TERAPIE CONTRO IL CANCRO AL SENO

Ad oggi l’associazione fra fumo e prognosi per tumore al seno è ancora poco chiara. L’Università di Lund (Svezia) ha condotto uno studio allo scopo di indagare se fumare in fase preoperatoria possa essere correlato a determinate tipologie di prognosi in persone che stanno effettuando diversi tipi di terapie antitumorali.
Lo studio ha coinvolto 1016 donne alla quali è stato diagnosticato un cancro al seno fra il 2002 e il 2012. Di queste, il 21% è risultato assumere nicotina. Continua a leggere

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STUDIO SUGLI EFFETTI ALLE RADIOFREQUENZE DEL CELLULARE

In base alle evidenze epidemiologiche attuali l’uso del telefonino non risulta responsabile di neoplasie nelle parti del corpo più esposte alle radiofrequenze durante le chiamate vocali. L’analisi dei numerosi studi pubblicati nel periodo 1999-2017 non rileva, infatti, aumento dei rischi di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari) legato l’uso prolungato (da 10 anni in su) dei telefoni mobili
Sono i risultati del Rapporto Istisan ‘Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche’, curato da Susanna Lagorio, Laura Anglesio, Giovanni d’Amore, Carmela Marino e Maria Rosaria Scarfì, un gruppo multidisciplinare di esperti di diverse agenzie italiane (Iss, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea). Continua a leggere

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ATTEGGIAMENTI E CREDENZE SULLE SOSTANZE DA PARTE DEI GIOVANI – Risultati indagine

Riportiamo di seguito la sintesi di un’indagine condotta dal Ser.T di Trapani sugli atteggiamenti e credenze sulle sostanze da parte dei consumatori o tossicodipendenti e di un gruppo di studenti incontrati nell’ambito di progetti di prevenzione.
I giovani coinvolti sono studenti di età tra i 14 e i 16 anni, di sei istituti scolastici. L’intento degli autori è stato di “verificare la disinformazione o la falsa informazione, nonché gli atteggiamenti e la disposizione all’uso in una fascia d’età in cui il “sentito dire” può costituire la principale fonte d’informazione per la costruzione di atteggiamenti e credenze, nonostante le opportunità mediatiche di ottenere un’informazione scientifica sulle tematiche in questione”. Continua a leggere

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L’ESITO DELLA MESSA ALLA PROVA. Fattori di rischio e di protezione

Riportiamo la sintesi di un articolo pubblicato sulla rivista Minotauro sul complesso tema della messa alla prova per i minori.

Le ricerche sulla messa alla prova, una misura del codice di procedura penale minorile, introdotta in Italia con il DPR. 448/88, hanno mostrato che ha esiti positivi nell’80% dei casi e che è efficace nel ridurre le recidive.
E’ difficile, tuttavia, capire che cosa contribuisca in modo specifico al successo o al fallimento. Con l’obiettivo di individuare i principali fattori che sono correlati all’esito, è stata svolta una ricerca presso l’USSM di Milano su 148 messe alla prova concluse tra il 2014 e il 2016. A questo scopo sono stati raccolti dati sulle caratteristiche del minore, del suo contesto evolutivo e del progetto di messa alla prova. Continua a leggere

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ALCOL E FATTORI PREDITTIVI DELL’USO

L’assunzione di alcol da parte dei minorenni è riconosciuto essere un problema di salute pubblica e sociale estremamente rilevante. Nonostante l’identificazione dei soggetti a rischio possa avere implicazioni positive in ottica di prevenzione, ad oggi poche indagini hanno esplorato i precursori a livello individuale dell’uso di sostanze in fase adolescenziale.
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California (USA) ha coinvolto 137 giovani fra i 12 e i 14 anni che affermano di non aver mai fatto uso di sostanze psicoattive.
I giovani, dopo aver svolto test neuropsicologici, sono stati sottoposti a risonanza magnetica strutturale e funzionale (sMRI e fMRI), con successivi follow up a scadenza annuale. A 18 anni, il 51% del campione (71 giovani) è risultato assumere alcol in quantità rilevante, mentre 67 soggetti sono rimasti non utilizzatori. Continua a leggere

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PERCHÉ SI SVILUPPANO I DCA

Capire come e perché si sviluppa un disturbo complesso come l’anoressia nervosa o la bulimia nervosa è molto difficile, le cause sono molteplici e probabilmente diverse (almeno in parte) da persona a persona.
Tuttavia la ricerca scientifica ha fatto molti passi negli ultimi anni e sono stati creati dei modelli per capire attraverso quali ‘percorsi’ si arriva alla malattia e quali fattori aumentano il rischio di ammalarsi.
Attualmente gli studiosi sono concordi nel ritenere il modello multifattoriale il più adatto a spiegare l’insorgenza dei disturbi dell’alimentazione. Questo modello spiega l’insorgenza e il permanere del disturbo attraverso 3 tipi di fattori di rischio che agiscono in modo consecutivo. Continua a leggere

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DIABULIMIA – UN DISTURBO ALIMENTARE CHE SI SVILUPPA IN ADOLESCENTI CON DIABETE

La diabulimia è un sottotipo di disturbo del comportamento alimentare identificato intorno all’anno 2009 da un gruppo di medici britannici i quali avevano rilevato come un certo numero di pazienti (prevalentemente femmine) diabetici (Diabete tipo 1, insulino-dipendente) non gestivano correttamente le dosi di insulina prescritte. Nella diabulimia i pazienti diabetici con una condotta alimentare di tipo anoressico, bulimico od ortoressico, dopo aver scoperto che l’insulina è un ormone anabolico, iniziano a gestirne l’utilizzo finalizzandolo allo scopo di perdere peso inducendo una condizione di catabolismo che ha come conseguenza la perdita di massa corporea. Continua a leggere

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HIV – CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL MINISTERO

“Con l’Hiv non si scherza”. #HIVriguardatutti. Sono questi gli slogan della campagna di comunicazione 2019 del Ministero della Salute per sensibilizzare la popolazione.

In Italia sono circa 130mila le persone che convivono con l’Hiv (dati COA 2017). Nel 2017, sono state 3.443 le nuove diagnosi di infezione da Hiv, 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti. L’incidenza maggiore di infezione da Hiv è nella fascia di età 25-29 anni e la principale modalità di trasmissione resta quella dei rapporti sessuali non protetti. Continua a leggere

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HIV- 10° CONFERENZA IAS

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il 3° Bollettino della 10° Conferenza IAS sull’HIV, che si è svolta dal 21 al 24 luglio a Città del Messico.

Di particolare interesse la restituzione dei dati della recente sperimentazione finalizzata a prevenire l’infezione da HIV per un anno attraverso un impianto sottocutaneo contenente un farmaco antiretrovirale. Continua a leggere

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DROGHE SINTETICHE, NPS E SISTEMI DI CONTROLLO

Un articolo de Il Fatto Quotidiano traccia una breve analisi, anche attraverso interviste a importanti esperti italiani, sulla diffusione di nuove sostanze psicoattive (NPS) nel nostro  paese. A fronte di un aumento dei sequestri di NPS, il volume di oppiodi sintetici sequestrati rimane piuttosto basso in Italia, ma occorre ricordare che in media tali sostanze sono anche 1.000 molte più potenti delle sostanze tradizionali. Tuttavia, il problema principale da risolvare riguarda l’inefficacia dei sistemi di controllo delle NPS: molto spesso le NPS sono tecnicamente molto difficili da individuare e, spesso, non figurano ancora nella lista delle sostanze in tabelle, e quindi vietate. Continua a leggere

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