UNA TESTIMONIANZA DA VARESE SUL LAVORO NEI SER.T

Le équipe dei Ser.T. dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi (Varese) hanno scritto una lettera aperta, pubblicata su Il Quotidiano della Sanità, riguardo alla riorganizzazione del loro lavoro durante la pandemia Covid-19. Le attività sono proseguite, in linea di massima, cercando di garantire sia la sicurezza del personale e degli utenti che l’attivazione o la continuità della presa in carico per tutti i pazienti.Nei nostri Servizi l’emergenza sanitaria in corso ha imposto quindi una riorganizzazione che ha rimodulato gli interventi rivolti agli utenti e alle loro famiglie.
E’ stato mantenuto il triage in essere al momento della presa in carico di nuovi trattamenti non differibili, estendendo questa procedura anche ai pazienti già in carico che accedono durante la settimana al Servizio, incrementandone i contenuti sanitari e sociali alla luce dell’emergenza sanitaria da infezione SARS-CoV-2. Questa procedura è tesa a far si che, riducendo il rischio di contagio per gli operatori dei Servizi, questi possano offrire anche uno spazio strutturato di prevenzione ed educazione sanitaria in un contesto di counselling multiprofessionale adeguato.

Per quanto concerne le attività strettamente medico-infermieristiche, mediante una accurata verifica individuale, laddove possibile, la gestione delle attività più frequentemente svolte dal personale (somministrazione terapie, raccolta campioni biologici per la ricerca delle sostanze stupefacenti, rilevazione parametri vitali, ecc.) ha fruito di una tempistica più dilazionata nel tempo con affidi di medio-lungo periodo, dedicando particolare attenzione all’istruzione dei pazienti sul rischio della diversione e del misuso dei farmaci stupefacenti che i Servizi affidano loro.

Per i pazienti in carico da più tempo sono stati impostati colloqui telefonici di verifica dei bisogni e delle necessità, finalizzati al sostegno psicologico e socio-educativo, per supportarli nella organizzazione pratica della giornata e soprattutto per affrontare e gestire “insieme” la solitudine, l’ansia e la noia.
E’ stata intensificata la collaborazione con i Servizi Sociali dei Comuni per un supporto anche sul territorio e più in generale è stata attivata una maggior cooperazione con il privato sociale (gruppi, comunità educative e terapeutiche, Caritas e mondo del volontariato) (…) Tutto questo ha portato gli operatori a lavorare sempre più in profondità sulle categorie del rischio, dell’incertezza, della precarietà e a rinforzare temi quali quello della resilienza e della resistenza (categorie che già appartengono alla quotidianità del lavoro nei SerT ma che in questa situazione diventa il focus intorno al quale impostare interventi mirati). Gli operatori dei SerT fin dall’inizio della pandemia Covid-19 hanno mantenuto un raccordo forte con i reparti ospedalieri e i Servizi di Salute Mentale per garantire sostegno in situazioni di contiguità offrendo anche servizi integrativi a tutta la popolazione del territorio della ASST Sette Laghi”.

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