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	<title>salute mentale Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>salute mentale Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Caffè e psichiatria</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/06/caffe-e-psichiatria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 06:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caffè e psichiatria è un podcast realizzato dal Canale Tematico YouTube di Psychiatry on line Italia in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP). La serie è rivolta al grande pubblico ma anche ad insegnanti, medici di medicina generale, famiglie e pazienti proprio per il suo linguaggio chiaro e preciso. La forza di questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caffè e psichiatria è un podcast realizzato dal Canale Tematico YouTube di Psychiatry on line Italia in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP).</p>
<p>La serie è rivolta al grande pubblico ma anche ad insegnanti, medici di medicina generale, famiglie e pazienti proprio per il suo linguaggio chiaro e preciso.<br />
La forza di questo podcast sta nella coralità che lo anima, garantendo un pluralismo di sguardi:  dall’ospedale al territorio, dalla NPIA ai DSM, dall’SPDC alla consulenza in PS; dalla riabilitazione alla psichiatria forense; dalle neuroscienze alla psichiatria digitale e all’IA; dall’etica alla storia.</p>
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		<title>L&#8217;esperienza dell&#8217;Ambulatorio popolare di Quarticciolo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/04/lesperienza-dellambulatorio-popolare-di-quarticciolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sociali e sanitarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>l'Ambulatorio Popolare di Roma Est come esempio di una sanità di prossimità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/04/lesperienza-dellambulatorio-popolare-di-quarticciolo/">L&#8217;esperienza dell&#8217;Ambulatorio popolare di Quarticciolo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un articolo pubblicato su Reti solidali si parla di una realtà nel cuore di Roma nata dall&#8217;esperienza del mutuo soccorso durante la pandemia 2020.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Ambulatorio Popolare di Roma Est rappresenta oggi un esempio di servizio costruito dal basso, capace di unire assistenza sanitaria e impegno civico. Formalmente costituito nel 2022 al Quarticciolo, il presidio è cresciuto a partire dall’ascolto dei bisogni emersi nel quartiere, dove le disuguaglianze sociali si traducono in profonde disparità di salute. Da un primo servizio telefonico di supporto psicologico si è sviluppata una rete che oggi coinvolge circa 70 professionisti volontari tra medici, psicologi, psichiatri e altri operatori, offrendo medicina generale, nutrizione, pediatria e, a breve, ginecologia.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’Ambulatorio nasce per sperimentare forme di sanità di prossimità fondate sull’ascolto, sull’accessibilità e sulla partecipazione della comunità. Accanto all’attività clinica, gli attivisti conducono inchieste sul territorio per documentare i bisogni reali della popolazione e sostenere richieste di maggiori investimenti pubblici. Le indagini evidenziano un’incidenza più elevata di patologie croniche e di disturbi della salute mentale rispetto ad altre aree della città, confermando il legame tra condizioni sociali e stato di salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio sul fronte del disagio psichico l’esperienza dal basso ha dato vita a PsicoLac, servizio gratuito di ascolto e psicoterapia breve che, in pochi mesi, ha registrato decine di accessi, spesso da persone già in lista d’attesa nei servizi pubblici. Da questa esperienza prende forma anche una mobilitazione politica: l’obiettivo è costruire una rete cittadina capace di riportare al centro il tema della salute mentale, chiedendo il rafforzamento della medicina territoriale e un maggiore coinvolgimento delle realtà di comunità nelle politiche sanitarie. L’Ambulatorio dimostra così come l’organizzazione collettiva possa trasformare un bisogno diffuso in un servizio stabile e in una piattaforma di partecipazione e rivendicazione sociale.</p>
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		<title>Basaglia e i suoi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/24/basaglia-e-i-suoi-un-podcast-sulla-storia-della-psichiatria-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:29:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un racconto sentimentale sulla fabbrica del cambiamento della psichiatria italiana, così si definisce il podcast del Post Basaglia e i suoi. Si tratta di un podcast di quattro puntate realizzato da Matteo Caccia, attore e conduttore radiofonico, e Massimo Cirri, psicologo e giornalista. Le puntate ripercorrono fisicamente i luoghi della rivoluzione, spostandosi tra Gorizia e Trieste, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un racconto sentimentale sulla fabbrica del cambiamento della psichiatria italiana, </em>così si definisce il podcast del Post <strong><em>Basaglia e i suoi.<br />
</em></strong>Si tratta di un podcast di quattro puntate realizzato da Matteo Caccia, attore e conduttore radiofonico, e Massimo Cirri, psicologo e giornalista.<br />
Le puntate ripercorrono fisicamente i luoghi della rivoluzione, spostandosi tra Gorizia e Trieste, là dove il cambiamento prese forma.</p>
<div class="n6owBd awi2gc" data-sfc-cp="" data-sfc-root="c" data-sfc-cb="" data-hveid="CAIIAAgACAMQAA" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px 0px 16px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">24</div>
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		<item>
		<title>Social media e meccanismi di attivazione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/12/social-media-e-meccanismi-di-attivazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[social e dipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più che una dipendenza in senso patologico, l’uso dei social media potrebbe essere paragonato al desiderio di interazione con gli altri, un bisogno che, se frustrato, può generare stati di tensione e ansia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/12/social-media-e-meccanismi-di-attivazione/">Social media e meccanismi di attivazione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">L’uso dei social media è una componente pervasiva della modernità; in Italia, il report Digital 2025 indica una media di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="121">141 minuti giornalieri</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="143"> trascorsi su queste piattaforme. Un articolo sul sito <em>psicoattivo</em> spiega come i social riescono così efficacemente a catturare l&#8217;attenzione degli utenti e come la ricerca può aiutare nell&#8217;individuazione di utilizzi più consapevoli.  </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: left;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="175">Una recente ricerca psicofisiologica &#8211; Wadsley e Ihssen (2025) &#8211; ha analizzato l’i<strong>mpatto di Instagram</strong>, evidenziando come brevi sessioni inducano un’</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="297">attivazione &#8220;appetitiva&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="321"> caratterizzata da una forte immersione attentiva.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: left;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="370">Monitorando la<strong> frequenza cardiaca e la conduttanza cutanea</strong>, dallo studio emerge che, durante la navigazione, l&#8217;utente è biologicamente catturato dai contenuti emotivamente rilevanti.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="583"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="583">Il dato più sorprendente emerge però alla disconnessione, quando i parametri fisiologici segnalano una chiara </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="693">reazione avversiva di stress</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="721">, simile a una micro-astinenza.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="583">Questa evidenza potrebbe suggerire che i social media rispondano a un bisogno umano fondamentale: la connessione sociale (Baumeister &amp; Leary, 1995).<b class="ng-star-inserted" data-start-index="753"> Più che una dipendenza in senso patologico, l’uso dei social media potrebbe essere paragonato al desiderio di interazione con gli altri, un bisogno che, se frustrato, può generare stati di tensione e ansia.</b></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="583"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1107">Tale meccanismo è sostenuto dal </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1141">sistema mesolimbico</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1160">, dove la dopamina regola la motivazione verso gratificazioni rapide e intermittenti, come notifiche e &#8220;like&#8221; imprevedibili.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="583"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1160">&#8220;Questo tipo di ricompensa imprevedibile è particolarmente potente nel favorire comportamenti compulsivi, analogamente a quanto accade nella dipendenza da sostanze (Robinson &amp; Berridge, 2008). Infatti, le droghe d’abuso, così come i social media, possono portare a una sensibilizzazione del sistema dopaminergico, rafforzando il desiderio di ripetere l’esperienza e riducendo la capacità di controllo cognitivo sulle proprie abitudini. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="583"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1160">Tuttavia, mentre le sostanze alterano direttamente la neurochimica cerebrale, i social media soddisfano bisogni sociali profondamente radicati, rendendo la distinzione tra uso normale e problematico più sfumata e complessa da definire&#8221;.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="1284"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1418">In conclusione per promuovere un benessere digitale, l&#8217;autore suggerisce approcci come il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1497">&#8220;mindful social media use&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1523"> — un uso deliberato e riflessivo — o l&#8217;adozione di limiti temporali e tecniche di blocco durante le ore di lavoro.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="1284"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1637">Infine, potenziare le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1661">relazioni offline</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1678"> può rappresentare una efficace compensazione del bisogno di connessione sociale.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/11/lamanita-muscaria-in-tempo-di-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 07:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psichedeliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i benefici riportati, i consumatori riferiscono che l'amanita aiuta a sciogliere la frustrazione e lo stress, agendo efficacemente su quella "nebbia fitta" mentale che impedisce di concentrarsi o ricordare concetti quotidiani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/11/lamanita-muscaria-in-tempo-di-guerra/">L&#8217;AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">In Ucraina, l&#8217;uso dell&#8217;<strong>Amanita muscaria</strong> si sta diffondendo come una risposta &#8220;culturalmente appropriata&#8221; alla devastante crisi di salute mentale scatenata dal conflitto, offrendo un rimedio in una società dove lo stigma verso i disturbi psichici è ancora radicato</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="263">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="263">Molti cittadini, oppressi da un&#8217;incertezza che &#8220;fa paura&#8221;, trovano in questo fungo un sollievo che i servizi sanitari tradizionali, spesso interrotti o insufficienti, non riescono a garantire</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="458">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="458">Tra i benefici riportati, i consumatori riferiscono che l&#8217;amanita aiuta a sciogliere la frustrazione e lo stress, agendo efficacemente su quella &#8220;nebbia fitta&#8221; mentale che impedisce di concentrarsi o ricordare concetti quotidiani</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="690">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="690">Testimonianze dirette evidenziano come l&#8217;assunzione abbia portato non solo al recupero della lucidità cognitiva, ma anche alla scomparsa di emicranie croniche che perduravano da anni</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="875">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="875">L&#8217;effetto psicologico chhe si ricava dall&#8217;assunzione viene descritto come un supporto che </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="936">“aiuta le persone a dimenticare”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="968"> il trauma bellico, trattandolo </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1000">“come se fosse un brutto sogno”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1031">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1031">Alcuni venditori promuovono prodotti a base di <strong>muscimolo, </strong>una sostanza chimica che mima l’acido gamma-amminobutirrico (gaba), uno dei principali neurotrasmettitori del cervello, definendoli come una vera </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1116">“meditazione in pillole”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1140">, capace di offrire un sollievo immediato per mantenere l&#8217;autocontrollo durante situazioni di forte tensione, come gli allarmi aerei</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1273">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1274"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1274">Per quanto riguarda l&#8217;utilizzo, la pratica più consigliata è il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1338">microdosing</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1349">, che consiste nell&#8217;assumere quantità minime del fungo essiccato per evitare allucinazioni o effetti spiacevoli</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1461">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1274"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1461">È fondamentale procedere con cautela: i raccoglitori esperti suggeriscono di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1540">“cominciare con una dose minima e aumentare gradualmente fino a individuare quella giusta”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1630">, poiché la risposta dell&#8217;organismo è soggettiva</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1678">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1274"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1678">Un passaggio tecnico cruciale è la preparazione: il fungo deve essere bollito o essiccato correttamente per trasformare l&#8217;acido ibotenico, una neurotossina tossica, in muscimolo, che agisce sui recettori cerebrali favorendo il rilassamento</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1920">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1274"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1920">Anche il momento dell&#8217;assunzione è rilevante, poiché al mattino può avere effetti energizzanti, mentre la sera aiuta a ottenere un riposo più profondo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2072">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2073"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2073">Nonostante la popolarità, i rischi restano elevati e documentati</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2138">. L&#8217;amanita cruda è pericolosa e può causare nausea, disorientamento e, in rari casi di dosaggio eccessivo, può risultare letale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2266">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2073"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2266"> La comunità medica avverte che </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2299">“senza evidenze cliniche”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2324"> certe, l&#8217;uso di questo fungo </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2354">“potrebbe prolungare sintomi che sarebbe possibile alleviare con terapie comprovate”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2438">. Molti psichiatri ipotizzano inoltre che i benefici percepiti possano derivare da un </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2524">“effetto placebo”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2541">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2073"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2541">Infine, poiché l&#8217;amanita non può essere coltivata in laboratorio, la concentrazione dei suoi principi attivi varia imprevedibilmente, rendendo difficile garantire la sicurezza in un mercato non regolamentato dove si sono già verificati casi di avvelenamento e decessi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2813">.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci dimagranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni studi si interrogano se il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/">Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-turn-id-container="86a72344-2519-4039-874c-17f2a99d96c2" data-is-intersecting="true">
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<div style="text-align: justify;"><em>Il post</em> ha pubblicato una ricerca riguardo i possibili effetti psicologici dei farmaci dimagranti, e come questi possano ridurre in alcuni casi anche emozioni, desiderio e dipendenze.</div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Negli ultimi anni i farmaci dimagranti a base di semaglutide, come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ozempic</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Wegovy</span></span>, hanno cambiato il modo in cui si parla di obesità, fame e dipendenze. Una delle espressioni più usate da chi li assume è <strong>“<em>food noise</em>”</strong>, il rumore mentale del cibo: un pensiero continuo, quasi ossessivo, legato al mangiare, alla fame o alla ricerca di gratificazione attraverso il cibo.<strong> Molte persone raccontano che questi farmaci abbiano ridotto drasticamente quel sottofondo costante, lasciando spazio a una sensazione di quiete mentale mai provata prima.</strong></div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Inizialmente questi farmaci erano stati sviluppati per il diabete, ma il loro effetto sulla perdita di peso li ha resi rapidamente diffusissimi, soprattutto negli Stati Uniti. Con l’aumento del numero di persone che li assumono, però, sono emersi anche effetti psicologici inattesi.</div>
</div>
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<p style="text-align: justify;" data-start="1057" data-end="1505">Accanto alla riduzione della fame, <strong>molti pazienti descrivono infatti una sorta di appiattimento emotivo: meno entusiasmo, minore motivazione, scarso interesse per hobby e vita sociale. </strong> Non si tratta necessariamente di depressione, ma piuttosto di una diminuzione dell’intensità emotiva, come se alcune esperienze perdessero parte della loro capacità di coinvolgere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1987">Secondo diversi neuroscienziati, il fenomeno potrebbe dipendere dal modo in cui il GLP-1 agisce sui circuiti cerebrali della ricompensa. Il neuroscienziato <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kent Berridge</span></span> distingue da anni tra wanting, cioè il desiderio di qualcosa, e liking, il piacere che si prova nel consumarla. <strong>La semaglutide sembrerebbe ridurre soprattutto il wanting: non elimina necessariamente il piacere di mangiare, ma attenua la spinta a cercare continuamente quella ricompensa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1989" data-end="2370">Questo meccanismo potrebbe spiegare anche<strong> l’interesse crescente verso l’uso della semaglutide per trattare dipendenze da alcol, oppioidi o comportamenti compulsivi</strong>. Alcuni studi mostrano risultati promettenti: riducendo il desiderio ossessivo, il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2372" data-end="2620" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta però una questione aperta:<strong> fino a che punto ridurre il desiderio significa migliorare la salute, e quando invece rischia di impoverire la vita emotiva?</strong> È proprio su questo equilibrio sottile che la ricerca sta cercando oggi di fare chiarezza.</p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/">Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>Crisi in carcere</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/24/carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il delicato equilibrio tra funzione punitiva dello Stato e diritto costituzionale alla salute </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un articolo su S.I.P.A.D (Società italiana Patologia da Dipendenza) riporta lo spaccato del<strong> contesto carcerario in merito alla gestione dei consumi e delle dipendenze da sostanze. </strong> Su questo tema, infatti, <strong>la gestione dell&#8217;equilibrio tra funzione punitiva dello Stato da un lato e il diritto costituzionale alla salute dall&#8217;altro rimane un punto fortemente critico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima contraddizione si trova nella risposta di tipo contenitivo e frammentato che viene data dagli istituti penitenziari italiani ad un problema che vediamo da anni essere sempre più presente ed impattante tra la popolazione carceraria. Dall&#8217;articolo si legge come circa un terzo dei detenuti a livello nazionale si trova in una condizione di dipendenza patologica da uso di sostanze. Si parla di circa 20mila individui su oltre 62mila detenuti.<br />
Il contesto del carcere, e le condizioni in cui esso riversa da anni, <strong>trasforma spesso il periodo detentivo in un fattore aggravante della patologia e non un&#8217;occasione di cura e reinserimento.</strong> Questa è la conseguenza di una carenza sistemica dei Servizi per le Dipendenze all&#8217;interno dei carceri e un numero troppo basso di istituti a custodia attenuata (Icatt).</p>
<p style="text-align: justify;">Se questa è la situazione a livello sistemico degli istituti penitenziari bisogna però sottolineare che <strong>ci sono degli esempi virtuosi che mostrano come un cambiamento di paradigma nella gestione delle dipendenze può davvero fare la differenza</strong>. Le esperienze dei progetti pilota delle case circondariali di Regina Coeli e Rebibbia rappresentano un esempio. Indispensabile in questi casi è stata <strong>l’unificazione delle équipe di salute mentale e dipendenze della Asl Roma 1 e i progetti di Case della Comunità della Asl Roma 2. </strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La nuova stagione degli psichedelici terapeutici</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/21/la-nuova-stagione-degli-psichedelici-terapeutici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 07:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psichedeliche]]></category>
		<category><![CDATA[psichedelici terapeutici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca attuale mira ad "addomesticare" molecole come LSD, psilocybina, mescalina e DMT. L'obiettivo non è il consumo ricreativo, ma lo sviluppo di protocolli con dosi precise e contesti psicoterapeutici protetti, seguendo un modello di stabilizzazione del paziente già visto in altri ambiti della farmacologia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/21/la-nuova-stagione-degli-psichedelici-terapeutici/">La nuova stagione degli psichedelici terapeutici</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Questi ultimi anni rappresentano una </span>rinascita senza precedenti<span class="ng-star-inserted" data-start-index="63"> dell&#8217;<strong>interesse scientifico e clinico per l&#8217;uso terapeutico degli psichedelici</strong></span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="141"><strong>.</strong> E&#8217; quanto emerge dall&#8217;editoriale del mese di dicembre 2025 della rivista <strong>MDD, Medicina delle Dipendenze</strong> &#8211; Italian Journal of the Addiction. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="141">Questa nuova fase, considerata ancora agli albori, si spiega per diverse ragioni fondamentali:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="271"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="271">Superamento del pregiudizio:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="299"> dopo decenni di silenzio dovuti a proibizioni e pregiudizi, la comunità scientifica ha ricominciato a esplorare con rigore il potenziale di queste sostanze per trattare disturbi dell&#8217;umore e dipendenze patologiche</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="513">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="514"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="514">Approccio farmacologico controllato:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="550"> la ricerca attuale mira ad </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="578">&#8220;addomesticare&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="593"> molecole come LSD, psilocybina, mescalina e DMT</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="640">. L&#8217;obiettivo non è il consumo ricreativo, ma lo sviluppo di protocolli con dosi precise e contesti psicoterapeutici protetti, seguendo un modello di stabilizzazione del paziente già visto in altri ambiti della farmacologia</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="863">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="864"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="864">Unicità neurobiologica:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="887"> a differenza degli psicofarmaci tradizionali, gli psichedelici agiscono attivando diffusamente la corteccia cerebrale e </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1008">rompendo la rigidità dei circuiti fronto-limbici</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1056">. Questa azione favorisce la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1078">ristrutturazione delle reti neurali</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1113"> attraverso il potenziamento della plasticità cerebrale, permettendo cambiamenti clinici rapidi e profondi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1219">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1220"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1220">Trasformazione del vissuto:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1247"> nel trattamento delle dipendenze, queste sostanze non si limitano a bloccare il desiderio (</span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="1339">craving</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1346">), ma offrono al paziente una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1376">nuova visione di sé e della propria storia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1418">, aiutando a interrompere la compulsività del comportamento tossicomanico</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1491">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1492"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1492">Questa nuova stagione degli psichedelici terapeutici è sicuramente iniziata e potrebbe procedere verso una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1536">trasformazione culturale profonda</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1569">: sostanze un tempo condannate come &#8220;maledette&#8221; vengono oggi riabilitate come strumenti di cura, a patto che il percorso proceda con rigore, misura e responsabilità</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1733">.</span></div>
<div data-start-index="1492"></div>
<div data-start-index="1492"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="141"><strong>MDD, Medicina delle Dipendenze</strong> &#8211; Italian Journal of the Addiction, anno XV &#8211; Numero 60 &#8211; dicembre 2025</span></div>
<div data-start-index="1492">Disponibile presso la biblioteca del CeSDA</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tematica del consumo di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati continua ad essere presente e problematica. Un articolo di Vita riprende uno studio del Centro studi di politica internazionale &#8211; Cespi in riferimento a &#8220;<a href="https://www.cespi.it/sites/default/files/osservatori/allegati/cespi_msna_e_dipendenze_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol nei minori stranieri non accompagnati</em> <em>entrati nel circuito penale&#8221;.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile. La ricerca mette in luce come il consumo di droghe e alcol sia spesso legato a condizioni di forte vulnerabilità, più che a scelte individuali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="891">Secondo lo studio, condotto inizialmente nel Lazio, l’uso di sostanze si sviluppa soprattutto dopo l’arrivo in Italia e si configura come una <strong>forma di “auto-cura”</strong>. Molti ragazzi, segnati da traumi migratori, solitudine e difficoltà di integrazione, ricorrono a cannabis, alcol o psicofarmaci per gestire ansia, frustrazione e disagio emotivo. In questo senso,<strong> la sostanza diventa uno strumento per attenuare il dolore psicologico e costruire una sorta di rifugio temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">I dati raccolti nei centri di accoglienza confermano la diffusione del fenomeno: <strong>oltre il 70% delle strutture segnala casi di consumo diretto, con cannabis e alcol tra le sostanze più utilizzate, seguite da farmaci e droghe più pesanti.</strong> Un quadro che riflette non solo la disponibilità di sostanze nei contesti urbani, ma anche la fragilità di questi giovani, spesso privi di reti familiari e di un supporto stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">In parallelo, emerge con forza<strong> il tema della salute mentale, che rappresenta un’emergenza spesso sommersa.</strong> Studi epidemiologici europei degli ultimi anni documentano <strong>un’alta incidenza di disturbi psichici tra questi minori:</strong> i sintomi da disturbo post-traumatico da stress raggiungono il 43%, quelli di depressione fino al 61,6% e quelli di ansia tra il 32,6% e il 38,2%. Si registra inoltre una maggiore frequenza di tentativi di suicidio rispetto ai coetanei, a conferma della profondità del disagio vissuto.</p>
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		<title>I passi avanti della psilocibina</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/08/i-passi-avanti-della-psilocibina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psichedeliche]]></category>
		<category><![CDATA[allucinogeni]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[psilocibina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31738</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono alcune novità sull'utilizzo della psilocibina, potrebbe arrivare il primo farmaco brevettato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un articolo del POST si torna a leggere di <strong>psilocibina come principio attivo usato per curare la depressione.</strong> La psilocibina è la sostanza psicoattiva contenuta all&#8217;interno dei funghi allucinogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa riferimento in particolare alle persone affette da <strong>depressione resistente al trattamento,</strong> ovvero chi non raggiunge più miglioramenti dall&#8217;assunzione di antidepressivi, ne cambiando tipologia di farmaco ne apportando modifiche ai dosaggi. Questa condizione riguarda almeno 100 milioni di persone nel mondo. Gli antidepressivi non funzionano per tutte le persone a cui viene diagnosticata una depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni si è letto di molti studi riguardo l&#8217;utilizzo di psichedelici nella cura dei disturbi del comportamento, che però hanno spesso riscontrato delle problematiche a livello di metodologia o non sono arrivati alla traduzione in nuovi trattamenti terapeutici anche per questioni di tipo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Febbraio 2026 la<strong> società britannica Compass Pathways ha annunciato i risultati di uno studio per una nuova terapia a base di psilocibina per la cura della depressione. Se la FDA, l’ente regolatorio statunitense, approverà il trattamento, per la prima volta nella storia uno psichedelico sarà disponibile come farmaco brevettato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio emerge come<strong> la molecola altera temporaneamente l’attività della rete cerebrale a riposo, la cosiddetta “Default Mode Network”, quella che si attiva quando non siamo concentrati su nulla in particolare</strong>. Si legge dall&#8217;articolo come nella depressione grave questa rete è iperattiva e tiene il cervello bloccato in schemi ripetitivi negativi. La psilocibina riesce a indebolire questo meccanismo anche per settimane, molto dopo che la molecola è stata eliminata dall’organismo. Inoltre, non sembra creare dipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accesso alla psilocibina esiste già in alcuni paesi, in modalità diverse e con percorsi terapeutici di vario genere. In Italia, la prima sperimentazione clinica nazionale è iniziata la scorsa estate, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità grazie all’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco. La prima dose è stata somministrata a una donna di 63 anni il 4 febbraio scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente alla ricerca scientifica, si stanno muovendo anche le istituzioni. In un articolo del 18 Aprile 2026 (https://www.ilpost.it/2026/04/19/donald-trump-ordine-esecutivo-psichedelici/)  si legge che <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Donald Trump</span></span> ha firmato un ordine esecutivo per facilitare l’accesso terapeutico ad alcune sostanze psichedeliche, tra cui la psilocibina.</strong> Tuttavia, l’eventuale diffusione clinica su larga scala dipenderà comunque dalle valutazioni delle autorità regolatorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
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