ARNAUDO: PANDEMIA E IMPATTO SULLE DIPENDENZE

Alberto Arnaudo, direttore della rivista Dal Fare al Dire, effettua una breve rassegna sui risultati di alcuni ricerche e indagini, diffusi nella prima metà del 2021, relativi all’impatto della pandemia sulle dipendenze. In larga parte, Arnaudo dettaglia dati e tendenze sui consumi da sostanze già conosciuti e consolidati, a partire dalle nuove modalità di traffico delle sostanze emerse durante la pandemia (servizi criptati di messaggistica, consegna a domicilio, applicazioni di social media). Elemento di fondo sui consumi di sostanze illegali è che le organizzazioni criminali hanno dimostrato una certa resilienza organizzativa di fronte alle perturbazioni provocate dalla pandemia, fatto comprovato dall’aumento, anche in Italia, di sequestri e di reati legati al traffico di droga.

Un altro tema affrontato da Arnaudo riguarda se e in che misura i soggetti con problemi di dipendenza da uso di sostanze (DUS) o con HIV siano o meno più vulnerabili a SARS-Cov-2. A oggi, i risultati emersi sono contraddittori, e non vi è consenso fra le ricerche, anche se l’interpretazione prevelente degli studiosi è che, per coloro affetti da HIV, tale maggiore rischio di infezione sia da ridimensionare. Il CDC di Atlanta ha invece ribadito una linea di prudenza rispetto ai soggetti DUS, compresi i fumatori, invitando tale popolazione a vaccinarsi perché più a rischio di complicanze.

Rispetto ai consumi di alcol, invece, i dati sono univoci, tanto in Italia che in altri paesi. La pandemia, specie nei periodi di isolamento domestico e di smart working imposti dalle autorità, ha favorito un aumento significativo dei consumi di alcol, anche a rischio per la salute in riferimento a quantità e/o modalità di assunzione. Ciò sembra riguardare, almeno in Italia, varie fasce d’età (over 65 e in generale adulti, ma anche under 25).

Infine, rispetto al gioco d’azzardo patologico, in mancanza di dati e rilavzioni solide, Arnaudo commenta criticamente alcune dichiarazioni di rappresentanti di gestori, secondo i quali con la chiusura delle sale scommesse durante il lockdown sarebbe aumentato il gioco online e le forme di gioco illegali. Ciò, secondo Arnaudo, sarebbe vero solo in minima parte, essendo l’aumento di canali di gioco online pre-esistente alla pandemia e non coincidente con canali illegali. Il punto decisivo, in un’ottica di salute pubblica e di preevnzione, è come ridurre l’offerta, la disponibilità globale di azzardo.

Alberto Arnaudo, Il mondo delle dipendenze ai tempi del Coronavirus. L’inizio del secondo anno, Dal Fare al Dire, n. 2, 2021, pp. 10-15.

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