CONCENTRAZIONE DI PM 2.5 NEL FUMO INDOOR DI CANNABIS

Qual è l’impatto, in termini di inquinamento dell’aria misurato in PM2.5, dell’uso di cannabis in ambiente domestico; e in secondo luogo, esso è maggiore o minore di quello derivante dalle sigarette di solo tabacco? Una ricerca ha provato a rispondere a queste domande, misurando l’impatto dell’uso, in ambiente domestico, di cannabis in termini di concentrazione di particelle fine, di PM2.5 e dei relativi tempi di decadimento. I ricercatori hanno condotto 60 misurazioni in una stanza di 43 m3, misurando le concentrazioni di PM2.5, i tassi di emissione, e i tassi di decadimento attraverso l’uso di monitor specifici per misurare le concentrazioni di PM2.5. E’ stato inoltre misurato il tasso di ricambio di aria nella stanza. Durante ogni esperimento, un fumatore ha eseguito lo stesso protocollo usando quattro diverse modalità di assunzione di marijuana: sigarette di marijuana pre-rollate (24 esperimenti), il bongo (9 esperimenti), una pipa di vetro (9 esperimenti), e una penna elettronica per lo svapo (9 esperimenti).

Per effettuare una comparazione, è stato utilizzato lo stesso protocollo per misurare le emissioni di PM2.5 da sigarette Marlboro (9 esperimenti). I risultati indicano che le sigarette di marijuana producono le concentrazioni di PM2.5 più alte, e hanno i tassi di emissione più alti, rispetto alle altri modalità di assunzione di cannabis. Il tasso di emissione medio di 24 sigarette di marijuana (7.8 mg/min) è risultato 3.5 volte maggiore rispetto al tasso medio di emissione delle sigarette Marlboro (2.2 mg/min). Infine, il tasso di emissione del bongo è risultato pari al 67% di quello delle sigarette di cannabis; il tasso di emissione della pipa di vetro è risultato pari al 54% delle sigarette di cannabis, e il tasso di emissione della penna elettronica per lo svapo è stato pari al 44% della sigaretta di cannabis. Tali differenze rispetto alle sigarette di cannabis sono statisticamente significative.

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