GIOVANI, NORMALIZZAZIONE DELL’ALCOL E SBALLO

Paolo Sarti, medico pediatra fiorentino, interviene sul Corriere Fiorentino a proposito di alcuni recenti casi di cronaca che hanno visto il ricovero di giovanissimi al pronto soccorso per abuso di alcol a Firenze. Secondo Sarti, questi episodi, che si inscrivono nel binge drinking, ossia nell’abbuffata alcolica, segnalano da una parte manifestazioni tipiche dell’età adolescenziale, dall’altra una normalizzazione dell’alcol, percepito come un “bene ordinario di consumo”, poco problematico. Scrive Sarti: “Ora l’alcol non è percepito dai giovani come possibile fonte di problemi, ma come bene ordinario di consumo, alla moda. Favorisce sensazioni di benessere senza percepirne il pericolo. Oltretutto sono prodotti di ampia reperibilità e disponibilità e costantemente oggetto di promozione (vendita sottoprezzo, consumazioni incluse nel prezzo del biglietto della discoteca e comunque diffusi come rituale sociale, vedi l’happy hour). Il consumo di bevande alcoliche è stato «normalizzato» dalla società, e anche un po’ tollerato dalle famiglie, e non riceve generalmente un’adeguata attenzione sociale, come invece accade per le droghe e per il fumo! Ora, oltre a essere un problema sempre più diffuso, va a evidenziare difficoltà specifiche di questa generazione: una fragilità sempre più profonda, più precoce, una scarsa padronanza di sé, una carenza di autoconsapevolezza, di obiettivi, di valori radicati. Così lo sballo è diventato l’unico obiettivo, divertimento e modo di entrare in relazione con gli altri. La soluzione è difficilissima proprio per questo: se noi puntiamo solo sul proibizionismo non risolviamo le cause e l’origine. I genitori in primo piano e la società tutta devono impegnarsi a dare strumenti perché si possa anche bere una sera con gli amici, ma il giorno dopo ci si ritrovi come individui solidi e padroni di sé stessi.”

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