POVERTA’ E USO DI FARMACI OPPIODI

Negli USA rimane molto vivace il dibattito scientifico attorno alle cause e alle conseguenze dell’epidemia da oppiacei in atto oramai da più di un decennio. Un articolo pubblicato sul sito Medical Express riprende le conclusioni di uno studio curato dalla sociologa Hanna Grol-Prokopczyk, che ha dichiarato: “I poveri hanno un tasso d’uso di farmaci oppiodi doppio rispetto ai gruppi più sani. I poveri sono coloro che ne hanno fatto un uso eccessivo, e non è sempre facile per loro passare ad altri tipi di trattamento contro il dolore cronico”. La studiosa, analizzando l’uso di farmaci oppiodi regolarmente prescritti, ha concluso che i poveri, per lo stesso livello di gravità del dolore, tendono a usare più frequentemente di altri gruppi i farmaci oppiodi. I risultati dello studio, comparso sulla rivista Journal of Gerontology: Social Sciences, sono basati su uno studio nazionale che ha coinvolto 3.721 partecipanti, effettuato nel periodo di picco dell’epidemia (2005-2006).

Importanti anche altri dati dello studio. Molti dei partecipanti hanno indicato di essere soddisfatti rispetto all’efficacia degli oppioidi. Più dell’80% ha dichiarato che i medicinali erano importanti per la loro salute e 3/4 ritengono che fosse la migliore terapia disponibile per il loro dolore. Solo il 12% ha risocntrato effetti collaterali o spiacevoli.

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