PROGETTI DI RIDUZIONE DEL DANNO IN EMILIA ROMAGNA

Un nuovo spazio per l’assistenza dei giovani consumatori di cannabis a Bologna. E un progetto contro il Fentanyl. Sono due deiprogetti per la riduzione del danno finanziati dalla Regione Emilia-Romagna che ha deciso di destinare alle Aziende sanitarie del territorio poco meno di un milione di euro per il contrasto alle dipendenze patologiche, a sostegno di progetti biennali che mirano a un più facile accesso ai servizi e alla riqualificazione professionale.

La Regione ha promosso anche l’avvio del progetto sperimentale dell’Ausl di Bologna che prevede la creazione di uno spazio clinico-assistenziale, ma al tempo stesso di prevenzione e consulenza, pensato soprattutto per giovani consumatori di cannabinoidi e i loro familiari.
“Una realta’ innovativa – sottolinea la Regione – con percorsi specifici per sensibilizzare sull’uso, l’abuso e la dipendenza da queste sostanze”.
La Regione ha acquistato inoltre un kit per l’individuazione del Fentanyl, potente antidolorifico usato spesso per tagliare l’eroina. L’assunzione involontaria di questo farmaco sintetico, avverte la Regione, anche in quantità minime, può causare overdose letale. Da qui l’avvio del progetto di riduzione del danno. In sostanza, ai consumatori è proposta un’analisi, tramite test rapidi, per valutare la presenza di derivati del Fentanyl nell’eroina da strada. I test vengono fatti anche sugli eroinomani dei Sert dell’Emilia-Romagna, quando fanno controlli periodici delle urine.
I consumatori in contatto con le unità di strada possono effettuare invece il test sul Fentanyl in autonomia, tramite il kit che viene consegnato dalle stesse unità.
“Le caratteristiche dei consumi e dei consumatori sono cambiate negli anni – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi – e hanno richiesto da parte nostra la capacità di fornire risposte adeguate. Proprio per far fronte a questo scenario così complesso, nel 2016 abbiamo varato il nuovo Programma regionale per le dipendenze patologiche, uno strumento che, oltre a confermare le azioni già adottate per la prevenzione, il trattamento delle persone, la riduzione dei rischi correlati all’uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza“.
In Emilia-Romagna, nel 2018, erano 32.628 le persone in carico ai servizi dipendenze, in aumento rispetto all’anno precedente (+2,2% sul 2017). Sul totale, il 58,7% era seguito per problemi di droga, il 33,2% per dipendenza da alcol, il 3,9% per tabacco e il 4,3% per gioco. Le età più rappresentate sono, per le sostanze la fascia 18-50 anni; per l’alcol e il gioco 41-50 anni; per il tabacco 51-60 anni.

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