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	<title>ALCOL Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 09:42:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ALCOL Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/10/nuove-misure-di-detenzione-domiciliare-per-detenuti-e-imputati-tossicodipendenti-o-alcoldipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[nuova riforma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un articolo del Sole24ore riprende i punti principali della legge approvata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/08/10/nuove-misure-di-detenzione-domiciliare-per-detenuti-e-imputati-tossicodipendenti-o-alcoldipendenti/">Nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma che introduce nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti</strong> (<a href="https://i2.res.24o.it/pdf2010/S24/Documenti/2026/07/31/AllegatiPDF/DDl_59503.pdf" target="_blank" rel="noopener">legge sulla detenzione domiciliare per i tossicodipendenti</a>).<br />
Il provvedimento modifica il Testo Unico sugli stupefacenti, inserendo <strong>gli articoli 94-ter e 94-quater, che disciplinano rispettivamente la detenzione domiciliare terapeutica e una nuova forma di patteggiamento orientata all&#8217;accesso ai percorsi di cura. </strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La detenzione domiciliare può essere concessa ai condannati con una pena residua non superiore a otto anni, limite ridotto a quattro anni per alcuni reati ostativi, salvo specifiche eccezioni. Il trattamento può svolgersi in comunità terapeutiche residenziali o, in determinati casi, con programmi semiresidenziali. <strong>Per ottenere la misura è necessario dimostrare il legame tra la dipendenza e il reato, presentare un progetto terapeutico e provare l&#8217;effettiva condizione di dipendenza. Il tribunale di sorveglianza valuta se il percorso favorisca il recupero e riduca il rischio di recidiva.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La riforma introduce inoltre una <strong>Commissione centrale</strong> incaricata di definire criteri uniformi per l&#8217;accertamento della dipendenza e prevede una disciplina più flessibile in caso di esito negativo del programma terapeutico, consentendo, in alcune circostanze, il trasferimento presso un&#8217;altra struttura anziché la revoca automatica della misura.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge istituisce infine <strong>un fondo di oltre 19 milioni di euro annui dal 2026 per sostenere l&#8217;attuazione della riforma.</strong> Secondo le stime, potrebbero beneficiarne circa 14.583 detenuti e oltre 8.000 imputati in libertà, numeri che superano però gli attuali 13.276 posti disponibili nelle comunità terapeutiche. Restano inoltre alcuni dubbi applicativi, legati sia alla definizione giuridica di tossicodipendenza sia al coordinamento con le norme sull&#8217;esecuzione della pena.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alcol in gravidanza</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/09/alcol-in-gravidanza-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 07:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il consumo di alcol durante la gravidanza continua a rappresentare un problema di salute pubblica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/08/09/alcol-in-gravidanza-2/">Alcol in gravidanza</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Nonostante le campagne di prevenzione e le raccomandazioni della comunità scientifica, <strong>il consumo di alcol durante la gravidanza continua a rappresentare un problema di salute pubblica.</strong> A richiamare l&#8217;attenzione è un<strong> nuovo studio del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense, pubblicato sul <em>Morbidity and Mortality Weekly Report</em>, che evidenzia come il 15,2% delle donne incinte abbia consumato almeno una bevanda alcolica nei trenta giorni precedenti l&#8217;indagine.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">La ricerca, condotta sui dati raccolti tra il 2021 e il 2024, rileva inoltre che il 4,9% delle gestanti ha praticato binge drinking, mentre il 2,2% ha riferito un consumo definito pesante. I ricercatori hanno osservato una <strong>maggiore incidenza tra le donne non sposate e tra coloro che presentavano condizioni di disagio psicologico, confermando il legame tra salute mentale e comportamenti a rischio.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Se i dati statunitensi destano preoccupazione, quelli europei risultano ancora più elevati.<strong> Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, la Regione europea registra la più alta prevalenza mondiale di consumo di alcol in gravidanza, con una media del 25%, pari a una donna su quattro.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>In Italia la situazione appare in graduale miglioramento</strong>. I dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità indicano una crescente consapevolezza dei rischi legati all&#8217;alcol durante la gestazione e una riduzione delle donne che dichiarano di bere. Resta però necessario mantenere alta l&#8217;attenzione, poiché <strong>l&#8217;esposizione prenatale all&#8217;alcol può provocare aborto spontaneo, natimortalità e disturbi dello spettro feto-alcolico, che rappresentano la prima causa conoscibile di disabilità intellettiva nel bambino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti ribadiscono un messaggio chiaro: non esiste una quantità di alcol considerata sicura durante la gravidanza. Per questo, oltre all&#8217;informazione, risultano fondamentali screening, consulenza e sostegno psicologico, così da individuare precocemente le situazioni di maggiore vulnerabilità e tutelare la salute di madre e bambino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alcol e alte temperature: aumentano i rischi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/07/alcol-e-alte-temperature-aumentano-i-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rischio principale legato al consumo di alcolici con temperature elevate è la disidratazione. L'alcol ha infatti un effetto diuretico che, sommandosi alla perdita di liquidi dovuta alla sudorazione, aggrava lo stato idrico dell'organismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/07/alcol-e-alte-temperature-aumentano-i-rischi/">Alcol e alte temperature: aumentano i rischi</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Come ci ricorda un articolo sul sito della Fondazione Veronesi, bere alcolici durante i periodi estivi molto caldi diventa più rischioso per la salute, tanto che durante l&#8217;emergenza caldo, la città di Parigi ha imposto restrizioni sul consumo di alcolici per prevenire </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="95">malori improvvisi</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="112"> e non sovraccaricare le strutture ospedaliere già in difficoltà</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="176">. Questa decisione è supportata da solide basi scientifiche, condivise anche dal Ministero della Salute italiano, che raccomanda di evitare l&#8217;alcol durante le ondate di calore</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="351">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="352"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="352">Il rischio principale legato al consumo di alcolici con temperature elevate è la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="433">disidratazione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="447">. L&#8217;alcol ha infatti un effetto diuretico che, sommandosi alla perdita di liquidi dovuta alla sudorazione, aggrava lo stato idrico dell&#8217;organismo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="592">. Inoltre, l&#8217;alcol induce </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="618">vasodilatazione periferica</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="644">, alterando i meccanismi di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="672">termogolazione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="686">. </span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="686">Ciò rende difficile per il corpo gestire il calore interno, aumentando sensibilmente il rischio di subire un </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="797">colpo di calore</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="812">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="813"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="813">È un errore comune considerare la birra o altri alcolici come bevande dissetanti; al contrario, il loro metabolismo richiede acqua, aumentando la diuresi e la sensazione di sete</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="990">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="813"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="990"> L&#8217;alcol influisce negativamente anche sulla </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1036">digestione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1046">, rallentandola, e sulla qualità del </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1083">sonno</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1088">, che diventa agitato e privo di fasi profonde, rendendo più difficile il recupero durante le notti afose</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1193">. Per idratarsi in modo efficace e sicuro, l&#8217;unica soluzione raccomandata rimane l&#8217;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1276">acqua.</b></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Alcol tra rischi e benefici: uno studio</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/29/alcol-tra-rischi-e-benefici-uno-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 06:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol revione scientifica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32117</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno degli aspetti critici principali identificati riguarda la metodologia di misurazione.<br />
Gli autori evidenziano come la ricerca passata si sia spesso concentrata solo sulla quantità media consumata, trascurando il modello di consumo. Bere la stessa quantità in modo regolare e moderato ha effetti diversi rispetto a episodi concentrati di forte assunzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/29/alcol-tra-rischi-e-benefici-uno-studio/">Alcol tra rischi e benefici: uno studio</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Una recente revisione scientifica, curata dagli esperti  <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42129601/">Sinclair Carr e Jürgen Rehm,</a> si pone l&#8217;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="98">obiettivo fondamentale di conciliare i risultati spesso divergenti</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="164"> emersi negli anni sul <strong>rapporto tra consumo di alcol e salute</strong></span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="225">. Lo studio tenta di fare ordine in un panorama informativo confuso, distinguendo tra i potenziali benefici di un consumo moderato e i comprovati rischi che collegano l&#8217;alcol a oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="408">60 malattie</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="419"> classificate dall&#8217;OMS</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="441">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="442"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="442">Uno degli aspetti critici principali identificati riguarda la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="504">metodologia di misurazione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="530">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="442"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="530"> Gli autori evidenziano come la ricerca passata si sia spesso concentrata solo sulla quantità media consumata, trascurando il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="657">modello di consumo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="675">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="442"><strong><span class="ng-star-inserted" data-start-index="675">Bere la stessa quantità in modo regolare e moderato ha effetti diversi rispetto a episodi concentrati di forte assunzione</span></strong><span class="ng-star-inserted" data-start-index="798">. Inoltre, l&#8217;utilizzo della </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="826">randomizzazione mendeliana</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="852"> (che usa dati genetici) ha messo in dubbio il presunto effetto protettivo dell&#8217;alcol su malattie cardiovascolari e ictus</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="973">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="442"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="973"> Molte conclusioni storiche sul &#8220;bicchiere di vino che fa bene al cuore&#8221; potrebbero infatti derivare da </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1078">distorsioni negli studi osservazionali</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1116">, dove i bevitori moderati presentavano redditi più alti o diete migliori</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1189">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1190"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1190">Sul fronte dei rischi oncologici, la revisione è categorica: </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1251">non esiste una soglia sicura di consumo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1290">. Ogni quantità può contribuire all&#8217;insorgenza di vari tumori, rendendo impossibile la creazione di uno slogan unico che valga per tutte le patologie</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1439">. Tuttavia, la ricerca evidenzia che </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1476">il rischio è individuale</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1500">: fattori come la familiarità genetica per determinate malattie, l&#8217;età e lo stile di vita rendono la valutazione personale diversa da quella statistica basata sulla popolazione generale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1685">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1190"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1685"> Viene inoltre sottolineato che non vi sono prove solide che il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1750">vino rosso</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1760"> sia intrinsecamente superiore o più salutare rispetto ad altre bevande alcoliche</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1841">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1842"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1842">Un elemento positivo risiede nella </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1880">reversibilità di alcuni danni</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1909">. Ridurre o interrompere il consumo può abbassare la pressione arteriosa, favorire il recupero del volume cerebrale e diminuire il rischio di cancro nel tempo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2067">. Tuttavia, danni cronici al fegato possono non regredire completamente</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2138">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2139"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2139">Infine, lo studio mette in luce le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2174">lacune della ricerca attuale</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2202">. A causa di impedimenti etici che vietano di condurre studi randomizzati che impongano l&#8217;assunzione di alcol ad astemi, la scienza deve affidarsi a modelli osservazionali più rigorosi o a studi focalizzati sulla cessazione del consumo per ottenere dati causali più certi.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tematica del consumo di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati continua ad essere presente e problematica. Un articolo di Vita riprende uno studio del Centro studi di politica internazionale &#8211; Cespi in riferimento a &#8220;<a href="https://www.cespi.it/sites/default/files/osservatori/allegati/cespi_msna_e_dipendenze_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol nei minori stranieri non accompagnati</em> <em>entrati nel circuito penale&#8221;.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile. La ricerca mette in luce come il consumo di droghe e alcol sia spesso legato a condizioni di forte vulnerabilità, più che a scelte individuali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="891">Secondo lo studio, condotto inizialmente nel Lazio, l’uso di sostanze si sviluppa soprattutto dopo l’arrivo in Italia e si configura come una <strong>forma di “auto-cura”</strong>. Molti ragazzi, segnati da traumi migratori, solitudine e difficoltà di integrazione, ricorrono a cannabis, alcol o psicofarmaci per gestire ansia, frustrazione e disagio emotivo. In questo senso,<strong> la sostanza diventa uno strumento per attenuare il dolore psicologico e costruire una sorta di rifugio temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">I dati raccolti nei centri di accoglienza confermano la diffusione del fenomeno: <strong>oltre il 70% delle strutture segnala casi di consumo diretto, con cannabis e alcol tra le sostanze più utilizzate, seguite da farmaci e droghe più pesanti.</strong> Un quadro che riflette non solo la disponibilità di sostanze nei contesti urbani, ma anche la fragilità di questi giovani, spesso privi di reti familiari e di un supporto stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">In parallelo, emerge con forza<strong> il tema della salute mentale, che rappresenta un’emergenza spesso sommersa.</strong> Studi epidemiologici europei degli ultimi anni documentano <strong>un’alta incidenza di disturbi psichici tra questi minori:</strong> i sintomi da disturbo post-traumatico da stress raggiungono il 43%, quelli di depressione fino al 61,6% e quelli di ansia tra il 32,6% e il 38,2%. Si registra inoltre una maggiore frequenza di tentativi di suicidio rispetto ai coetanei, a conferma della profondità del disagio vissuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/06/svezia-calo-importante-dei-fumatori-di-sigarette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31732</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il successo svedese è attribuito a una strategia che favorisce alternative alla nicotina meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/06/svezia-calo-importante-dei-fumatori-di-sigarette/">Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="3">Svezia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="9"> ha raggiunto un traguardo storico diventando il primo paese al mondo ufficialmente </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="93">&#8220;senza fumo&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="105">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="105">La notizia viene riportata dal sito MOHRE. Secondo i dati del Consiglio svedese per l&#8217;informazione su alcol e altre droghe (CAN), il numero di fumatori giornalieri è sceso al </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="239">3,7%</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="243">, una percentuale significativamente inferiore alla soglia globale del 5% stabilita per definire un Paese come libero dal fumo.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="370">Alla base del successo svedese c&#8217;è una strategia ben precisa, che favorisce </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="433">alternative alla nicotina meno dannose</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="471"> rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="553"> Prodotti come lo </span><a href="https://www.marionegri.it/magazine/snus"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="572">snus</b></a><span class="ng-star-inserted" data-start-index="576">, le bustine di nicotina e le sigarette elettroniche sono stati resi accettabili, accessibili e convenienti, offrendo ai fumatori una via concreta per abbandonare il tabacco combusto</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="758">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="758"> Grazie a questo approccio, la Svezia ha </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="800">dimezzato il numero di fumatori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="831"> in un periodo in cui il resto dell&#8217;Unione Europea ha registrato cali molto più modesti</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="918">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="919"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="919">L&#8217;impatto sulla salute pubblica è evidente: la Svezia presenta oggi il tasso di fumatori più basso d&#8217;Europa e una riduzione drastica delle malattie correlate</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1076">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="919"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1076"> Tra i dati più significativi figurano una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1120">mortalità per cancro ai polmoni maschile inferiore del 61%</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1178"> rispetto alla media UE e decessi totali per cancro inferiori del 34%.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1248">Nonostante ciò, le fonti evidenziano come la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1293">Commissione Europea</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1312"> tenda a ignorare questi risultati, orientandosi verso normative (come la futura TPD3) che potrebbero limitare proprio i prodotti che hanno favorito il declino del fumo in Svezia.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1490">Johann Rossi Mason, direttrice del MOHRE, definisce questo atteggiamento &#8220;miope&#8221; anche sotto il profilo economico: in Italia, ad esempio, a fronte di 9,6 miliardi di euro di accise dal tabacco, le malattie fumo-correlate costano allo Stato ben </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1736">26 miliardi ogni anno.</b></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1757"> In conclusione, la Svezia rappresenta un modello di riduzione del danno che, secondo gli esperti, l&#8217;Europa dovrebbe emulare anziché osteggiare.</span></div>
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		<title>Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/04/sostanze-psicoattive-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 06:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droghe e luoghi di lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31700</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbandonando la logica dei soli controlli periodici, la normativa ora prevede interventi tempestivi fondati sul “ragionevole sospetto”, uno degli elementi nuovi introdotti, con un ruolo centrale affidato al medico competente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/04/sostanze-psicoattive-e-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro/">Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il Decreto Legge 159/2025 vengono introdotte modifiche importanti per la<strong> prevenzione dei rischi legati all’uso di sostanze psicoattive nei luoghi di lavoro</strong>. Sul sito MEDICOLAVORO.ORG è possibile approfondire quali sono queste modifiche e quali i cambiamenti per i lavoratori con mansioni considerate a rischio dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbandonando la logica dei soli controlli periodici, la normativa ora prevede interventi tempestivi fondati sul “<strong>ragionevole sospetto</strong>”, uno degli elementi nuovi introdotti, con un ruolo centrale affidato al medico competente.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza del passato, dove i controlli erano prevalentemente periodici o post-incidente, oggi la <strong>sorveglianza sanitaria</strong> diventa più flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un datore di lavoro, un dirigente o un preposto rilevano <strong>segnali di alterazione psicofisica</strong> in un lavoratore addetto a mansioni a rischio, possono richiedere <strong>l’intervento immediato</strong> del <strong>medico competente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove norme 2026 su alcol e droghe sul lavoro conferiscono a questa figura professionale il potere (e il dovere) di agire tempestivamente per prevenire infortuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un agire che si deve basare sul &#8220;ragionevole sospetto&#8221;, ossia su &#8220;(&#8230;) una valutazione oggettiva e documentata, basata su elementi concreti che fanno presumere un <strong>uso improprio di sostanze alcoliche o stupefacenti</strong> da parte di un lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi elementi rientrano:</p>
<ul class="wp-block-list" style="text-align: justify;">
<li>Comportamenti anomali (alterazione dell’equilibrio, linguaggio confuso, sonnolenza);</li>
<li>Errori ripetuti o gravi in mansioni a rischio;</li>
<li>Incidenti sul lavoro senza cause tecniche evidenti;</li>
<li>Segnalazioni motivate da colleghi o preposti, corredate da osservazioni specifiche.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Successivamente alla valutazione effettuata il medico competente può:</p>
<ul class="wp-block-list" style="text-align: justify;">
<li>Convocare il lavoratore per un colloquio riservato;</li>
<li>Richiedere accertamenti mirati (es. <a href="https://medicolavoro.org/esami-tossicologici-alcol-test-e-antidroga/">test tossicologici</a> o alcolemici) solo se previsti dal protocollo di sorveglianza sanitaria aggiornato;</li>
<li>Valutare l’idoneità alla mansione e, se necessario, proporre misure correttive (es. cambio temporaneo di mansione, percorso di supporto).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Se il risultato dei test fosse positivo la Legge 198/2025 prevede diverse opzioni:</p>
<ul class="wp-block-list" style="text-align: justify;">
<li>Un percorso di ascolto e supporto, anche in collaborazione con i Servizi per le Dipendenze (Ser.T.);</li>
<li>La possibilità di riabilitazione e reinserimento, qualora il consumo non comprometta irrimediabilmente la sicurezza;</li>
<li>L’obbligo di aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) per includere il rischio “sostanze psicoattive”.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo continua elencando le <strong>mansioni a rischio</strong> che la legge prende in considerazione per effettuare il test sulle droghe e che riguardano diverse categorie, tra cui: quella dei trasporti, dei lavori in quota, del settore sanitario e assistenziale, di quello dell&#8217; industria chimica, energetica e manifatturiera e quello delle Forze dell’ordine, sicurezza e vigilanza.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; importante ricordare che <strong>il test può essere somministrato solo dal Medico Competente</strong>, mentre il datore di lavoro può solo richiedere l&#8217;intervento. Per il lavoratore l&#8217;obbligo è quello di sottoporsi all’accertamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso il lavoratore rifiutasse di sottoporsi al test sono previste diverse opzioni:</p>
<ol class="wp-block-list" style="text-align: justify;">
<li><strong>Sospensione Immediata dalla Mansione:</strong> Il <strong>medico del lavoro</strong> emette un giudizio di <strong>temporanea inidoneità</strong> alla mansione specifica. Il datore di lavoro è obbligato ad allontanare il dipendente dal rischio (es. togliere le chiavi del muletto o del camion).</li>
<li><strong>Assenza di Retribuzione o Cambio Mansione:</strong> Se non è possibile adibire il lavoratore a una mansione “bianca” (non a rischio), l’azienda può procedere con la sospensione della retribuzione per l’impossibilità oggettiva di ricevere la prestazione lavorativa.</li>
<li><strong>Accertamenti di II Livello:</strong> Il lavoratore viene solitamente inviato alle strutture pubbliche (SerD) per accertamenti diagnostici più approfonditi e obbligatori per il recupero dell’idoneità.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In conclusione &#8220;l’introduzione del ragionevole sospetto, l’obbligo di test mirati per specifiche mansioni a rischio e le conseguenze chiare in caso di rifiuto disegnano un quadro equilibrato: da un lato tutelano la sicurezza collettiva, dall’altro garantiscono il rispetto dei diritti individuali, della privacy e della dignità del lavoratore&#8221;.</p>
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		<title>Aprile &#8211; il mese della prevenzione alcologica</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/30/aprile-il-mese-della-prevenzione-alcologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di consumo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni le linee guida sul consumo di alcol hanno subito un cambio di paradigma: dall’idea di un consumo “moderato e sicuro” si è passati a un approccio orientato alla riduzione massima del rischio, fino a riconoscere che non esiste una soglia priva di effetti sulla salute.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="relative basis-auto flex-col -mb-(--composer-overlap-px) pb-(--composer-overlap-px) [--composer-overlap-px:28px] grow flex">
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<p style="text-align: justify;" data-start="77" data-end="631">Aprile è il mese della prevenzione alcologica. In occasione di questa ricorrenza riprendiamo un articolo pubblicato da Olivadoti su ARS Toscana (Agenzia regionale di sanità) che analizza i dati e i cambiamenti inerenti ai modelli di consumo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="77" data-end="631">Negli ultimi anni le linee guida sul consumo di alcol hanno subito un cambio di paradigma: dall’idea di un consumo “moderato e sicuro” si è passati a un approccio orientato alla riduzione massima del rischio, fino a riconoscere che non esiste una soglia priva di effetti sulla salute. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea infatti il legame tra alcol e tumori e invita a limitarne il consumo il più possibile, mentre in Italia le raccomandazioni restano più pragmatiche, cercando un equilibrio tra evidenze scientifiche e abitudini culturali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="633" data-end="995"><strong>Il peso dell’alcol sulla salute globale resta rilevante:</strong> è responsabile di circa 2,6 milioni di morti ogni anno e contribuisce a oltre 230 malattie. <strong>L’Europa detiene il primato mondiale per consumo e impatto sanitario,</strong> con un’incidenza particolarmente alta tra i giovani, dove l’alcol è tra le principali cause di morte e perdita di anni di vita in buona salute.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="997" data-end="1416">Anche <strong>in Italia i modelli di consumo stanno cambiando.</strong> Diminuisce il consumo quotidiano, ma<strong> aumentano le occasioni di consumo episodico e a rischio, come binge drinking e ubriacature</strong>. Il fenomeno riguarda diverse fasce di età: dagli adolescenti, sempre più orientati a modelli di consumo nel weekend, agli adulti e agli anziani, tra cui persistono comportamenti eccedentari spesso legati alla tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1418" data-end="1772"><strong>Anche in Toscana, i dati confermano questa transizione: circa un adulto su sei presenta un consumo a rischio, mentre tra i giovani restano diffusi comportamenti intensivi, seppur in lieve calo.</strong> Parallelamente, cresce l’attenzione su categorie vulnerabili, come donne in gravidanza e persone con patologie, dove il consumo di alcol rimane ancora troppo elevato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1774" data-end="2065" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il quadro complessivo evidenzia quindi<strong> una riduzione delle quantità consumate, ma una maggiore diffusione di modalità più pericolose.</strong> Una trasformazione che rende sempre più urgente rafforzare le strategie di prevenzione, puntando non solo su quanto si beve, ma soprattutto su come e quando.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alcohol Prevention Day 2026</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/28/alcohol-prevention-day-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 06:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol day]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31671</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Alcohol Prevention Day, sostenuto dal Ministero della Salute, svolto e promosso in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), garantisce le evidenze e i materiali atti a favorire e supportare una adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/28/alcohol-prevention-day-2026/">Alcohol Prevention Day 2026</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha messo a disposizione sul proprio sito il <a href="https://www.epicentro.iss.it/alcol/apd26-convegno">materiale</a> presentato al convegno <strong>Alcohol Prevention Day 2026 </strong>che si è tenuto il 16 aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione 2026 ha assunto un particolare valore simbolico perché coincide con il 25° anniversario dell’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) e con i 25 anni della legge quadro n. 125/2001 in materia di alcol e problemi alcol-correlati, una delle principali normative italiane in materia di prevenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Alcohol Prevention Day, sostenuto dal Ministero della Salute, svolto e promosso in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), garantisce le evidenze e i materiali atti a favorire e supportare una adeguata <strong>cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/28/alcohol-prevention-day-2026/">Alcohol Prevention Day 2026</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Binge drinking: che cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31380</guid>

					<description><![CDATA[<p>il termine binge drinking indica una forma di abbuffata alcolica che consiste nel consumare grandi quantità di alcolici in breve tempo, con l’obiettivo di ubriacarsi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Binge drinking, seconda la definizione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è &#8220;<em>il <strong>consumo episodico eccessivo di alcol</strong> ed è definito come la percentuale di bevitori adulti (15+ anni) che hanno assunto almeno 60 grammi o più di alcol puro in almeno un’occasione negli ultimi 30 giorni. Un consumo di 60 grammi di alcol puro corrisponde approssimativamente a 6 bevande alcoliche standard</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, da monitorare ed analizzare rispetto alle dinamiche che lo innescano, come<strong> impulsività, ricerca di approvazione o gestione delle emozioni.</strong><br />
Sebbene il binge drinking non sia presente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), alcuni studiosi si stanno interrogando se l&#8217;aggiunta di alcuni criteri diagnostici potrebbe aiutare ad identificare il disturbo.<br />
Questa <strong>forma di abbuffata alcolica ricorda,</strong> infatti, come è citato nell&#8217;articolo di Lilac, <strong>altri disturbi del comportamento alimentare</strong>. Le cause sono molteplici e intrecciano <strong>aspetti psicologici, sociali e culturali</strong>: alcuni studi mostrano come questa tendenza sia correlata ad una maggiore presenza di sintomi ansiosi e depressivi, e che sia utilizzata come tentativo rapido per regolare stati d&#8217;animo difficili da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello di consumo di alcool e cibo sembrano infatti condividere alcuni meccanismi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>riflettono il consumo eccessivo di sostanze</li>
<li>condividono impulsività, nevroticismo, disfunzione della ricompensa, e danni fisici.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sia alcool che cibo attivano<strong> il circuito di ricompensa cerebrale grazie agli zuccheri e grassi di cui sono densi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze del binge drinking possono essere di diverso tipo. Sul breve termine aumenta il rischio di incidenti, comportamenti sessuali a rischio, perdita di autocontrollo, blackout mnemonici e ancora peggioramenti dei sintomi ansiosi e depressivi. Anche sul lungo termine ci possono essere delle conseguenze, come un piccolo ma significativo deficit neurocognitivo globale, oltre che un rischio di sviluppare un disturbo da uso di alcool.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia il binge drinking sta diventando una tendenza preoccupante</strong>: secondo il report <a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/SCAFATO+REVISIONE+Schede+Alcol+APD+2025.pdf/496badb1-4cd6-f858-78e0-2a2c9ae7a395?t=1744787150175"><i>Alcohol Prevention Day 2025</i></a> basato sui dati del 2023, le fasce della popolazione in cui sono state registrate le più elevate frequenze di consumatori a rischio risultano essere quella dei minori 16-17enni di entrambi i sessi. Un dato importante si evince dall&#8217;aumento in dieci anni dell&#8217;80% delle binge drinkers femmine.</p>
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	</channel>
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