LA CAMPAGNA AFGANA PER SRADICARE LA COLTIVAZIONE DI PAPAVERO

Continuano a essere contraddittorie le notizie provenienti dall’Afghanistan riguardo alle politiche del nuovo regime dei Taliban rispetto alla coltivazione e alla commercializzazione dell’oppio. Secondo un articolo dell’Associated Press, tradotto in italiano sul sito di Aduc, i Taliban avrebbero annunciato una svolta repressiva per sradicare la coltivazione del papavero, politica però che, come prevedibile, sta incontrando forte resistenze nella popolazione contadina e in quei settori legati al commercio di oppio ed eroina. Secondo quanto disposto da un editto del governo nazionale di inizio aprile, i trasgressori del divieto “saranno arrestati e processati secondo le leggi della Sharia nei tribunali competenti”. Questa politica si scontra tuttavia sugli interessi di milioni di contadini e di piccoli proprietari terrieri, per i quali tradizionalmente, anche negli anni di dominio statunitense quando vi era in vigore un analogo divieto, la coltivazione di papavero è l’unica coltura in grado di generare un reddito sufficiente al sostentamento. Infatti, vi è da osservare che finora i tentativi di sostituzione del papavero con altre colture si sono rilevati un fallimento, in quanto le alternative alla produzione di oppio sono poche redditizie.

“Ma il divieto probabilmente infliggerà un duro colpo a milioni di contadini e lavoratori a giornata impoveriti che per sopravvivere fanno affidamento sui proventi del raccolto. Il divieto arriva quando l’economia dell’Afghanistan è crollata, tagliata fuori dai finanziamenti internazionali sulla scia dell’acquisizione del potere dei talebani. La maggior parte della popolazione lotta per permettersi il cibo e il paese sta soffrendo la peggiore siccità degli ultimi anni. Noor Mohammed, che possiede un campo di papaveri a Washir che è stato fatto a pezzi dai trattori talebani, ha detto che il suo appezzamento di terra è piccolo e privo di acqua, quindi non può sopravvivere coltivando raccolti meno redditizi. “Se non ci è permesso coltivare questo raccolto, non guadagneremo nulla”, ha detto dei suoi papaveri. I lavoratori a giornata possono guadagnare fino a $ 300 al mese raccogliendo oppio dai papaveri. Gli abitanti dei villaggi spesso fanno affidamento sulla promessa dell’imminente raccolto di papaveri per prendere in prestito denaro per prodotti di base come farina, zucchero, olio da cucina e olio da riscaldamento.”

Vi è infine da osservare come, nonostante sia da inizio millennio che è teoricamente  in vigore in Afghanistan una politica di zero tolleranza verso l’oppio e l’eroina, la produzione nazionale afgana di queste sostanze ha raggiunto livelli record negli ultimi anni: “Ma la produzione dell’Afghanistan è aumentata costantemente, raggiungendo nuovi livelli record ogni anno negli ultimi anni. Nel 2021, 177.000 ettari sono stati piantati con papaveri, producendo abbastanza oppio per produrre fino a 650 tonnellate di eroina, secondo le stime dell’Office on Drugs and Crime delle Nazioni Unite. Questo è stato un aumento da un massimo di 590 tonnellate di eroina nel 2020. Il valore totale della produzione di oppiacei dell’Afghanistan nel 2021 è stato di 1,8-2,7 miliardi di dollari, fino al 14% del PIL del paese, superando il valore delle sue esportazioni legali, ha affermato l’UNODC nel suo rapporto più recente. (…) Durante gli anni di insurrezione talebana, il movimento avrebbe guadagnato milioni di dollari tassando agricoltori e intermediari per spostare le loro droghe fuori dall’Afghanistan. Secondo quanto riferito, anche alti funzionari del governo sostenuto dagli Stati Uniti hanno guadagnato milioni grazie al fiorente traffico di droga. Oggi, la produzione di oppio dell’Afghanistan è maggiore di quella di tutti gli altri paesi produttori di oppio messi insieme. Quasi l’80% dell’eroina prodotta dall’oppio afgano raggiunge l’Europa attraverso l’Asia centrale e il Pakistan.”

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