GRAVIDANZA ALCOL E FASD – Fetal Alcohol Spectrum Disorder

data di pubblicazione:

3 Agosto 2020

L’uso, e in alcuni casi l’abuso, di bevande alcoliche è un fenomeno approdato di recente nell’universo femminile: nel corso degli ultimi venti anni in Europa si è verificato un progressivo aumento del consumo di bevande alcoliche tra le donne, in particolare tra le adolescenti. Per valutare correttamente il rischio che potrebbe derivarne per la salute, è necessario tener conto di alcuni fattori come la quantità di alcol assunta, la frequenza del consumo, il tipo di bevanda, la concomitanza o meno con i pasti, le condizioni di salute e l’eventuale impiego di farmaci, la capacità dell’organismo di smaltire l’alcol in base al sesso e all’età.

È importante considerare che nelle donne la quantità di alcol che lo stomaco è in grado di metabolizzare è, in genere, quattro volte inferiore a quella dell’uomo per la presenza di quantità più basse dell’enzima destinato a tale funzione.
Nel periodo della gravidanza il consumo di alcol rappresenta un rischio non solo per la salute della donna ma, soprattutto, per quella del nascituro che potrebbe subire danni permanenti. Infatti, anche minime quantità di alcol possono pregiudicare la salute e lo sviluppo del feto e aumentare il rischio che si verifichi un aborto spontaneo, un parto prematuro e un basso peso alla nascita.
Attraverso la placenta, l’alcol giunge direttamente nel sangue del feto che, non essendo in grado di metabolizzarlo come una persona adulta, è esposto più a lungo ai suoi effetti nocivi. La situazione si complica nel caso di gravidanze non pianificate che rappresentano, soprattutto nelle giovani donne di età compresa tra i 16 e i 19 anni, quasi la metà di tutte le gravidanze. In questo caso, il rischio che il feto sia esposto ai possibili danni causati dall’alcol è molto alto poiché gli organi vitali, quali cuore, cervello e scheletro, si formano durante i primi 10-15 giorni dopo il concepimento, quando la futura mamma è spesso inconsapevole del suo nuovo stato. La ricerca internazionale ha evidenziato che mediamente, nel mondo, circa il 60% delle donne beve alcol in un qualche momento della gravidanza. Anche in Italia il 50-60% delle donne incinte continuano a bere alcolici.

Il riconoscimento delle alterazioni provocate dall’alcol sullo sviluppo del feto all’interno dell’utero (sviluppo intrauterino) è avvenuto solo recentemente, alla fine degli anni Sessanta. Da allora, studi sempre più numerosi, condotti in tutto il mondo, hanno permesso di definire meglio la tipologia dei danni al feto conseguenti all’esposizione prenatale all’alcol che sono stati inclusi nel termine “spettro dei disordini feto-alcolici” (fetal alcohol spectrum disorder – FASD). Questa definizione è un termine “ombrello” che si riferisce a tutte le anomalie e le disabilità fisiche, mentali, comportamentali e sociali che possono presentarsi, anche per tutta la vita, in diversi modi e con differenti livelli di gravità, a causa dell’esposizione del feto all’alcol.

Le disabilità si dividono in primarie (o principali) e secondarie.

Le disabilità primarie riflettono i principali danni nell’aspetto esteriore e le alterazioni neuropsicologiche rientranti nello spettro dei disordini feto alcolici. Essi includono:
anomalie facciali
ritardo nell’accrescimento
difformità nello sviluppo neurologico del sistema nervoso centrale con disfunzioni comportamentali e cognitive

Le disabilità secondarie compaiono più tardi nel corso della vita e si ritiene siano il risultato di complicazioni dovute ai mancati accertamenti (diagnosi) e cura delle disabilità primarie. Consistono in:
problemi di salute mentale
mancanza di vita autonoma
problemi con il lavoro
esperienza scolastica fallimentare
problemi con la legge
isolamento
comportamento sessuale inappropriato

La maggior parte dei casi di “spettro dei disordini feto-alcolici” non sono, ad oggi, facilmente diagnosticati e dunque non sono trattati in modo appropriato. Si pensa che una percentuale compresa tra il 4 e il 40% di donne che bevono quantità rilevanti di alcol in gravidanza, partorisca bambini con danni di vario grado causati dall’alcol, ma non sono disponibili dati accurati sul numero di bambini che manifestano disturbi causati dall’esposizione all’alcol nelle diverse parti del mondo. Inoltre, non si conoscono le cause per cui alcuni neonati nascano con danni più gravi rispetto ad altri, anche se è ragionevole pensare che ciò possa dipendere dalla combinazione dell’abuso di alcol con fattori genetici, cattiva nutrizione, fumo e/o abuso di droghe. Tuttavia, l’accertamento del danno prima dei 6 anni e un intervento mirato possono diminuire il manifestarsi delle disabilità secondarie ed attenuare la loro progressione.

Lo studio più recente, del 2011, riferisce che nella popolazione italiana un 8% di neonati è risultato esposto all’alcol materno. Lo studio ha stimato in 7 città italiane la prevalenza dell’esposizione prenatale all’alcol, in particolare nella capitale e una correlazione significativa tra la percentuale più alta di esposizione prenatale e alcune caratteristiche sociodemografiche materne (basso livello di istruzione e età più giovane).

Ti potrebbe interessare anche
3 Ottobre 2026

Farmaci antidiabetici e dipendenze: uno studio

Questi farmaci potrebbero trovare un utilizzo nel trattamento delle dipendenze

2 Ottobre 2026

Fumo e diabete: aumentano i rischi per la salute

Nei pazienti già diabetici, il fumo riduce l'aspettativa di vita di 8-10 anni

1 Ottobre 2026

Politiche sulle droghe e diritti dei minori

La protezione dei minori non deve passare solo attraverso la proibizione

30 Settembre 2026

Come funzionano le app per scommesse online

La frequenza imprevedibile di tali notifiche mantiene il cervello in un costante stato di attesa

29 Settembre 2026

Richiesta revisione per l’Alcover

Confermato dall'EMA che i benefici superano i rischi

28 Settembre 2026

Crisi da overdose in Quebec: una ricerca qualitativa

Uno dei temi che emergono dalla ricerca è l'aumento delle disuguaglianze e della precarietà

27 Settembre 2026

Le politiche sulle droghe del Portogallo

Un modello replicabile?

26 Settembre 2026

Le politiche repressive sul consumo di sostanze non sono efficaci

Cambiano le sostanze, si abbassa l’età di chi le consuma e aumentano le situazioni di fragilità.

25 Settembre 2026

Invecchiare con l’HIV: una guida

Una guida con consigli pratici per un invecchiamento in salute

24 Settembre 2026

I rischi del consumo di alcol in gravidanza

Non esiste alcuna quantità minima di alcol considerata sicura o tollerabile

23 Settembre 2026

I rischi dell’esposizione al fumo passivo

Tutti i prodotti contenenti nicotina espongono chi sta accanto allo stesso rischio?

22 Settembre 2026

Aumentano le morti per overdose in Europa

Gli oppiodi, la cocaina e il policonsumo sono le cause principali

22 Settembre 2026

L’alcol entra nello scontro sui dazi tra Canada e USA

In Canada, il boicottaggio dell'alcol ha compattato l'opinione pubblica

21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti