CANNABIS TERAPEUTICA IN ITALIA: PREVISTO AUMENTO PRODUZIONE TRAMITE PRIVATI

Sulla cannabis terapeutica, il sottosegretario alla Salute, Armando Barolazzi, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all’interrogazione di Maria Teresa Bellucci (FdI) sul potenziamento della produzione nazionale di cannabis a fini terapeutici, ha ammesso che la produzione realizzata dall’istituto Farmaceutico Militare di Firenze non è più sufficiente. Si apre quindi, per la prima volta, alla possibilità di un aumento della produzione annuale di cannabis per usi terapeutici attraverso il ricorso a privati. Secondo il sottosegretario,  “Il fabbisogno stimato in Italia nel 2019 supererà, infatti, ragionevolmente i 700 chilogrammi. A tale fabbisogno si farà fronte innanzitutto con la produzione statale, la quale, grazie ai finanziamenti disposti dalla legge n. 172 del 2017, potrà raggiungere una capacità produttiva di circa 200-300 chilogrammi entro il corrente anno e dai 400 ai 500 chilogrammi nel 2020 (…) Per gli anni successivi al 2020 è, invero, possibile ipotizzare un ulteriore ampliamento della produzione, sulla base della ottimizzazione delle risorse attuali, anche in considerazione della differenziazione dei prodotti farmaceutici (infiorescenze e estratti); anche il fabbisogno atteso, tuttavia, potrebbe aumentare per il 2020, superando addirittura la soglia dei 1000 chilogrammi annui.
Dunque, si imporrà in ogni caso, per quanto in misura diversa anno per anno, l’esigenza di acquisire una importante parte del fabbisogno attraverso il canale dell’importazione dall’Office of medicinal Cannabis del Ministero della salute olandese, che a ciò si è già reso disponibile.

Per questo motivo, ritenendo di dover agire per tempo, l’obiettivo del Ministero della salute è – come anticipato – quello di avviare fin da ora il percorso di collaborazione con quelle aziende private che abbiano i requisiti per incrementare la coltivazione e la produzione farmaceutica di infiorescenze di Cannabis a uso medico.
L’ipotesi è, quindi, quella di individuare un partner privato, al quale demandare parte dell’attività produttiva che verrà condotta nelle aree disponibili all’interno dello Stabilimento di Firenze, il quale, voglio ribadirlo, manterrà il fondamentale ruolo istituzionale del controllo, a garanzia della qualità della fase produttiva e del prodotto finito, senza escludere una possibile partecipazione diretta alle attività produttive con le proprie risorse”.

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