COME CAMBIANO I CONSUMI DI DROGHE NEI GIOVANI ITALIANI

ecstasyIl settimanale Espresso dedica un’inchiesta agli stili di consumo di droghe dei giovani italiani, fra vecchie e nuove sostanze. Fra le tendenze segnalate nell’articolo, oltre all’abbassamento dell’età in cui i ragazzi entrano in contatto con le sostanze, figura il policonsumo. I minori che arrivano al percorso terapeutico in comunità, spesso sono utilizzatori di più sostanze, dalla cannabis all’eroina fumata, alle nuove sostanze psicoattive. Un altro elemento interessante segnalato dagli esperti e dagli operatori intervistati, è l’uso di farmaci con finalità di “sballo”. Fra i farmaci più usati c’è la codeina, uno sciroppo a base di oppiacei, ma anche ansiolitici come Tavor, Valium e Xanax. “In gergo tecnico si chiamano nsp: “Nuove sostanze psicoattive”. Composti talvolta nemmeno inclusi nelle tabelle ufficiali del ministero della Salute. E dunque ufficialmente legali. Proprio come nel film Smetto quando voglio, in cui un gruppo di ricercatori universitari precari inonda le discoteche romane con una sostanza non ancora classificata come droga, in tutta Italia si stanno moltiplicando casi di questo genere. Una tendenza preoccupante, perché gli effetti a lungo termine sulla mente e sul corpo di chi le assume sono ignoti. I risultati della ricerca – di cui fanno parte tra gli altri la onlus Alice e il Cnca – dicono che su oltre 300 campioni di droga analizzati la maggior parte conteneva mdma e ketamina. Non certo delle novità per chi conosce il mondo dello sballo.

Più preoccupante è stato scoprire che in un caso su tre la droga non corrispondeva a quella che il consumatore pensava di aver acquistato. È il caso per esempio della 4-fluoroamfetamina, spacciata al posto della più classica anfetamina. O del 25I-NBOMe , venduto come se fosse Lsd. La differenza non è banale. Mentre gli acidi non hanno mai causato morti dirette, quest’ultimo composto ha già provocato 25 vittime fra Europa e Stati Uniti”. Secondo alcuni operatori intervistati, il cambiamento degli stili di consumo delle sostanze corrisponde a diversi immaginari, rispetto al passato, legati alle droghe. “Alla base dello sballo c’è quasi sempre un trauma, una personalità fragile, e questa è una caratteristica indipendente dall’epoca in cui viviamo. Lavorando qui da 20 anni, però, posso dire che qualcosa è cambiato nel rapporto fra minorenni e droga. Prima le sostanze erano legate quasi sempre alla ribellione nei confronti della società considerata bigotta e borghese, oggi invece vengono usate spesso per vincere la noia, per migliorare le prestazioni. Infatti i ragazzi che seguiamo sono quasi sempre poliassuntori, cioè usano droghe diverse a seconda dell’effetto di cui hanno bisogno”.

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