traffico di cocaina e violenza

cresce ancora il livello di violenza delle bande criminali nel nord Europa

la cocaina è al centro della scena, ma la posta in gioco potrebbe essere molto più alta: l’ascesa dell’oscuro potere della criminalità organizzata". 

data di pubblicazione:

19 Marzo 2025

Oggi perfino la scoperta di una tonnellata di cocaina non merita più di un trafiletto sul quotidiano locale. E’ quanto afferma un ufficiale della dogana di Amburgo all’interno di un articolo sul sito Internazionale.it, commentando il sequestro di 35,5 tonnellate di cocaina. Un sequestro di un unico carico che vale 2,6 miliardi di euro.

I dati sul traffico internazionale di cocaina raccontano di uno spostamento, nell’ultimo anno, dai porti di Rotterdam e Anversa verso Amburgo. Questo non perché nei primi due ci siano meno controlli, ma perché i trafficanti cercano sempre vie meno complicate.

“Nel 2013 le autorità tedesche avevano sequestrato in tutto una tonnellata di cocaina, cinque nel 2016, dieci nel 2019 e poi venti nel 2022. Nel 2024 sono state 43 tonnellate. Gli investigatori stimano che nel migliore dei casi riescano a intercettare il 30 per cento dei carichi, ma potrebbe essere anche il 10 per cento. In altre parole più ne scoprono, più gliene sfuggono dalle mani”.

Nei porti di Rotterdam e Anversa nel 2023 sono state scoperte in totale centosettantacinque tonnellate di cocaina, molto più che nel porto di Amburgo. Ma la quantità sequestrata a Rotterdam e Anversa è aumentata di poco meno del 10 per cento tra il 2022 e il 2023. Ad Amburgo l’aumento è stato del 500 per cento, da sei tonnellate a trentacinque. Per gli investigatori tedeschi è suonato il campanello d’allarme”.

Un allarme che sta cogliendo impreparata anche la politica. Prima il consumo di cocaina in qualche modo era tollerabile per la società, ma ora con l’arrivo del crack, in grandi quantità, la situazione è peggiorata.

Questo perché tutta la cocaina che arriva viene consumata.

 Mai prima d’ora era stata sniffata tanta cocaina. In quarantanove città europee su settantadue esaminate le tracce di cocaina nelle acque reflue sono aumentate, e solo in dieci sono diminuite. Oggi sono gli studenti a fare uso di cocaina, ma anche gli idraulici, i muratori e gli agenti di polizia.

Non è più la droga dell’alta società. Una striscia costa sei o sette euro: la coca è diventata la droga di tutti i giorni per le masse, per tutti quelli che vogliono sbarazzarsi delle proprie ansie o dare una spinta alle proprie prestazioni. Ci vorrà qualche anno prima che le conseguenze si manifestino: chi fa uso di cocaina va incontro a un rischio più alto di infarti.

Ma questo livello di traffico si sta portando dietro anche un aumento della violenza commessa dai gruppi criminali. Gruppi che nei Paesi bassi e Belgio non si fanno scrupoli a minacciare e uccidere “(…) nell’ assoluto disprezzo per la polizia, la giustizia, lo stato. Tutto questo ha scosso l’Europa dal suo torpore e ha chiarito che la cocaina è al centro della scena, ma la posta in gioco potrebbe essere molto più alta: l’ascesa dell’oscuro potere della criminalità organizzata”. 

Un potere che secondo alcuni ufficiali di polizia non sembra arrestarsi davanti a nulla, che ha interessi non solo nel traffico di stupefacenti, ma anche in molte altre attività che potrebbero condizionare la vita politica e sociale di uno stato.

“Per ogni cartello scoperto e ogni criminale catturato ne spuntano di nuovi. Alla mafia non manca la forza lavoro: trovare reclute convinte che sia meglio la criminalità della scuola per conquistare una Mercedes ultimo modello è piuttosto facile. Solo la criminalità organizzata può promettere a questi giovani la vita che sognano. Lo stile da gangster che ammirano nei video di musica rap, la trinità dei narcotrafficanti: auto, donne e droghe. È ancora possibile fermare tutto questo?”

La sfida, sul piano del contrasto alla violenza dei gruppi criminali, sembra in salita secondo un investigatore. Le bande ormai hanno a disposizione veri  e propri arsenali da guerra e livelli di disponibilità economica che possono comprare chiunque.

Per questo serve agire presto se non vogliamo ritrovarci nella situazione del sud e centro America. conclude l’articolo.

 

 

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