LA GESTIONE DEGLI OPPIACEI CONTRO IL DOLORE ACUTO: UNA REVIEW ITALIANA

data di pubblicazione:

7 Luglio 2022

La prolungata emergenza che negli USA si osserva da anni rispetto ai decessi per overdose di oppiacei e di farmaci a base di oppiacei, ha aumentato l’interesse scientifico per una corretta gestione delle cure farmacologiche nel trattamento del dolore acuto. Una review di studiosi italiani, pubblicata sulla rivista European Review for Medical and Pharmacological Sciences, fornisce una revisione del parere degli esperti per facilitare l’uso corretto degli oppiacei, che inizia dalla capacità del medico di trattare il dolore acuto, e di cambiare eventualmente l’oppiaceo che ha perso efficacia. Gli altri aspetti di primaria importanza sono individuati nella titolazione degli oppioidi, nel cambio di principio attivo, nell’associazione e nell’equianalgesia. “Le tabelle di equianalgesia, che indica il rapporto tra le dosi di diversi oppioidi e/o diverse vie di somministrazione dello stesso oppioide che producono lo stesso effetto analgesico, sono state riviste e integrate da medici e ricercatori con esperienza in anestesia, medicina post-operatoria, terapia intensiva, farmacologia di medicina d’urgenza e medicina delle dipendenze. La review discute in dettaglio le popolazioni speciali (insufficienza epatica/renale, anziani, pediatrica, gravidanza/allattamento), come anche scenari critici quali: -Il rapido peggioramento del dolore nel dolore cronico (aggravamento del dolore dovuto alla progressione della malattia o allo sviluppo della tolleranza alla terapia con analgesici); -Il dolore acuto durante il trattamento di mantenimento; -La gestione del dolore nei pazienti complicati in pronto soccorso.”

Fra le raccomandazioni pratiche suggerite nella gestione clinica del dolore figurano 1) la variabilità genetica individuale nell’espressione enzimatica, che può influenzare notevolmente la risposta a diversi oppioidi; 2) Nei pazienti con insufficienza epatica o renale dovrebbero essere prese in considerazione le vie metaboliche; 3) Nei pazienti in trattamento cronico con inadeguato sollievo dal dolore è necessario valutare l’interazione con altri farmaci noti come induttori o inibitori enzimatici. Per quanto concerne l’equianalgesia, si raccomandano le seguenti pratiche:  1) I pazienti che presentano caratteristiche del dolore che coinvolgono recettori definiti devono essere trattati con molecole attive su tali recettori, ad esempio indagando la qualità del dolore (dolore viscerale che coinvolge i recettori κ, presenza di componente neuropatica); 2) Si raccomanda di iniziare il cambio di oppiacei con una dose più bassa (-25-50% rispetto alla quantità riportata nella tabella di equianalgesia) e di titolare alla dose efficace; 3) Si raccomanda un attento monitoraggio del paziente dopo il cambio o l’inizio di un nuovo oppioide, sia in caso di sovradosaggio (attraverso la Richmond agitation-sedation scale RASS54 o la Riker Sedation-Agitation Scale_SAS55 e la saturazione di O2) che di astinenza da oppiacei (attraverso la Clinical Opiate Withdrawal Scale_COWS52,53 ogni 4 ore).

De Iaco F et al. Equianalgesia, opioid switch and opioid association in different clinical settings: a narrative review. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2022 Mar;26(6):2000-2017.

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