STRESS LAVORATIVO E CONSEGUENZE SULLA SALUTE DEI MEDICI BRITANNICI

Una ricerca britannica, condotta su  400 medici, evidenzia che un medico su tre ammette di aver fatto abuso di droghe, cibo o alcol per sentirsi meglio e superare un momento stressante. Il 44% degli intervistati risulta altresì in terapia con qualche farmaco: nel 35% dei casi si tratta di farmaci da banco, nel 3% di oppiodi e nel 2% di benzodiazepine. Dalla ricerca emergono altri dati di estremo interesse. Il 5% rientra nei criteri per la dipendenza da alcol; il 24%–29% esperisce emozioni negative per il troppo lavoro; l’8% presenta disturbi alimentari; dal 20% al 61% presenta problemi del sonno, di cui il 12% una forte/moderata insonnia; il 69% è affaticato e il 19%–29% ha altri tipi di problemi di salute. Nel complesso, i risultati dello studio attestano che lo stress lavorativo incrementa le possibilità che i dottori usino sostanze psicoattive, abbiano disturbi del sonno, presentino problemi vari di salute. Per esempio, il burnout incrementa il rischio di tutti i tipi di disturbi del sonno. Anche prendendo in considerazione il fatto di lavorare o meno in un ospedale, il rischio di avere problemi di salute aumenta in caso di stress lavorativo.

Nel complesso, dall’indagine emerge che i medici britannici, rispetto alla popolazione generale, rappresentano una categoria ad aumentato rischio di morbilità psichiatrica (32,7% contro 19%), di burnout (55,3% contro 24,8%) e di disturbi fisici. E’ necessario, sostengono le ricercatrici,  che “i colleghi e i servizi di supporto di salute occupazionale riconoscano i sintomi di questo disagio, focalizzandosi sulla diagnosi precoce e sui campanelli d’allarme, per mettere in atto misure di prevenzione.”

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