FORUM DROGHE SULLA RELAZIONE ANNUALE ANTIDROGA AL PARLAMENTO

Forum Droghe, attraverso una presa di posizione firmata dal presidente nazionale Stefano Vecchio, esprime una valutazione piuttosto critica sulla relazionale annuale sulle droghe al Parlamento. Secondo Forum Droghe, sono carenti gli elementi di analisi e di valutazione dei servizi e delle politiche antidroga. Un serio esame auto-critico delle politiche e del modus operandi dei servizi di cura delle dipendenze farebbe emergere, invece, le criticità di un sistema che continua a essere organizzato secondo un modello di interventi inadeguato agli stili di consumo delle sostanze.

Secondo Vecchio: “In questo quadro politico preoccupante si colloca la Relazione al Parlamento che fa risaltare i limiti delle rilevazioni e l’assenza di una analisi sugli effetti delle politiche adottate ormai da 30 anni. La Relazione, pur presentando questi limiti ormai strutturali, presenta alcuni elementi che, per quanto “inconsciamente” autocritici, di fatto descrivono il fallimento delle politiche di stampo punitivo-repressivo della legge italiana, incentrate sulla patologizzazione dei comportamenti legati all’uso di droghe e alla diffusione di rappresentazioni stigmatizzanti delle persone che usano sostanze psicoattive.

Emerge che negli ultimi anni vi è stato un sensibile ampliamento e differenziazione del mercato e delle sostanze circolanti, con l’immissione di droghe sintetiche, con la corrispondente diffusione di modelli di consumo differenziati. Un ricercatore attento, e magari qualche esponente governativo, avrebbe dovuto trarne le conseguenze che le politiche costruite sul modello della guerra alla droga non hanno raggiunto gli effetti attesi. Se proprio si dovesse rappresentare un “allarme” dovrebbe essere rivolto ai danni sociali, economici e a carico della convivenza, di questo modello di politiche fallimentari.

Se incrociamo i dati dei consumi con l’utenza dei servizi uniformemente diffusi in Italia, i SerD e le Comunità Terapeutiche, la maggioranza (65%) degli utenti di questi servizi è rappresentata da un target che fa riferimento all’1% di utilizzatori di eroina e da una minoranza di assuntori di cocaina. Di persone che usano la cannabis, sostanza più diffusa, se ne contano pochissimi e prevalentemente per effetto delle sanzioni amministrative, cioè per effetto della legge. Il sistema attuale dei servizi, per ammissione implicita della Relazione, non è cioè pensato per rispondere alle nuove realtà dei consumatori di sostanze psicoattive”.

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