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	<title>HIV/AIDS Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 12:32:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>HIV/AIDS Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>PrEP Long Active gratuita anche in Italia</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/19/prep-long-active-gratuita-anche-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 08:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[PrEP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Importante passo in avanti per le strategie di prevenzione dell’HIV nel nostro paese: l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha, finalmente, dato il suo via libera alla rimborsabilità della PrEP Long Acting, ossia la Profilassi pre-Esposizione a lunga durata, da parte del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha finalmente dato il via libera alla rimborsabilità della Profilassi pre-esposizione di lunga durata da parte del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la notizia che si legge in un articolo di LILA: si tratta di una conquista molto importante a livello nazionale, ma dobbiamo attendere la fattibilità dell&#8217;accesso.<br />
Il farmaco della PrEP, denominato Apretude, è funzionale a ridurre il rischio di trasmissione dell&#8217;HIV per via sessuale negli adulti e negli adolescenti a partire dal sedicesimo anno di età. Il medicinale potrà essere prescritto solo dai centri ospedalieri o dagli specialisti infettivologi tramite la compilazione di una scheda predisposta da AIFA.</p>
<p style="text-align: justify;">La grande novità si trova nella modalità di somministrazione: se precedentemente la via più accessibile e gratuita era quella orale adesso si può fare tramite via iniettiva. &#8220;<em>Dopo una prima iniezione</em>&#8220;, si legge nell&#8217;articolo, &#8220;<em>dovrà seguirne una seconda a distanza di un mese mentre le successive singole iniezioni di mantenimento sono previste ogni due mesi. <strong>Una iniezione ogni due mesi, dunque, per una copertura, altissima, dall’HIV</strong>.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impatto di questa notizia è molto importante in quanto la Prep Long Active può favorire l&#8217;aderenza alla terapia ad un numero maggiore di persone ed ampliare il target di riferimento. Si pensi alle persone che hanno difficoltà a rispettare un regime di assunzione su più giorni, o ancora chi ha difficoltà ad assumere pillole. <em><br />
</em>Ai punti forti si affiancano anche alcuni dubbi e motivi di preoccupazione: primo fra tutti il rispetto dell&#8217;obiettivo di ampliare l&#8217;accesso alla popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Tale implementazione deve prevedere <strong>una rete di centri PrEP capillare e distribuita su tutto il territorio nazionale, al contrario di quanto accaduto finora</strong> con la profilassi Preventiva orale. I criteri per l’erogazione della PrEP devono essere <strong>inclusivi, non stigmatizzanti e disponibili</strong>, il più possibile, per tutta la popolazione sessualmente attiva. Inoltre, l&#8217;erogazione della Prep dovrebbe essere accompagnata dalla <strong>gratuità di tutti gli esami diagnostici connessi alla Profilassi e alla salute sessuale delle persone</strong>, in stretta integrazione anche con centri IST&#8221;.<br />
</em>Il problema è, infatti, che in Italia al momento la diffusione della profilassi resta molto al di sotto degli standard previsti.</p>
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		<title>Indifesi contro la notte</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/29/indifesi-contro-la-notte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 09:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[HIV AIDS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Indifesi contro la notte</strong> è una pubblicazione di Luca Starita per Minimum Fax, casa editrice indipendente, che <strong>&#8220;</strong><em>ricostruisce un quadro lucido e doloroso del modo in cui il virus Hiv ha terrorizzato, scandalizzato, destabilizzato la nostra società che non era – e non è – pronta a guardare in faccia la morte e a confrontarsi con il diverso&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle<strong> prime notizie relative all&#8217;epidemia di Aids esce negli Stati Uniti il 3 Luglio 1981 sul New York Times</strong> con un articolo che recita: <em>Rare cancer seen in 41 homosexual. </em>Questa pagina la ritroviamo anche nel catalogo della mostra &#8220;<em>Vivono. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996</em>&#8221; esposta al Centro Pecci di Prato.</p>
<p style="text-align: justify;">
Circa un anno e quattro mesi dopo iniziano i primi cenni anche sulla <strong>stampa italiana che dipingono il fenomeno come una problematica esclusiva del mondo omosessuale prima e delle persone consumatrici poi.</strong> Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Indifesi sotto la notte</em> vuole ricostruire questo immaginario a partire da <strong>testi di autori e autrici</strong> come Tondelli, Fortunato, Ferraresi, Bellezza e <strong>dalle testimonianze di persone che quegli anni li hanno vissuti</strong> davvero (tra gli altri Guadagnino, Maraini, Gheno, Giartosio, Scarlini).<br />
Starita analizza le narrazioni che sono state prodotte a cavallo degli anni &#8217;80 e &#8217;90 su un fenomeno nuovo, e fa luce soprattutto su come la politica e la società hanno affrontato, o al contrario, cercato di ignorare il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<item>
		<title>Le azioni per contrastare le infezioni sessualmente trasmesse in Europa</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/11/le-azioni-per-contrastare-le-infezioni-sessualmente-trasmesse-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono piani nazionali di prevenzione, ma non dati omogenei sulla loro implementazione. Le politiche si concentrano soprattutto su giovani, uomini che hanno rapporti con altri uomini (MSM) e persone che vivono con HIV, mentre persistono differenze significative nell’accesso ai servizi, anche in relazione all’età e al consenso per il testing.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/11/le-azioni-per-contrastare-le-infezioni-sessualmente-trasmesse-in-europa/">Le azioni per contrastare le infezioni sessualmente trasmesse in Europa</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul sito <strong>UNITI CONTRO l&#8217;AIDS</strong> è disponibile una breve sintesi sui dati del nuovo <a href="https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/monitoring-responses-sexually-transmitted-infection-epidemics-eueea-countries">Rapporto</a> del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento evidenzia come, a fronte di un <strong>aumento delle diagnosi di IST</strong> negli ultimi anni, le risposte di prevenzione, diagnosi e cura risultino ancora non omogenee e spesso insufficienti per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica fissati a livello europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono piani nazionali di prevenzione, ma non dati omogenei sulla loro implementazione. &#8221; Le politiche si concentrano soprattutto su giovani, uomini che hanno rapporti con altri uomini (MSM) e persone che vivono con HIV, mentre <strong>persistono differenze significative nell’accesso ai servizi, anche in relazione all’età e al consenso per il testing</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre criticità segnalate dal Rapporto riguardano le<strong> vaccinazioni per le infezioni come HPV, epatite A e mpox</strong>, ancora troppo basse e  la mancanza di dati sui comportamenti sessuali e uso del preservativo, informazioni fondamentali per programmare interventi efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione nel documento una delle principali criticità evidenziate dall’ECDC riguarda la<strong> carenza di dati comparabili e completi su prevenzione, diagnosi e cura</strong>, che limita la possibilità di monitorare l’andamento delle IST e valutare l’efficacia delle politiche adottate.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>HIV e Sifilide: eliminazione nella trasmissione madre-figlio per la Danimarca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/09/hiv-e-sifilide-eliminazione-nella-trasmissione-madre-figlio-per-la-danimarca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 08:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sociali e sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[sifilide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eliminazione della trasmissione madre-figlio dell’HIV e della sifilide rappresenta un importante traguardo in termini di salute pubblica per la Danimarca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/09/hiv-e-sifilide-eliminazione-nella-trasmissione-madre-figlio-per-la-danimarca/">HIV e Sifilide: eliminazione nella trasmissione madre-figlio per la Danimarca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>L’eliminazione della trasmissione madre-figlio dell’HIV e della sifilide rappresenta<strong> un importante traguardo in termini di salute pubblica per la Danimarca</strong></em>&#8221; dichiara il Direttore Generale dell&#8217;Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante sottolineare come questo traguardo, ribadisce il Direttore,  sia stato raggiunto grazie ad un <strong>forte impegno politico e investimenti costanti nell&#8217;assistenza primaria e nei servizi integrati di salute materno-infantile.</strong> La Danimarca da anni si impegna per il rispetto dei diritti delle donne attraverso la costruzione di un&#8217;assistenza prenatale solida e un sistema di dati affidabili per la ricerca continua.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle parole del Dott. Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell&#8217;Omsper, si evince che il successo di questo paese trova le sue basi nell&#8217;impegno di lunga durata riservato alle cure adeguate per ogni donna incinta. L&#8217;eliminazione della trasmissione significa <strong>testare e curare almeno 95 donne in gravidanza su 100 e mantenere le nuove infezioni infantili al di sotto di 50 ogni 100.000 nati,</strong> anno dopo anno. Il piano è quello di raggiungere la tripla eliminazione completa, aggiungendo l&#8217;epatite B.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile quindi per gli altri Paesi UE seguire le impronte della Danimarca? La risposta si può trovare nelle politiche pubbliche che si vorranno promuovere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/09/hiv-e-sifilide-eliminazione-nella-trasmissione-madre-figlio-per-la-danimarca/">HIV e Sifilide: eliminazione nella trasmissione madre-figlio per la Danimarca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dove puoi fare i test HIV, HCV, HBV, HDV?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/25/dove-puoi-fare-i-test-hiv-hcv-hbv-hdv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 11:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Test in the City ti offre l’opportunità di effettuare gratuitamente il test per HBV HCV, e HIV</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/25/dove-puoi-fare-i-test-hiv-hcv-hbv-hdv/">Dove puoi fare i test HIV, HCV, HBV, HDV?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prevenzione significa fare il test e prendersi cura di sé stessi e degli altri: <strong>Test in the City</strong> ti offre l’opportunità di <strong>effettuare gratuitamente il test per HBV HCV, e HIV!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Progetto Test in the City</strong> è organizzato in collaborazione con la rete <strong>Fast-Track Cities</strong> italiane ed è rivolto alle popolazioni migranti, alle persone che utilizzano sostanze e ai cittadini italiani di oltre 55 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>le persone che sanno di essere positive</strong> per HBV, HCV, HDV e HIV possono ricevere <strong>informazioni</strong> e <strong>assistenza</strong> nelle giornate di Screening.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel sito puoi trovare facilmente le date di screening gratuito organizzate nella tua città: https://www.testinthecity.com/index.php#t3</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/25/dove-puoi-fare-i-test-hiv-hcv-hbv-hdv/">Dove puoi fare i test HIV, HCV, HBV, HDV?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>la tua voce conta!</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/25/la-tua-voce-conta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 11:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile compilare un questionario, promosso da Nadir Onlus, per mappare i bisogni percepiti delle persone che invecchiano con HIV. Il questionario, anonimo a livello nazionale, è il cuore del  progetto “Healthy ageing”, promosso dal Ministero della Salute e realizzato dall’AOU Policlinico di Modena, con il coordinamento scientifico del Prof. Giovanni Guaraldi, insieme a dodici associazioni della community HIV. Invecchiare in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile compilare un questionario, promosso da Nadir Onlus, per <b>mappare i bisogni percepiti delle persone che invecchiano con HIV. </b>Il questionario, anonimo a livello nazionale, è il cuore del  progetto “Healthy ageing”, promosso dal Ministero della Salute e realizzato dall’AOU Policlinico di Modena, con il coordinamento scientifico del Prof. Giovanni Guaraldi, insieme a dodici associazioni della community HIV.</p>
<p><strong>I</strong><b>nvecchiare in salute (Healthy ageing)</b>, qualità della vita anche in età avanzata, elaborazione di <b>nuovi modelli sanitari, di welfare, di assistenza</b>, in grado di rispondere ai bisogni delle persone che invecchiano sono sfide e obiettivi che Nadir vuole raggiungere. Per farlo ha bisogno della tua voce!</p>
<p class="p2"><strong>Se vivi con HIV e hai dai 50 anni in su</strong>, ti invitiamo a partecipare alla survey per raccontare come stai e quali sono oggi i tuoi bisogni di salute, sociali e assistenziali. Per farlo basta accedere al questionario che ti proponiamo.</p>
<p class="p2"><b>La compilazione richiede circa 20 minuti. Si può interrompere e continuare in quanto salva i primi dati immessi. Questo link sarà attivo fino al 3 marzo compreso.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PrEP: problematiche di accesso</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/24/prep-problematiche-di-accesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[hiv e prep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>minori possibilità di accedere ai trattamenti di prevenzione possono aumentare il rischio di infezione, soprattutto tra le persone più giovani</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo del POST pone l&#8217;accento sulle <strong>difficoltà di accesso alla profilassi di pre-esposizione all&#8217;HIV</strong>, denominata PrEP, che dovrebbe essere garantita dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante si tratti di un traguardo importante per la sanità pubblica annoverare la Prep all&#8217;interno dei servizi garantiti, bisogna fare luce sull&#8217;accessibilità di quest&#8217;ultima sul territorio sia a livello di procedure che su un piano economico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo riporta uno studio di Plus APS, associazione italiana che da anni si occupa di persone sieropositive, dove emerge che al momento <strong>nella città metropolitana di Bologna le strutture abilitate non riescono più a fornire l&#8217;accesso alla Prep.<br />
</strong>Questo dato è una conseguenza del fatto che i posti per la Prep tramite Sistema Sanitario Nazionale sono limitati poichè la profilassi può essere prescritta solo da medici infettivologi e solo in ospedali e centri autorizzati. Dato il problema strutturale che affligge la sanità pubblica le strutture e il personale medico non sono sufficienti a soddisfare la richiesta della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si sceglie di rivolgersi a strutture private, la PrEP va pagata a prezzo pieno. Una confezione da 30 pillole, sufficiente per coprire un mese, costa circa 60 euro. Attraverso l’SSN, invece, ne costa circa 15, il costo del ticket.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel frattempo, però &#8211; si legge sul Post- <strong>con minori possibilità di accedere ai trattamenti di prevenzione, è possibile che aumenti il rischio di infezione, soprattutto tra le persone più giovani</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma che cosa è la Prep e chi la utilizza? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa domanda può chiarificare l&#8217;importanza del problema legato alla difficoltà di accesso alla profilassi.</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia consiste nell’assunzione di un farmaco prima di situazioni potenzialmente a rischio infezione, cioè soprattutto in prossimità di rapporti sessuali non protetti. È un farmaco in pillole, che impedisce al virus di riprodursi nel corpo e, se assunto correttamente, riduce molto il rischio di infezione. Può essere preso in modo continuativo oppure solo all’occorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La procedura è utilizzabile sia da <strong>chi ha una relazione sessuale con un partner sieropositivo</strong> il cui virus non è ben controllabile con altre terapie o da <strong>chi ha una vita sessuale attiva con persone di cui non conosce lo stato sierologico</strong>. È importante sottolineare che la Prep non protegge da altre infezioni sessualmente trasmissibili, per questo l&#8217;OMS raccomanda di associarla sempre all&#8217;utilizzo del preservativo.<br />
La Prep può essere utilizzata anche da<strong> chi fa uso di sostanze stupefacenti</strong> e condivide con altre persone le siringhe per iniettarle.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/24/prep-problematiche-di-accesso/">PrEP: problematiche di accesso</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto dello stigma sulle persone con HIV</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/20/limpatto-dello-stigma-sulle-persone-con-hiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 07:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30824</guid>

					<description><![CDATA[<p>esistono tre tipi di stigma verso le persone con HIV: l’enacted stigma (l’espressione comportamentale di stigma rivolta ad una persona a causa della sua condizione di sieropositività), lo stigma anticipatorio (l'aspettativa e il timore di reazioni stigmatizzanti da parte degli altri al momento della rivelazione della condizione di sieropositività) e il self-stigma (l’interiorizzazione di un'immagine di sé negativa e una maggiore tendenza a ritirarsi dalle interazioni sociali)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/20/limpatto-dello-stigma-sulle-persone-con-hiv/">L&#8217;impatto dello stigma sulle persone con HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante siano stati fatti enormi progressi nella comprensione dell<strong>&#8216;infezione da HIV</strong>, rimane forte<strong> lo stigma da parte dell&#8217;opinione pubblica nei confronti delle persone che hanno contratto il virus.</strong> Un argomento che viene affrontato in un articolo pubblicato sul sito <em>READfiles.it,</em> (trimestrale di aggiornamento medico).</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie agli enormi progressi della terapia antiretrovirale, le persone che hanno contratto l&#8217;HIV, pur affrontando varie comorbidità e complicanze sia a livello fisico che psicologico, si trovano a gestire una condizione cronica piuttosto che una che porti rapidamente a malattia grave o alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Una condizione di cronicità che influisce sulla<strong> qualità della vita</strong> di queste persone in modo importante. Se a questa però si aggiunge anche lo stigma verso di esse, il quadro si complica, andando a interferire sullo stato di salute mentale e sul supporto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Earnshaw e Chaudoir (2009), esistono tre tipi di stigma verso le persone con HIV: l<strong>’<em>enacted stigma</em></strong> (l’espressione comportamentale di stigma rivolta ad una persona a causa della sua condizione di sieropositività), lo<strong> stigma anticipatorio</strong> (l&#8217;aspettativa e il timore di reazioni stigmatizzanti da parte degli altri al momento della rivelazione della condizione di sieropositività) e il<strong> <em>self-stigma</em></strong> (l’interiorizzazione di un&#8217;immagine di sé negativa e una maggiore tendenza a ritirarsi dalle interazioni sociali).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti questi tipi di stigma hanno conseguenze negative &#8220;(&#8230;) sull&#8217; effettuazione del test HIV, <strong>all’<em>engagement</em> alle cure e all’aderenza al trattamento</strong> e, influenzando negativamente le modalità di <em>disclosure</em> della propria sieropositività, un incremento di comportamenti a rischio di trasmissione dell&#8217;HIV&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2022 l’Ambulatorio di Malattie Infettive, IRCCS Policlinico Agostino Gemelli di Roma, ha condotto un survey su 96 pazienti con HIV, con l’obiettivo principale di valutare l’associazione tra lo stigma correlato ad HIV e il supporto sociale e la possibile sua associazione con le principali variabili demografiche, cliniche, di salute mentale e qualità di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i risultati è emerso che la &#8220;(&#8230;) <strong><em>disclosure</em> della propria sieropositività</strong> sembra essere infatti un percorso molto impegnativo e ostacolato dal timore di stigma, abusi, perdita di sostegno sociale, tensioni con il <em>partner</em> e violazione della <em>privacy</em> .</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati confermano la <strong>stretta connessione tra stigma e salute mentale.</strong> Dallo studio sembra che &#8220;(&#8230;) i pazienti con problematiche di rilevanza clinica connesse alla salute mentale (depressione, ansia e stress) ed elevata percezione negativa della propria qualità di vita mentale potrebbero percepire più alti livelli di stigma legati a HIV&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i pazienti coinvolti &#8220;(&#8230;) le <strong>donne sembrano vivere livelli particolarmente elevati di stigma legati a HIV</strong>. Le donne possono, infatti, essere maggiormente vulnerabili allo stigma percepito a causa di un’intersezione di fattori quali un più alto rischio di problemi di salute mentale e l’occupazione di ruoli economici e sociali spesso maggiormente svantaggiati e instabili rispetto agli uomini, rendendosi meno propense a chiedere aiuto nella loro rete sociale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo quadro uno strumento utile a fronteggiare lo stigma risulta essere il supporto sociale, che se potenziato può diventare utile ad evitare episodi di isolamento, esclusione e atteggiamenti evitanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/20/limpatto-dello-stigma-sulle-persone-con-hiv/">L&#8217;impatto dello stigma sulle persone con HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso nelle infezioni da HIV</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/12/limpatto-delle-variabili-legate-al-sesso-nelle-infezioni-da-hiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[dimorfismo immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[HIV AIDS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30787</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studiare l'impatto delle variabili legate al sesso sull'esito dell'infezione da HIV e sulla risposta alla terapia antiretrovirale (ART) può migliorare la gestione dell'infezione da HIV</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/12/limpatto-delle-variabili-legate-al-sesso-nelle-infezioni-da-hiv/">l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso nelle infezioni da HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2015, il National Institutes of Health (NIH) ha stabilito che il sesso è una variabile biologica da tenere in considerazione. Numerosi studi illustrano come gli ormoni sessuali svolgono un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario rilasciando citochine coinvolte nella proliferazione, differenziazione e maturazione delle cellule immunitarie, introducendo quindi il concetto di <strong>dimorfismo immunitario.</strong></p>
<p>Alla luce di queste informazioni,<strong> studiare l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso sull&#8217;esito dell&#8217;infezione da HIV e sulla risposta alla terapia antiretrovirale (ART) può migliorare la gestione dell&#8217;infezione da HIV.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo &#8220;<em>Differenze legate al sesso nei marcatori di attivazione immunitaria nei pazienti infetti da HIV virologicamente soppressi</em>&#8221; indaga l&#8217;influenza del sesso sui livelli di attivazione immunitaria nell&#8217;intestino e nel sangue periferico di individui con HIV trattati con terapia antiretrovirale.</p>
<p>È ipotizzabile che molteplici e complessi meccanismi molecolari, cellulari ed endocrini agiscano sinergicamente nel determinare queste differenze legate al sesso tra uomini e donne HIV-positivi. Le prime evidenze suggeriscono che <strong>gli ormoni sessuali hanno un ruolo importante</strong> nel modulare le variazioni delle risposte immunitarie innate e adattative all&#8217;infezione da HIV.</p>
<p>I dati che emergono dallo studio suggeriscono che i livelli più elevati di attivazione immunitaria osservati nelle donne affette da HIV trattate con ART potrebbero richiedere la valutazione preclinica e clinica di nuove strategie terapeutiche volte a controllare meglio questa attivazione immunitaria-</p>
<p>Infine, il fatto che una maggiore attivazione immunitaria durante la terapia antiretrovirale (ART) persista nelle donne più a lungo rispetto agli uomini fornisce una <strong>motivazione per considerare la possibilità di trattare le persone HIV-positive con regimi terapeutici diversi in base al sesso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Situazione critica nella lotta all&#8217;AIDS</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/04/situazione-critica-nella-lotta-allaids/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 07:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[AIDS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30295</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sette persone si infettano ogni giorno con il virus HIV in Italia. L’87,6% di costoro si sono infettati per via sessuale e la grande maggioranza ha scoperto di essere HIV positiva solo quando il sistema immunitario era già fortemente compromesso</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/04/situazione-critica-nella-lotta-allaids/">Situazione critica nella lotta all&#8217;AIDS</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del 1° dicembre, <strong>Giornata mondiale contro l&#8217;AIDS</strong>, <a href="https://www.vittorioagnoletto.it/chi-sono/">Vittorio Agnoletto</a>  fa un breve punto sulla situazione internazionale. Una situazione che quest&#8217;anno è molto più critica rispetto al passato, soprattutto per il mancato finanziamento, da parte del governo USA, i programmi di cooperazione internazionale.</p>
<p>Questo mancato finanziamento avrà delle conseguenze molto gravi soprattutto in alcune aree del mondo dove l&#8217;infezione del virus HIV procede senza interruzione. Ma anche in Italia la situazione non può essere sottovalutata.</p>
<p>&#8220;<strong>Sette persone si infettano ogni giorno con il virus HIV in Italia.</strong> L’87,6% di costoro si sono infettati per via sessuale e la grande maggioranza ha scoperto di essere HIV positiva solo quando il sistema immunitario era già fortemente compromesso&#8221;.</p>
<p>Per Agnoletto questa situazione ha più cause. &#8220;Innanzitutto, l’assenza da diversi anni di qualunque campagna di prevenzione, in un contesto nel quale è stata messa al bando ogni forma di educazione alla sessualità e all’affettività. Il risultato è che <strong>i giovani nulla sanno dell’HIV e che gli adulti ritengono l’AIDS un capitolo del passato</strong>; con conseguenze anche per le casse pubbliche, considerato che le persone infettatesi dovranno stare in terapia farmacologica tutta la vita con farmaci forniti dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Le diagnosi tardive facilitano la diffusione del virus, molte persone non sanno di essere positive. E’ necessario favorire l’accesso al test, gratuito e in anonimato come prevede la legge, con strategie comunicative in grado di superare la paura dello stigma, il timore dei giudizi altrui e le barriere linguistiche&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il disimpegno USA a livello globale, si stima che &#8220;(&#8230;) nei prossimi cinque anni si verificherebbero complessivamente oltre 14 milioni di morti altrimenti evitabili e molte di queste dipenderebbero proprio dal virus HIV&#8221;. Queste poche considerazioni, ma essenziali, fanno capire come ancora i traguardi da raggiungere a livello globale, per le cure necessarie a chi si ammala di AIDS, siano ancora lontani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/04/situazione-critica-nella-lotta-allaids/">Situazione critica nella lotta all&#8217;AIDS</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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