In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

La storia colombiana dimostra che distruggere le piante di coca non significa eliminare il problema del narcotraffico

data di pubblicazione:

12 Settembre 2026

La Colombia potrebbe tornare a utilizzare gli aerei per distruggere le coltivazioni di coca. Il nuovo governo di Abelardo de la Espriella sta infatti preparando un progetto pilota che prevede l’impiego del glufosinato d’ammonio, un erbicida che dovrebbe sostituire il glifosato, utilizzato per anni durante il Plan Colombia.

Il progetto, secondo quanto riportato dalla stampa colombiana, dovrà prima ottenere le necessarie autorizzazioni sanitarie e ambientali. La scelta del glufosinato, però, non elimina le preoccupazioni. La sostanza è classificata nell’Unione Europea come tossica per la riproduzione e può provocare danni alla fertilità e al feto. Cambiare erbicida, quindi, non significa necessariamente rendere più sicura la pratica delle fumigazioni.

La storia colombiana mostra inoltre che distruggere le piante di coca non significa eliminare il problema del narcotraffico. Per oltre vent’anni le campagne di irrorazione hanno colpito milioni di ettari, ma le coltivazioni sono spesso semplicemente ricomparse altrove. Quando un campo viene distrutto, i contadini possono spostarsi verso zone più isolate, contribuendo anche alla deforestazione. È il cosiddetto “balloon effect”: la produzione viene ridotta in un territorio, ma si espande in un altro.

Le fumigazioni hanno avuto conseguenze anche sulle comunità rurali. Gli erbicidi possono danneggiare coltivazioni alimentari, contaminare le fonti d’acqua e provocare problemi di salute. Nel 2015 la Colombia aveva quindi sospeso le irrorazioni aeree con glifosato, anche in seguito alle preoccupazioni legate ai suoi possibili effetti sulla salute.

Con il presidente Gustavo Petro era stata adottata una strategia diversa, basata sulla sostituzione volontaria delle coltivazioni di coca, sullo sviluppo rurale e sul contrasto alle organizzazioni criminali più che ai piccoli agricoltori.
Il ritorno alle fumigazioni rischia invece di riproporre un modello già sperimentato. Finché rimarranno povertà, isolamento delle aree rurali e mancanza di alternative economiche, distruggere i raccolti potrebbe significare soltanto spostare il problema. La storia degli ultimi venticinque anni suggerisce che la guerra alla coca non si può vincere semplicemente combattendo contro la pianta.

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