GIOCO D’AZZARDO E RICERCA: IL CASO PIEMONTESE

Rispondendo a una recente ricerca Eurispes sull’impatto della legislazione piemontese sul gioco d’azzardo, Paolo Jarre, membro della Società Italiana Tossicodipendenze – Piemonte e Valle d’Aosta e di ALEA, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, ne mette in luce le carenze e inesattezze metodologiche. Nell’articolo Jarre elenca varie imprecisioni contenute nello studio di Eurispes, che si caratterizza per la svalutazione, non supportata da dati e da evidenze scientifiche, dei primi risultati positivi raggiunti dalla legislazione piemontese. Negli ultimi due anni il Piemonte è stata l’unica regione italiana dove si è verificata una leggera flessione sia di spesa che di raccolte nei giochi online. Fra le altre inesattezze della ricerca Eurispes, Jarre sottolinea la sottovalutazione compiuta sul numero di giocatori problematici/patologici, che Eurispes calcola includendovi solo quelli in trattamento. Anche altri aspetti affrontati dalla ricerca sarebbero, secondo Jarre, imprecisi o tendenziosi, perché tesi a sminuire la portata del problema del gioco patologico, a ingigantire il problema dei licenziamenti di lavoratori e della chiusura di sale.

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