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	<title>NORMATIVA Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>NORMATIVA Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Rotte della droga e ruolo dell&#8217;ndrangheta</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/20/rotte-della-droga-e-ruolo-dellndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 07:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droga e narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avendo una struttura basata su vincoli di sangue (le ndrine), il fenomeno dei collaboratori di giustizia risulta estremamente raro. Per i cartelli della droga sudamericani, dai messicani ai colombiani, i calabresi sono quindi i partner ideali perché pagano in anticipo, non tradiscono e garantiscono una distribuzione capillare in tutta Europa. Sono, di fatto, i "broker" globali della cocaina in Europa e in altre parti del mondo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>ndrangheta </strong>resta l&#8217;organizzazione criminale che ha il maggior controllo del<strong> narcotraffico internazionale.</strong> E&#8217; quanto emerge dalla Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026 (riferita all&#8217;attività del 2025), presentata dal DIS (l’organismo di coordinamento dell’intelligence italiana) al Parlamento, il 4 marzo scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito di RAI news.it è possibile leggere una intervista al professor Vincenzo Musacchio sulle attività criminali dell&#8217;ndrangheta. Per Musacchio uno degli elementi che rendono questa organizzazione così potente è la sua &#8220;affidabilità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Avendo una struttura basata su vincoli di sangue (le <i>ndrine</i>), il fenomeno dei collaboratori di giustizia risulta estremamente raro. Per i cartelli della droga sudamericani, dai messicani ai colombiani, i calabresi sono quindi i partner ideali perché pagano in anticipo, non tradiscono e garantiscono una distribuzione capillare in tutta Europa. Sono, di fatto, i<strong> &#8220;broker&#8221; globali della cocaina</strong> in Europa e in altre parti del mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro elemento importante per questa organizzazione è la sua <strong>adattabilità</strong>. Nonostante il porto di Gioia Tauro resti uno snodo ancora importante per il traffico di sostanze illecite, l&#8217;ndrangheta sta lavorando anche nei grandi porti del Nord Europa, come quelli di Anversa, Rotterdam e Amburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a questo &#8220;(&#8230;) hanno aperto nuove rotte in Africa occidentale e nei Balcani, collaborando con i clan nigeriani, albanesi e turchi che agiscono come loro &#8220;braccio collaborativo&#8221; logistico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Musacchio spiega chiaramente anche come funziona il lavoro dei clan calabresi nei porti del nord.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Il broker calabrese è come un &#8220;direttore d&#8217;orchestra&#8221; del narcotraffico.</strong> Spesso non tocca mai la droga. Il suo compito è far sì che il container giusto esca dal porto senza essere controllato. Le strategie criminali sono molteplici. Non si limitano a corrompere il piccolo operatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Pagano cifre alte — si parla di somme vicine ai duecentomila euro per un singolo container — a quadri intermedi, doganieri o specialisti informatici che possono inserire codici di sdoganamento falsi nei sistemi digitali dei porti. In città come Anversa, le mafie attuano un vero &#8220;reclutamento&#8221; tra i giovani portuali o i disoccupati delle zone limitrofe.</p>
<p style="text-align: justify;">Li avvicinano, li aiutano economicamente e poi chiedono &#8220;piccoli favori&#8221;, fino a renderli complici anche sotto minaccia se occorre. I broker coordinano squadre di recupero che entrano nei porti (spesso nascoste in container &#8220;sicuri&#8221;) per prelevare la droga dai container prima che passino sotto gli scanner della dogana.<strong> Nel 2026, stiamo vedendo l&#8217;uso crescente di droni sottomarini e di superficie per recuperare i carichi gettati in mare poco prima dell&#8217;arrivo in banchina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma come si contrasta tutto questo? Per Musacchio con una vera collaborazione a livello internazionale tra le varie Forze di Polizia. Se il traffico si è ampliato a livello internazionale, anche il controllo deve fare un cambiamento allo stesso livello. Un cambiamento nella direzione del settore finanziario, dove vengono convogliati la maggior parte dei profitti illegali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>sport e gioco d&#8217;azzardo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/04/sport-e-gioco-dazzardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 07:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d'azzardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinato al “finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano”, in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Win For Italia Team è la nuova offerta di gioco</strong> a disposizione di giocatori e giocatrici d&#8217;azzardo. Si tratta di un &#8220;<strong>gioco numerico a totalizzatore nazionale</strong>&#8221; introdotto nella legge di Bilancio 2026, come si legge nel comunicato stampa del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti).</p>
<p style="text-align: justify;">La quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinata al <strong>“finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano”</strong>, in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica andrà a <strong>finanziare progetti legati al mondo dello sport. </strong>Una pratica, quella del finanziamento tramite il gettito erariale, già praticata in passato con l&#8217;introduzione di giochi per finanziare progetti solidali e sociali come la ricostruzione dell&#8217;Aquila post terremoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’operazione che, secondo il CNCA &#8220;(&#8230;) <strong>tenta di ammantare l’azzardo dei colori dello sport e dei grandi eventi, piegandone il significato a fini puramente economici.</strong> Riteniamo invece che il gioco d’azzardo non abbia nulla da spartire con i valori olimpici e sportivi di riferimento: il fair play, la lealtà, la solidarietà, la pace, l’uguaglianza. Valori che promuovono benessere, inclusione e responsabilità collettiva, e che risultano incompatibili con un’<strong>attività che produce dipendenza,</strong> fragilità sociali e gravi ricadute sulle persone e sulle comunità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore del gioco d&#8217;azzardo non ha bisogno di nuove offerte, anche perché ha già subito la cancellazione dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo istituito presso il Ministero della Salute e l&#8217;azzeramento del fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, inglobato (con meno risorse) in un generico fondo per le dipendenze patologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la raccolta di gioco d’azzardo ormai fuori controllo, <strong>157 miliardi di euro di giocate registrata nel 2024</strong>, servirebbe piuttosto l&#8217;emanazione di una legge quadro del settore, che possa tutelare soprattutto le persone più fragili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ai farmacisti un decalogo per gestire le ricette di fentanyl</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/01/04/ai-farmacisti-un-decalogo-per-gestire-le-ricette-di-fentanyl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 14:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[fentanyl farmacie italia ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le istruzioni cui dovranno attenersi i farmacisti spaziano dall’ispezione fisica del documento all’analisi comportamentale del paziente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/04/ai-farmacisti-un-decalogo-per-gestire-le-ricette-di-fentanyl/">ai farmacisti un decalogo per gestire le ricette di fentanyl</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ai <strong>farmacisti italiani</strong> è stato fornito, dal Ministero della Salute, un <strong>decalogo per gestire le ricette di fentanyl.</strong> L&#8217;<strong>obiettivo</strong>, come spiega un articolo pubblicato su Quotidiano della Sanità, è <strong>impedire che possano verificarsi abusi e prescrizioni anomale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Ministero della Salute ha ufficialmente attivato le farmacie italiane come baluardo nella lotta alla potenziale diffusione illecita del <strong>Fentanyl</strong>, il potentissimo oppioide sintetico che ha causato migliaia di morti per overdose negli Stati Uniti. <strong>In una circolare inviata alla Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi), il Dicastero fornisce un</strong> <strong>decalogo operativo stringente</strong> a cui le farmacie devono attenersi quando gestiscono prescrizioni di questa e altre sostanze ad alto rischio, come le benzodiazepine.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allarme parte dal <strong>“Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”</strong>, presentato lo scorso marzo dal Dipartimento per le Politiche Antidroga. Il piano evidenziava la necessità di <strong>rafforzare i controlli sulle prescrizioni anomale</strong> e di <strong>impedire la “diversione”</strong> di queste sostanze dal circuito terapeutico a quello illecito.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta strutturale a lungo termine, come comunicato dal Ministero, è la <strong>completa dematerializzazione della ricetta</strong> per i medicinali contenenti stupefacenti. L’Ufficio Centrale Stupefacenti sta lavorando a un sistema che, eliminando il supporto cartaceo, mira a contrastare contraffazioni, inappropriatezze prescrittive e il dirottamento dei farmaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, in attesa che questo sistema sia pienamente operativo, la <strong>ricetta cartacea (la cosiddetta “bianca”) rimane l’anello debole</strong> considerato “particolarmente esposto a rischi”. Per questo, il Ministero ha sentito l’urgenza di dettare linee guida nazionali uniformi per le farmacie, trasformandole in veri e propri presidi di controllo sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il decalogo per il farmacista: controlli a tutto campo</strong><br />
<strong>Il vademecum inviato alle farmacie è una lista di dieci azioni di verifica stringenti e sospensive</strong>. Non si tratta di mere raccomandazioni, ma di una procedura operativa che i farmacisti sono “invitati ad attenersi” scrupolosamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le istruzioni spaziano dall’ispezione fisica del documento all’analisi comportamentale del paziente:</p>
<ol class="wp-block-list" style="text-align: justify;">
<li><strong>Ispezione della ricetta</strong>: Controllo minuzioso di qualità di stampa, firma, timbro medico e assenza di correzioni sospette.</li>
</ol>
<ol class="wp-block-list" style="text-align: justify;" start="2">
<li><strong>Identificazione del paziente</strong>: Accertamento formale dell’identità dell’assistito, come previsto dalla normativa sugli stupefacenti.</li>
<li><strong>Controllo della storia</strong>: Verifica, ove possibile, della coerenza con precedenti prescrizioni dello stesso medico per lo stesso paziente.</li>
<li><strong>Chiamata al medico</strong>: Contatto diretto con il medico prescrittore in caso di qualsiasi dubbio. Il Ministero fornisce anche il <a href="https://portale.fnomceo.it/cerca-prof/index.php">link </a>al portale della FNOMCeO per verificare l’esistenza e l’abilitazione del professionista.</li>
<li><strong>Congruità della dose</strong>: Valutazione della coerenza tra il quantitativo prescritto e la posologia terapeutica standard.</li>
<li><strong>Monitoraggio del paziente</strong>: Attenzione a richieste ripetute e ingiustificate da parte dello stesso assistito.</li>
<li><strong>Registrazione puntuale</strong>: Inserimento accurato della dispensazione in tutti i sistemi informativi disponibili, per garantire la tracciabilità.</li>
<li><strong>Segnalazione immediata</strong>: Obbligo di riferire senza ritardo alle autorità qualsiasi sospetto di falsificazione, furto o altro illecito.</li>
<li><strong>Potere di fermo</strong>: Valutazione della possibilità di <strong>non procedere alla dispensazione</strong> in caso di dubbi persistenti sull’autenticità o appropriatezza.</li>
<li><strong>Archiviazione sicura</strong>: Conservazione ordinata della documentazione per garantire piena tracciabilità in caso di controlli successivi.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio è chiaro: in questa fase di transizione verso la ricetta digitale, il <strong>farmacista diventa una “sentinella” con responsabilità di pubblica sicurezza</strong>. Il suo ruolo non si limita più alla corretta dispensazione, ma include un attivo scrutinio finalizzato a intercettare tentativi di sviamento di sostanze potenzialmente letali. Un compito delicato che bilancia il diritto alla cura dei pazienti con la necessità urgente di prevenire che l’emergenza Fentanyl, ancora largamente confinata oltreoceano, trovi spazio anche in Italia.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/04/ai-farmacisti-un-decalogo-per-gestire-le-ricette-di-fentanyl/">ai farmacisti un decalogo per gestire le ricette di fentanyl</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>i rischi legati alla diffusione crescente di catinoni sintetici</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/31/i-rischi-legati-alla-diffusione-crescente-di-catinoni-sintetici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 13:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[rischi diffusione catinoni sintetici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2023, 53 siti di produzione di catinoni sintetici, alcuni dei quali erano su larga scala, sono stati smantellati nell'UE (29 nel 2022), principalmente in Polonia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/31/i-rischi-legati-alla-diffusione-crescente-di-catinoni-sintetici/">i rischi legati alla diffusione crescente di catinoni sintetici</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una due giorni, con esperti da tredici Paesi dell&#8217;Ue, per discutere di come affrontare i rischi legati alla diffusione crescente di catinoni sintetici. <strong>L&#8217;iniziativa</strong>, co-organizzata da <strong>EUDA</strong> <span dir="auto">(Agenzia Europea delle Droghe)<strong> intende promuovere la cooperazione strategica fra forze di polizia ed esperti.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>EUDA e il Bureau of Investigation centrale della polizia polacca</strong> stanno co-ospitando un <strong>workshop di esperti</strong> questa settimana a Varsavia per affrontare le <strong>sfide emergenti legate ai <a href="https://www.euda.europa.eu/topics/synthetic-cathinones_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="6afbffff-85e0-46c7-94c9-3a246344ed93">catinoni sintetici</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo evento di due giorni riunisce le forze dell&#8217;ordine e gli esperti forensi di 10 Stati membri dell&#8217;UE</strong> e tre paesi partner della politica europea di vicinato (PEV)-zona orientale: Armenia, Moldavia e Ucraina. <strong>I partecipanti condivideranno informazioni sui mercati della droga relative alla distribuzione e alla fornitura di catinoni sintetici e identificheranno le aree per la collaborazione futura.</strong> Sono all&#8217;ordine del giorno anche le visite al Laboratorio Forense Centrale della Polizia Polacca e a un Centro di addestramento a Legionowo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il workshop mira a migliorare l&#8217;applicazione della legge e la cooperazione forense tra l&#8217;UE e i paesi della PEV-Est nell&#8217;affrontare la <strong>questione emergente della produzione e del traffico di catinoni sintetici</strong>. È organizzato nell&#8217;ambito di <a href="https://www.euda.europa.eu/activities/empact-keeping-eu-safe_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="0b794afd-8f7c-4adb-b53f-702f4c10059d">EMPACT</a> <sup>1</sup>(1) ed è sostenuto dal progetto EU4Monitoring Drugs II (<a href="https://www.euda.europa.eu/activities/eu4md-ii" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="26d0352d-8505-45ff-87e9-0b9227e74e38">EU4MD II</a>), finanziato dall&#8217;Unione europea <sup>2</sup>(2).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli ultimi anni, l&#8217;UE ha visto la rapida diffusione di <a href="https://www.euda.europa.eu/topics/synthetic-cathinones_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="6afbffff-85e0-46c7-94c9-3a246344ed93">catinoni sintetici</a>, che rappresentano un serio rischio per la salute e la sicurezza pubblica</strong>. Le prove suggeriscono che la produzione su larga scala di queste sostanze è sempre più in atto all&#8217;interno dell&#8217;UE. <strong>Nel 2023, 53 siti di produzione di catinoni sintetici, alcuni dei quali erano su larga scala, sono stati smantellati nell&#8217;UE (29 nel 2022), principalmente in Polonia</strong> (<a href="https://www.euda.europa.eu/news/2025/rapid-drug-market-shifts-create-new-risks-and-challenge-europe-preparedness_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="6bf09868-9e8f-4cf3-9593-5003d13aa3c4">vedi comunicato</a> stampa<a href="https://www.euda.europa.eu/news/2025/rapid-drug-market-shifts-create-new-risks-and-challenge-europe-preparedness_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="6bf09868-9e8f-4cf3-9593-5003d13aa3c4">).</a> Le sostanze continuano anche a entrare nell&#8217;UE da fonti esterne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I gruppi criminali esplorano costantemente nuove regioni come hub di transito e produzione, in particolare nei paesi del <a href="https://www.euda.europa.eu/eeas/eastern-partnership_en#106754">partenariato orientale</a>.</strong> La cooperazione internazionale rafforzata è quindi fondamentale per prevenire un&#8217;ulteriore escalation della criminalità connessa a queste sostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa riunione, che riunisce esperti dell&#8217;UE e della PEV, sottolinea l&#8217;impegno dell&#8217;AUDE a rafforzare la preparazione per le minacce alla sicurezza legate alla droga nell&#8217;UE e nei suoi vicini e sostiene l&#8217;attuazione del <a href="https://www.euda.europa.eu/publications/work-programmes-and-strategies/euda-international-cooperation-framework_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="e3303876-1fd6-4536-ac92-8fd33b0d5579">quadro</a> di <a href="https://www.euda.europa.eu/publications/work-programmes-and-strategies/euda-international-cooperation-framework_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="e3303876-1fd6-4536-ac92-8fd33b0d5579">cooperazione internazionale</a> dell&#8217;AUDE. Il quadro, adottato nel giugno di quest’anno, fornisce la struttura globale per l’impegno dell’AUD con i partner globali e regionali, promuovendo lo scambio di conoscenze, l’apprendimento reciproco e lo sviluppo delle capacità oltre l’UE.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/31/i-rischi-legati-alla-diffusione-crescente-di-catinoni-sintetici/">i rischi legati alla diffusione crescente di catinoni sintetici</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>i sequestri di cannabis light al giudizio della Corte Costituzionale</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/30/i-sequestri-di-cannabis-light-al-giudizio-della-corte-costituzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 13:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light consulta giudizio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30470</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla decisione della Corte Costituzionale dipenderà il futuro delle infiorescenze, dei cannabis shop, di produttori e lavoratori</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/30/i-sequestri-di-cannabis-light-al-giudizio-della-corte-costituzionale/">i sequestri di cannabis light al giudizio della Corte Costituzionale</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si apre la strada al <strong>giudizio della Corte Costituzionale</strong>, per decidere se <strong>l’articolo 18 del decreto-legge 48/2025, su cui si fondano i sequestri di cannabis light, sia o meno costituzionale. </strong>Un editoriale di Fuoriluogo ricostruisce la<strong> vicenda giudiziaria da cui è nato il ricorso alla Consulta.</strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;">&#8220;La storia che arriva da Brindisi assomiglia a molte altre viste negli ultimi mesi nelle città italiane: scatoloni pieni di canapa industriale, documentazione di provenienza a corredo, perizie chimiche che attestano livelli di THC bassi e una forte presenza di CBD, operatori economici che lavorano dentro la cornice della legge 242/2016.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>(&#8230;) Il procedimento nasce da un sequestro a Costa Morena Ovest, nel porto di Brindisi</strong>, su due autoarticolati provenienti dalla Grecia, carichi di rami, foglie e infiorescenze di canapa industriale destinati alla MaryLab, società agricola italiana. <strong>L’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza ricostruiscono la filiera, rilevano criticità nella tracciabilità delle sementi e, soprattutto, valori di THC leggermente superiori allo 0,3%, ma con un rapporto THC/CBD tale da collocare il prodotto nel campo della cannabis sativa a effetto non drogante,</strong> come conferma una perizia tossicologica svolta nel contraddittorio delle parti.<span class="Apple-converted-space">  </span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>Il Pubblico ministero, forte della stretta introdotta dall’articolo 18 del decreto-legge 48/2025, convertito nella legge 80/2025, revoca il sequestro probatorio solo per ordinare contestualmente la distruzione della sostanza ai sensi dell’articolo 87 del Testo unico stupefacenti</strong>. Nella sua lettura, infatti, le nuove norme hanno trasformato le infiorescenze di canapa e i prodotti che le contengono in “cose intrinsecamente illecite”, sempre confiscabili, comunque non commerciabili, a prescindere dalla concreta pericolosità della sostanza e dalla condotta degli operatori.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>La giudice per le indagini preliminari sceglie una strada opposta</strong>. Di fronte all’opposizione della difesa contro l’ordine di distruzione, <strong>ritiene che l’esito del giudizio dipenda dalla tenuta costituzionale del nuovo articolo 18 e decide di sospendere il procedimento, rimettendo la questione alla Consulta</strong>. Il bersaglio è preciso: il divieto generalizzato, esteso a importazione, lavorazione, trasporto, commercio e vendita al pubblico delle infiorescenze di canapa coltivata nel quadro della legge 242/2016, salvo la sola eccezione della produzione di seme.<span class="Apple-converted-space">  </span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;">L’ordinanza attacca il decreto sicurezza su più fronti. Sul piano formale, contesta che vi fossero “casi straordinari di necessità e urgenza” tali da giustificare la decretazione d’urgenza: il testo sul quale è stato modellato il decreto era già un disegno di legge in avanzata discussione parlamentare, e il maxi contenitore del “pacchetto sicurezza” appare eterogeneo al punto da diventare un sintomo dell’abuso dello strumento eccezionale previsto dall’articolo 77 della Costituzione.<span class="Apple-converted-space">  </span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>Ma è sul terreno sostanziale che l’ordinanza di Brindisi parla direttamente al dibattito sulla cannabis light</strong>. Richiamando la giurisprudenza costituzionale sul principio di offensività, la giudice ricorda che il legislatore può punire solo condotte che esprimano un contenuto di offesa, anche solo potenziale, a beni giuridici meritevoli di tutela, e che non esiste “reato senza lesione o pericolo”. <strong>Applicato alla canapa industriale, questo significa una cosa semplice: non si può trasformare in reato, in blocco, l’intera filiera delle infiorescenze senza dimostrare che quei prodotti provocano effetti psicotropi o danni alla salute sulla base di dati scientifici condivisi.</strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>Nell’ordinanza si sottolinea come</strong>, nel settore della canapa agroindustriale sviluppatosi dopo la legge 242/2016, proprio le infiorescenze rappresentino la parte principale del mercato e siano, nella prassi, prodotte e commercializzate con tenori di THC bassi e rapporti THC/CBD tali da non determinare un effetto drogante. <strong>Vietarne a prescindere la circolazione,</strong> sotto la spada di damocle penale, <strong>non appare allora una misura di tutela, ma una criminalizzazione simbolica che sacrifica lavoro, investimenti, reddito agricolo, senza un corrispettivo guadagno per la salute pubblica.</strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong>C’è poi il profilo europeo</strong>. L’ordinanza richiama la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla libera circolazione dei prodotti derivati dalla canapa industriale, in particolare le sentenze che hanno affermato la legittimità del commercio di estratti di CBD ottenuti dall’intera pianta, a condizione che non abbiano effetti stupefacenti. <strong>A fronte di un diritto dell’Unione che consente la circolazione della canapa in tutta la sua interezza, un divieto penale nazionale così ampio appare difficilmente compatibile con gli articoli 34 e 36 del TFUE e quindi con l’articolo 117 della Costituzione, che vincola il legislatore al rispetto degli obblighi europei.</strong><span class="Apple-converted-space"><strong> </strong> </span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;">(&#8230;) <strong>Ora la parola passa alla Corte costituzionale. Dal suo verdetto dipenderà non solo la sorte di quei 3.400 chili di canapa “criminalizzati”, ma il futuro stesso della filiera delle infiorescenze, dei cannabis shop, dei piccoli produttori e di migliaia di lavoratrici e lavoratori</strong>. In gioco non c’è solo la coerenza del sistema penale, ma l’idea se la politica sulle droghe debba continuare a ignorare la scienza e il diritto europeo, o se sia arrivato il momento di riconoscere che, almeno sulla cannabis light, è la legge a essere “fuori linea” con lo Stato di Diritto, non chi coltiva e lavora canapa nel rispetto delle regole.&#8221;</p>
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		<title>cannabis light fra allerte e polemiche</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/29/cannabis-light-fra-allerte-e-polemiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 12:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light firenze canapa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>secondo Fiorentini, il caso di cronaca ripropone all'attenzione la necessità di regolazione del settore della cannabis light </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In seguito al suicidio di un giovane provocato, a quanto pare, da <strong>cannabis light adulterata</strong>, infuriano allerte e polemiche. Si propone sulla vicenda un commento di <strong>Leonardo Fiorentini</strong> <a href="https://www.unita.it/author/leonardofiorentini/">pubblicato</a> su l’Unità del 16 dicembre 2025 e riproposto su Fuoriluogo, che esprime una serie di paradossi e criticità irrisolte.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Dopo la morte a Milano di Erhan</strong>, il ragazzo ventitreenne gettatosi dal balcone a seguito dell’assunzione di cannabis adulterata con quello che in un primo tempo è stato individuato come un catinone sintetico, <strong>sono partiti in tutta Italia controlli ai cannabis shop, con sequestri e denunce da parte delle forze dell’ordine</strong>. A queste retate in piena regola ha poi fatto seguito domenica scorsa la <strong>pubblicazione dell’allerta sui prodotti venduti come cannabis light e contenenti MDMB-PINACA, con un velato riferimento al caso milanese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa della conclusione dell’inchiesta, <strong>sembra però chiaro che la cannabis in quanto tale non c’entri molto. Siamo invece sul piano della sofisticazione e della responsabilità individuale di chi avrebbe messo sul mercato una infiorescenza additivata con sostanze pericolose</strong>. <strong>Il negoziante,</strong> che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’adulterazione del lotto acquistato ad una fiera a Praga, <strong>è ora sotto indagine a Firenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I cannabinoidi sintetici sono molecole che riproducono gli effetti della cannabis,</strong> così come i catinoni lo sono di sostanze stimolanti come khat (da cui prendono il nome) e cocaina. <strong>Sono le famose NPS, le Nuove Sostanze Psicoattive. Esistono solo perché quelle derivate da piante sono vietate</strong>, e sono sempre più pericolose perché ogni volta che ne viene individuata e tabellata una, un chimico in qualche laboratorio clandestino ne inventa un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A differenza di quelle naturali, delle quali si conoscono bene effetti e controindicazioni, hanno conseguenze imprevedibili proprio per la loro struttura chimica sempre nuova e diversa</strong>, costruita a tavolino per sfuggire alle tabelle. Queste vengono testate direttamente sul mercato, mettendo a rischio la salute dei consumatori. <strong>Ne vengono individuati a decine ogni anno, sono centinaia quelle inseriti nelle tabelle delle sostanze vietate</strong>. È uno dei paradossi del proibizionismo capace di produrre più danni alla salute di quelli che vorrebbe evitare. Come un cane che si morde la coda, è esso stesso responsabile della propria inefficacia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si legge in un’allerta di oltre 5 mesi fa pubblicata da Neutravel, il benemerito servizio di <em>drug checking</em> piemontese, MDMB-PINACA è un cannabinoide sintetico a base di indazolo</strong>. È piuttosto diffuso, <strong>il secondo per sequestri in Europa</strong>. <strong>Gli effetti e i rischi però</strong>, proprio per la particolare formulazione chimica no<strong>n sono in alcun modo paragonabili a quelli della cannabis. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possono essere fino a 100 volte più potenti, sono più lunghi e rendono quindi il dosaggio più complesso</strong>. Nel suo post instagram Neutravel spiegava che provoca fra le altre cose “allucinazioni associate ad euforia”. <strong>Al suo uso sono associati anche i rischi di elevata tossicità, problemi respiratori, ipertensione, convulsioni, disturbi renali cardiaci e gastrointestinali. Fino alla possibilità di “slatentizzare psicosi in soggetti già predisposti”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È significativo che sul sito del Dipartimento Antidroga si riesca trovare un solo altro allarme del Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP). Quello, di aprile 2024, riferito ad un campione di eroina tagliata con <em>fentanyl</em>. Due soli comunicati, a fronte di 427 segnalazioni nel 2024 e altre centinaia quest’anno, che noi non conosciamo nel dettaglio perché vige un contro-intuitivo vincolo di non diffusione. Resi pubblici forse solo perché utili agli interessi del governo: costruire ieri l’allarme <em>fentanyl</em> e giustificare oggi la repressione della cannabis light.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da mesi i tribunali di tutta Italia ordinano la restituzione di infiorescenze sequestrate, rilevando l’assenza di effetto drogante e la piena legalità delle aziende colpite</strong>. Il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di verificare se le norme italiane non violino il diritto europeo sulla libera circolazione delle merci e sulla canapa a basso THC. <strong>Fino all’ordinanza del gip di Brindisi, che ha sospeso un procedimento su un carico di canapa industriale rimettendo alla Corte costituzionale l’articolo 18 del decreto Sicurezza: è davvero conforme alla Costituzione e alle norme sovranazionali un divieto totale del fiore, “a prescindere dall’effetto drogante”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Evidente il tentativo del Governo di strumentalizzare, anche in ottica giurisdizionale, la tragica vicenda di Erhan. È invece solo un caso che sia morto proprio il giorno dopo il balletto sull’emendamento Gelmetti alla finanziaria, quello che per qualche ora aveva riaperto alla vendita della cannabis light fino allo 0,5% di THC, con una maxi–tassa del 40%. Una replica dell’emendamento di un paio d’anni fa, allora addirittura proposto dallo stesso Governo con l’obbiettivo di riservare il settore ai tabaccai.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta evidente che avrebbe ri-legalizzato ciò che il decreto Sicurezza voleva mettere al bando, FdI ha annunciato il ritiro del testo. La motivazione? Quasi un insulto all’intelligenza: l’obiettivo non era “una volontà occulta di legalizzazione”, ma tassare per soffocare il mercato. È la fotografia di una destra prigioniera della propria propaganda, stretta fra i tribunali che smontano da mesi il decreto Sicurezza sulla canapa e il timore che la Corte costituzionale ne certifichi l’irragionevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">È difficile non intravedere dietro questa retromarcia la lunga mano del sottosegretario Alfredo Mantovano, reduce dalla sua autoreferenziale conferenza sulle droghe. Proprio il plenipotenziario di Meloni, a luglio scorso, spiegava che nessuno ce l’ha con la filiera della canapa, ma con la cannabis cosiddetta light sì: perché è comunque cannabis, con effetto drogante e dipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il risultato è paradossale: mentre gli operatori del settore e i giudici italiani chiedono razionalità, proporzionalità e rispetto dell’evidenza scientifica, il governo preferisce restare intrappolato nella retorica del panico morale</strong>. Magari usando l’allarme legato a tragedie come quella di Milano, oppure asserendo, come ha fatto Mantovano quest’estate, che nei negozi si vende cannabis all’1,5% di THC, o che la media di principio attivo nei sequestri è al 29%. Eppure nei cannabis shop non si vende canapa sopra lo 0,5%, e la media dei sequestri riportata dalla relazione firmata dallo stesso Mantovano è al 14%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il fiore di canapa a basso contenuto di THC non è la porta d’ingresso all’inferno, ma un mercato che può e deve essere regolato, proprio per evitare casi come quello di Ehran</strong>. Le iperboli e gli allarmi strumentali, come la giravolta sull’emendamento, mostrano solo che la destra conosce benissimo la realtà, ma è schiava dalle proprie stesse mistificazioni.&#8221;</p>
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		<title>negata la revisione della classificazione internazionale della foglia di coca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/27/negata-la-revisione-della-classificazione-internazionale-della-foglia-di-coca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 08:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[coca cocaina revisione oms]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>nella decisione del comitato di esperti di OMS, un peso determinante è attribuito alla convertibilità della foglia in coca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/27/negata-la-revisione-della-classificazione-internazionale-della-foglia-di-coca/">negata la revisione della classificazione internazionale della foglia di coca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un editoriale di Fuoriluogo commenta la <strong>negata revisione della classificazione internazionale della foglia di coca da parte del comitato di esperti dell&#8217;OMS</strong>. Avanzata da Bolivia e Colombia, la proposta è stata bocciata dagli esperti di OMS con la<strong> motivazione che l’estrazione della cocaina dalla foglia è tecnicamente semplice, con rese elevate e alta redditività economica</strong>. Tale decisione sembra precludere a una possibile rimozione della foglia di coca dalla tabella I della Convenzione Unica del 1961 sugli stupefacenti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>La foglia di coca resta dov’è: nella Tabella I della Convenzione Unica del 1961 sugli stupefacenti, insieme alle sostanze ritenute “di rischio particolarmente grave” per la salute pubblica, con scarso o nullo valore medico.</strong> Con il parere espresso alla 48ª riunione (20–22 ottobre 2025), <strong>il Comitato di esperti dell’OMS sulle droghe di abuso (ECDD) ha chiuso il processo di revisione della classificazione internazionale della coca, respingendo nei fatti la richiesta di de-schedulazione avanzata dalla Bolivia e dalla Colombia</strong> e sostenuta da organizzazioni indigene e società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">La raccomandazione è chiara, nonostante il rapporto degli esperti dell’OMS renda evidente la non pericolosità della foglie in sè: l’ECDD suggerisce che la foglia di coca sia mantenuta in Schedule I della Convenzione Unica del 1961. <strong>Dietro questa formula apparentemente tecnica si gioca però un passaggio politico pesante, che intreccia la storia coloniale del controllo sulle droghe, i diritti dei popoli indigeni e il fallimento delle politiche di guerra alla coca e alla cocaina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La foglia di coca entra nel sistema dei trattati ONU nel modo più violento possibile: nel 1961 viene inserita in Tabella I, e la Convenzione ordina di far cessare entro 25 anni la pratica tradizionale della masticazione, trattandola come una forma di “tossicodipendenza” da estirpare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella scelta si basava sul famigerato rapporto della Commissione d’inchiesta sulla coca del 1950, oggi ampiamente criticato per i suoi presupposti razzisti e coloniali. I diritti, la cultura e la spiritualità dei popoli andino-amazzonici sono rimasti ai margini.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima “pre-review” dell’OMS nel 1992 conferma la classificazione, motivandola soprattutto con la facilità di estrazione della cocaina dalla foglia: non conta tanto l’uso tradizionale, quanto il fatto che da quella pianta si possa produrre una sostanza già controllata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2023 la Bolivia chiede formalmente al Segretario generale dell’ONU e all’OMS di avviare un riesame critico della foglia di coca</strong>, con l’obiettivo di rivederne la schedatura. La richiesta è accompagnata da un dossier tecnico e da un vasto sostegno politico e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno al processo si mobilitano reti come IDPC, TNI, WOLA, le organizzazioni di produttori e consumatori tradizionali di coca, che vedono nel riesame un’occasione per riconoscere finalmente la foglia come pianta con usi culturali, sociali e potenzialmente terapeutici, distinta dalla cocaina come droga di mercato illecito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima volta dopo decenni, la comunità internazionale sembrava davvero pronta a rimettere in discussione un pilastro del sistema proibizionista. <strong>Il parere del 48° ECDD ha invece richiuso la finestra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto dell’OMS, <a href="https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/la-foglia-e-il-danno-loms-scagiona-la-coca-e-condanna-le-politiche-di-controllo/">di cui avevamo anticipato la bozza qui</a>, ricostruisce chimica, farmacologia, usi tradizionali e moderni, tossicità e potenziali impieghi terapeutici della coca. Molti passaggi sono in netto contrasto con l’immagine demonizzata della pianta. L’analisi degli studi disponibili non evidenzia danni clinicamente significativi per la salute pubblica associati all’uso di foglia di coca; l’uso tradizionale, in particolare nelle forme di masticazione e infusi, appare a rischio limitato, senza casi documentati di overdose fatali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche sul versante della dipendenza e dell’abuso, l’OMS riconosce che la coca non è associata a un rilevante potenziale di dipendenza o abuso negli usi tradizionali documentati</strong>, e che i pattern problematici risultano limitati e spesso difficili da distinguere dal consumo di cocaina. Allo stesso tempo, viene riconosciuta l’importanza culturale, spirituale e terapeutica della foglia per i popoli indigeni e per altre comunità, così come l’esistenza di eccezioni e regolazioni speciali in diversi ordinamenti nazionali che già oggi tutelano o regolano l’uso tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul fronte medico, infine, l’OMS registra elementi preliminari su possibili proprietà terapeutiche della pianta</strong> – per esempio in relazione al metabolismo, alla fatica, all’adattamento all’altitudine – giudicandoli di grande interesse per futuri sviluppi, una volta accertati efficacia e sicurezza in ambito clinico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In base a queste conclusioni, molti si aspettavano almeno un ridimensionamento del livello di controllo, se non la rimozione dalla Tabella I.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La decisione finale dell’ECDD si appoggia</strong>, portandolo alla sua estrema interpretazione, <strong>su uno dei criteri chiave dei trattati: una sostanza può essere sottoposta a controllo internazionale se è suscettibile di abuso e produce effetti simili ad altre sostanze già in elenco, oppure se è “convertibile” in una sostanza già inserita nelle Tabelle I o II.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per la foglia di coca, il Comitato ribadisce che la coca e la cocaina sono considerate sostanze distinte, ma entrambe già collocate in Schedule I. Ricorda che l’estrazione della cocaina dalla foglia è tecnicamente semplice, con rese elevate e alta redditività economica, e sottolinea come negli ultimi anni si registri un aumento delle coltivazioni di coca e della produzione globale di cocaina, con impatti evidenti sulla salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui la conclusione: <strong>ridurre o eliminare i controlli internazionali sulla foglia di coca potrebbe, secondo l’OMS, comportare un rischio particolarmente serio per la salute pubblica, perché faciliterebbe la produzione di cocaina</strong>. La foglia non viene giudicata per quello che è e per come viene effettivamente utilizzata, ma per quello che può diventare lungo la filiera illegale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risultato: mantenere la coca in Tabella I per il suo ruolo di materia prima della cocaina, nonostante il riconoscimento dei rischi relativamente contenuti dell’uso tradizionale e della centralità culturale della pianta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Letta in controluce, la scelta dell’OMS appare come una difesa dell’architettura proibizionista più che una valutazione neutra di salute pubblica. A differenza di quanto avvenuto per altre piante psicoattive – come khat, kratom, ephedra – che l’OMS ha scelto di non raccomandare per il controllo internazionale, nel caso della coca il criterio della “convertibilità” viene usato in modo rigido, ignorando quasi del tutto il contesto storico e i diritti indigeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paradosso è evidente: da un lato, il Comitato riconosce che l’uso tradizionale della foglia non costituisce un rischio particolarmente grave e che non esistono prove robuste di un alto potenziale di dipendenza; dall’altro, conferma la classificazione più severa possibile, sul piano giuridico equiparandola a sostanze come eroina e fentanyl, in nome della lotta alla cocaina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ancora una volta, la responsabilità per i danni legati alla cocaina viene scaricata sulla pianta e sulle comunità che la coltivano e la usano da secoli, invece che sulle politiche repressive e sul mercato illecito che esse stesse alimentano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fra le voci più critiche c’è quella di Steve Rolles, senior policy analyst di Transform Drug Policy Foundation</strong>, che ha commentato a caldo le conclusioni dell’ECDD. Rolles ricorda innanzitutto che la Tabella I è la categoria più restrittiva del sistema ONU: quella che dovrebbe essere riservata alle sostanze con il più alto rischio in termini di dipendenza e “abuso”, e con uso medico molto limitato. Mantenere la foglia di coca in questa tabella significa continuare a collocarla accanto a cocaina, eroina, fentanyl.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio qui sta, per Rolles, l’elemento più scandaloso: “<em>l’ECDD raccomanda questa collocazione nonostante le proprie stesse conclusioni. Il Comitato </em>– sottolinea – <em>ha stabilito che non ci sono evidenze di danni clinicamente significativi per la salute pubblica legati all’uso di foglia di coca e che la coca non è associata a un significativo potenziale di dipendenza o abuso negli usi tradizionali. Al tempo stesso, ha riconosciuto che le evidenze preliminari sulle potenziali proprietà terapeutiche della pianta sono di grande interesse per futuri sviluppi in medicina</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In altre parole, se si guardasse solo alla foglia e ai suoi usi reali, i criteri della Tabella I non sarebbero affatto soddisfatti. Per Rolles, l’unico argomento rimasto sul tavolo è lo stesso che regge da decenni l’ingiusta schedatura della coca: il fatto che la foglia venga usata per produrre cocaina</strong>. Sì, la foglia contiene meno dell’1% di alcaloide cocaina, e una sua estrazione grezza è tecnicamente relativamente semplice. Ma i rischi del consumo di polvere di cocaina o di crack – prodotti sviluppati e commercializzati storicamente nel Nord globale, che ne è anche il principale mercato – sono di tutt’altra natura rispetto all’uso tradizionale di coca, che si concentra nel Sud globale e nelle comunità indigene che subiscono la repressione e la criminalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Rolles ricorda come le comunità indigene direttamente colpite dall’illecito e dalle politiche di guerra alla coca furono escluse dai processi decisionali degli anni ’50 che portarono alla criminalizzazione della foglia. <strong>Il regime globale di controllo delle droghe è, nelle sue parole, “<em>un prodotto del colonialismo del XX secolo che continua a sopravvivere grazie al neo-colonialismo del XXI. Il riesame era stato richiesto da Bolivia e Colombia, ma è stato tradito a Ginevra</em>“.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo definisce l’esito del riesame “<em>un giorno buio per chi cerca un sistema di controllo delle droghe più giusto e pragmatico</em>“. Ci si sarebbe potuti aspettare decisioni di questo tipo da organi politici intrappolati nella retorica della “war on drugs”; ma il fatto che anche uno spazio presentato come più scientifico e indipendente, come il Comitato dell’OMS, si allinei a questa logica, per Rolles spezza l’illusione che dentro l’ONU possano esistere contropoteri tecnici realmente autonomi. È, nelle sue parole, <em>“una decisione vergognosa, che rappresenta un tradimento crudele dei diritti indigeni, della salute pubblica, della giustizia ambientale, degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dello stesso mandato delle Nazioni Unite”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Formalmente, il parere dell’OMS è consultivo: spetterà alla Commissione ONU sugli stupefacenti (CND) pronunciarsi sulle raccomandazioni e decidere se modificare o no la schedatura della coca</strong>. Storicamente, però, gli Stati tendono a seguire le indicazioni dell’OMS quando si tratta di sostanze con rilevanza medica o sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il parziale ripensamento su cannabis nel 2020, quando la CND ha accolto solo una parte delle raccomandazioni dell’OMS, molti speravano che il caso coca potesse aprire un varco per una riforma più profonda del sistema. Il parere del 48° ECDD rende questa prospettiva molto più difficile, ma non chiude il dibattito. La documentazione prodotta nel processo di revisione – compresi i rapporti dell’OMS e i contributi della società civile – offre oggi una base scientifica e politica più solida per contestare la schedatura della foglia.</p>
<p style="text-align: justify;">I governi che sostengono la de-schedulazione possono usare queste evidenze per chiedere una revisione del criterio di “convertibilità” e una maggiore coerenza con i precedenti su altre piante; le organizzazioni indigene possono rivendicare con ancora più forza che la proibizione della foglia è incompatibile con i diritti riconosciuti dall’ONU ai popoli nativi, a partire dalla Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del riesame OMS sulla foglia di coca non è solo un capitolo tecnico nelle carte delle Nazioni Unite. È la fotografia di un conflitto aperto fra due visioni: da un lato, un sistema di controllo internazionale che continua a leggere la coca quasi esclusivamente come materia prima della cocaina; dall’altro, milioni di persone per cui quella foglia è alimentazione, medicina popolare, identità, spiritualità, lavoro e reddito.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/27/negata-la-revisione-della-classificazione-internazionale-della-foglia-di-coca/">negata la revisione della classificazione internazionale della foglia di coca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>prevista introduzione, nella Legge di Bilancio, di un nuovo gioco d&#8217;azzardo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/23/prevista-introduzione-nella-legge-di-bilancio-di-un-nuovo-gioco-dazzardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 17:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[azzardo offerta gioco italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30461</guid>

					<description><![CDATA[<p>secondo Avviso Pubblico, è del tutto inopportuno aumentare l'offerta di gioco d'azzardo, il cui volume di raccolta nel 2024 è stato pari alla cifra record di 157 mld di euro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/23/prevista-introduzione-nella-legge-di-bilancio-di-un-nuovo-gioco-dazzardo/">prevista introduzione, nella Legge di Bilancio, di un nuovo gioco d&#8217;azzardo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>Avviso Pubblic</strong>o, che raggruppa regioni ed Enti locali contro mafie e corruzione, è grave l<strong>a prevista introduzione, nella Legge di Bilancio, di un nuovo gioco d&#8217;azzardo</strong>. Il nuovo gioco, che andrebbe a finanziare il CONI, rischia di ampliare un&#8217;offerta di gioco d&#8217;azzardo già considerevole.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Come accade ormai ininterrottamente da oltre 30 anni, quando c’è bisogno di drenare nuove risorse, lo Stato si rivolge all’azzardo. Aumentando l’offerta a disposizione dei giocatori.</p>
<p style="text-align: justify;">È notizia di ieri che <a href="https://www.senato.it/printable/route/sen_showdoc.show_doc_controller_structure?leg=19&amp;tipodoc=SommComm&amp;id=1486808&amp;idoggetto=0&amp;part=doc_dc-allegato_a&amp;printable_format=print&amp;legislature=19" data-cmp-ab="2">nelle riformulazioni della Legge di Bilancio 2026</a>, giunte in Commissione Bilancio al Senato, <strong>è prevista l’introduzione di un nuovo “gioco numerico a totalizzatore nazionale” denominato <em>Win For Italia Team</em></strong>.  <strong>La quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinato al “finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano”</strong>, in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è da “scommettere” che, <strong>una volta terminate le Olimpiadi, questo gioco sarà in qualche modo reso strutturale nella già sterminata offerta d’azzardo a disposizione dei cittadini/consumatori.</strong> È già accaduto nel 2009 con il decreto Abruzzo che aprì le porte alle VideoLottery per finanziare la ricostruzione dell’Aquila e dei paesi devastati dal terremoto del 6 aprile. O nel 2024, quando venne introdotta la quarta estrazione settimanale del Lotto per sostenere la ricostruzione della Romagna investita da una pesante alluvione. <strong>Tutte offerte d’azzardo – teoricamente temporanee e con uno scopo benefico – rese definitive una volta passata l’emergenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta il “paravento” utilizzato per giustificare l’ennesimo aumento di una già spropositata offerta di gioco d’azzardo non è di natura sociale e solidale, ma sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’operazione che tenta di ammantare l’azzardo dei colori dello sport e dei grandi eventi, piegandone il significato a fini puramente economici. <strong>Riteniamo invece che il gioco d’azzardo non abbia nulla da spartire con i valori olimpici e sportivi di riferimento</strong>: il fair play, la lealtà, la solidarietà, la pace, l’uguaglianza. Valori che promuovono benessere, inclusione e responsabilità collettiva, e che risultano incompatibili con un’attività che produce dipendenza, fragilità sociali e gravi ricadute sulle persone e sulle comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la legge di Bilancio è terreno per colpi di mano sul settore azzardo. <a href="https://www.mettiamociingioco.org/azzardo-la-legge-di-bilancio-non-difende-ne-la-salute-dei-cittadini-ne-gli-interessi-dello-stato-campagna-mettiamoci-in-gioco-e-consulta-nazionale-antiusura-mettono-in-guardia-politica-e-opinione-pu/" data-cmp-ab="2"><strong>Lo scorso anno</strong></a> la manovra venne utilizzata per cancellare l’Osservatorio sul gioco d’azzardo istituito presso il Ministero della Salute, nonché per eliminare il fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, inglobato (con meno risorse) in un generico fondo per le dipendenze patologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">E <strong>ancora una volta si legifera sull’azzardo in provvedimenti dell’ultimo minuto, sottoposti a voto di fiducia del Parlamento</strong>. Dimenticando che, in assenza – ancora oggi – di una legge quadro, si tratta di una materia costituzionalmente sensibile, che meriterebbe tutt’altro genere di approccio. <strong>La raccolta di gioco d’azzardo è ormai fuori controllo e la cifra record di 157 miliardi di euro di giocate registrata nel 2024, sarà presto superata dai dati del 2025.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il governo da oltre due anni non trova il tempo per emanare il decreto legislativo di riordino del gioco d’azzardo su rete fisica, ma nel frattempo – oltre ad aumentare l’offerta – <a href="https://www.mettiamociingioco.org/riforma-del-settore-azzardo-fisico-160-miliardi-di-buone-ragioni-per-ripensarci-la-campagna-mettiamoci-in-gioco-chiede-di-modificare-il-testo-del-decreto-legislativo-per-tutelare-l/" data-cmp-ab="2"><strong>smantella ogni argine</strong></a> e <a href="https://www.mettiamociingioco.org/basta-spot-per-lazzardo-camuffati-da-campagne-informative-la-campagna-mettiamoci-in-gioco-denuncia-la-strumentalita-dei-prodotti-video-recentemente-diffusi-da-alcuni-concessionari-dell/" data-cmp-ab="2"><strong>strumento di contrasto</strong></a> al dilagare della dipendenza.&#8221;</p>
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		<title>patologie legate al gioco d&#8217;azzardo e aumento di offerta di gioco online</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/22/patologie-legate-al-gioco-dazzardo-e-aumento-di-offerta-di-gioco-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 09:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[gioco azzardo online gaming]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30441</guid>

					<description><![CDATA[<p>i dati USA mostrano un aumento della partecipazione al gioco e delle richieste di aiuto, soprattutto nelle giurisdizioni che consentono le scommesse online</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le <strong>patologie legate al gioco d&#8217;azzardo si stanno diffondendo</strong>, anche in conseguenza dell&#8217;<strong>aumento di offerta di gioco online</strong>. Anche la <strong>prevalenza di gioco degli adolescenti è in aumento</strong>, con l&#8217;Italia che registra la maggiore prevalenza fra i giovani europei.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La possibilità di poter giocare <strong>on line</strong> <strong>è</strong> notoriamente <strong>molto diffusa</strong> ed ha complicato e facilitato ulteriormente il quadro.<br />
Il <strong>gioco d’azzardo on line</strong> (assieme al gaming o disturbo da gioco su Internet, all’uso problematico della pornografia o anche all’uso in generale di smartphone o dei social media) <strong>è una di quelle</strong> <strong>attività che possono divenire realisticamente causa di dipendenza patologica</strong> e suscitare quindi notevole preoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto attiene l’Europa e i giovani tra <u>i 15 e i 16 anni</u>, i risultati sono riassunti in una recentissima pubblicazione prodotta dall’<strong>ESPAD (The European School Survey Project on Alcohol and Others Drug</strong>); l’indagine ha interessato 113.882 studenti di età compresa tra 15 e 16 anni in 37 paesi europei nel 2024.<strong><br />
</strong><u>In linea generale</u> e in sintesi, u<strong>na media del 23 % degli studenti ESPAD riferisce di aver giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi di persona oppure online.</strong><br />
<strong><br />
L’Italia </strong><u><strong>registra la più alta prevalenza di gioco d’azzardo tra gli studenti (45 %)</strong>,</u> seguita da Islanda (41 %) e Grecia (36 %), mentre la prevalenza più bassa si osserva in Georgia (9,5 %).<br />
I ragazzi riferiscono in particolare di giocare d’azzardo più delle ragazze, sia in media (29 % a fronte del 16 %) sia nella maggior parte dei paesi ESPAD.<br />
<strong>Circa due studenti ESPAD su tre (65 %) che hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno lo hanno fatto su piattaforme online</strong>, esclusivamente o in combinazione con il gioco in luoghi fisici.</p>
<p style="text-align: justify;">Se pure tale forma di gioco tra gli adolescenti europei si attesta su valori stabili, da quando ESPAD ha iniziato ad analizzare il fenomeno nel 2015, tuttavia, nel corso del tempo sono emersi cambiamenti significativi quale il fatto che il gioco d’azzardo <strong>tra i ragazzi è leggermente diminuito</strong> (dal 32 % nel 2015 al 30 % nel 2024), <strong>mentre è aumentato leggermente tra le ragazze</strong> (dal 14 % al 16 % nello stesso periodo).</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto adesso le osservazioni sull’argomento di <strong>Dr. Nora Volkow ( direttrice del NIDA- National Institute on Drug Abuse )</strong> che ha pubblicato un editoriale pochi giorni fa e pur descrivendo la situazione <strong>negli USA</strong> offre una visione generale ed attuale di questa dipendenza.</p>
<div id="part2" class="textActive">
<p style="text-align: justify;"><strong>Il gioco d’azzardo online è cresciuto rapidamente, sostenuto dalla sua ampia legalizzazione e dalle tecnologie mobili</strong> <strong>che permettono puntate immediate</strong> in molti stati americani.<br />
<strong>I primi dat</strong>i provenienti da linee telefoniche e indagini di prevalenza<strong> mostrano un aumento della partecipazione al gioco e delle richieste di aiuto, soprattutto nelle giurisdizioni che consentono le scommesse online</strong>. Questa tendenza crea sfide e opportunità per i sistemi sanitari, che devono rispondere con strategie tempestive di prevenzione e trattamento supportate da evidenze emergenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il disturbo da gioco d’azzardo è classificato come dipendenza comportamentale nel DSM-5</strong> ed è incluso tra i comportamenti di dipendenza nell’ICD-11<u>. Il disturbo condivide proprietà cliniche e neurobiologiche con i disturbi da uso di sostanze,</u> tra cui la disfunzione delle vie dopaminergiche meso-cortico-limbiche, l’alterata elaborazione della ricompensa e il controllo cognitivo compromesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I principali fattori di rischio</strong> includono: –<strong> essere uomini, – giovani, – single o sposati da poco, – vivere soli – avere un basso livello di istruzione e affrontare difficoltà finanziarie.</strong><br />
Le persone con questo disturbo sperimentano spesso <strong>craving, sintomi di astinenza, tolleranza e gravi danni finanziari o relazionali</strong>. Il rischio di suicidio è elevato a causa dell’indebitamento e della vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le comorbidità</strong> <strong>sono comuni e includono disturbi da uso di sostanze, disturbi dell’umore e d’ansia e comportamenti compulsivi</strong> come shopping problematico e gaming. Le persone con malattia di Parkinson trattate con agonisti dopaminergici mostrano un rischio aumentato di gioco compulsivo, evidenziando meccanismi neurobiologici profondi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>Le piattaforme mobili hanno amplificato i rischi</u> offrendo opportunità continue e fortemente rinforzanti modellate da promozioni basate sui dati e micro-ricompense in tempo reale</strong>.<br />
Queste caratteristiche risultano particolarmente dannose per individui con basso reddito e <strong>per adolescenti</strong>, che mostrano elevata sensibilità alla ricompensa e controllo esecutivo limitato. Il gioco problematico negli adolescenti è correlato ad altri comportamenti a rischio, incluso l’uso di alcol e droghe illecite.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> terapia cognitivo-comportamentale (CBT)</strong> resta il trattamento principale e mostra efficacia costante nel ridurre comportamento di gioco e gravità dei sintomi.<br />
Il<strong> colloquio motivazionale </strong>è utile per l’ingaggio e gli interventi brevi, mentre approcci mindfulness, auto-aiuto strutturato e interventi di coppia possono sostenere sistemi a intensità crescente. <u>Le ricerche sui giovani sono limitate</u>, ma la CBT con coinvolgimento familiare e il colloquio motivazionale sembrano promettenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessun farmaco è ufficialmente approvato per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo patologico, ma gli antagonisti degli oppioidi come il naltrexone e il nalmefene mostrano una significativa riduzione dell’intenso desiderio (craving) di gioco d’azzardo patologico</strong> in pazienti selezionati.<br />
Il naltrexone sembra particolarmente utile per i soggetti che presentano comorbilità con l’uso di alcol o oppioidi, o per coloro che necessitano di una rapida riduzione del craving per stabilizzare il funzionamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>Report aneddotici</u> suggeriscono che gli <strong>agonisti del GLP-1</strong> <strong>possono ridurre le voglie di gioco d’azzardo patologico</strong> e altri comportamenti compulsivi, sottolineando la necessità di una ricerca sistematica che ne valuti la potenziale applicazione clinica. <strong>( </strong><em><strong>il GLP-1 è un ormone naturale prodotto nell’intestino tenue</strong> che stimolando la secrezione di insulina e inibendo quella di glucagone regola i livelli glicemici nel sangue); tali agonisti sono utilizzati nel diabete di tipo 2 e nell’obesità. Un’azione particolarmente importante è quella espletata a livello dei centri del sistema nervoso che regolano il comportamento alimentare, ndr.)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Comunque il trattamento, qualsiasi esso sia, presenta problematicità perché, tra l’altro, poche persone cercano aiuto e i servizi specializzati restano pochi.<br />
<strong>Come per altre dipendenze, anche la prevenzione è fondamentale</strong>. Almeno tra adolescenti e giovani, è stato dimostrato che i programmi di prevenzione erogati in ambito scolastico e adattati alla fase di sviluppo riducono significativamente i comportamenti legati al gioco d’azzardo.</p>
<p style="text-align: justify;">In un mondo in cui tutto è a portata di mano comprese le scommesse, è prevedibile che la dipendenza dal gioco d’azzardo diventi sempre più diffusa.&#8221;</p>
</div>
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		<item>
		<title>le evoluzioni del sistema europeo di contrasto alle droghe</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/17/le-evoluzioni-del-sistema-europeo-di-contrasto-alle-droghe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 10:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[euda droghe online criminalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30445</guid>

					<description><![CDATA[<p>fra i punti sollevati da Alexis Goosdeel, l'aumento di consumo di cocaina e il generale rafforzamento delle organizzazioni criminali nei mercati europei</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/17/le-evoluzioni-del-sistema-europeo-di-contrasto-alle-droghe/">le evoluzioni del sistema europeo di contrasto alle droghe</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="download-title" style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Alexis Goosdeel</strong>, dopo dieci anni come<strong> Direttore Esecutivo dell&#8217;Agenzia Europea delle Droghe (EUDA</strong>),<strong> lascia l&#8217;incarico</strong>, affidando a una lunga lettera una r<strong>iflessione approfondita sulle evoluzioni del sistema europeo di contrasto alle droghe</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>&#8220;Al termine del mio mandato decennale come Direttore Esecutivo dell&#8217;Agenzia Europea delle Droghe (EUDA</strong>), vorrei offrire una <strong>riflessione personale</strong> su un decennio segnato da profonde trasformazioni.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">(&#8230;) Quando ho iniziato il mio mandato <strong>nel 2016, l&#8217;eroina era ancora la principale droga problematica e rilevavamo circa due nuove sostanze psicoattive (NPS) ogni settimana</strong>. Mentre l&#8217;innovazione nella chimica di sintesi stava già accelerando, la situazione oggi è radicalmente diversa. <strong>Negli ultimi 27 anni, il </strong></span><strong><a href="https://www.euda.europa.eu/activities/eu-early-warning-system-on-nps_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="52032f33-bf6f-4f72-a807-73e4bc283a1c"><span dir="auto">Sistema di allerta precoce dell&#8217;UE sulle NPS</span></a></strong><span dir="auto"><strong> ha identificato oltre 1.000 sostanze mai viste prima e ogni anno circa 400-450 riappaiono sul mercato in qualche parte dell&#8217;Unione Europea.</strong> Ciò riflette lo straordinario dinamismo del mercato delle droghe illecite e la crescente complessità di ciò che dobbiamo monitorare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Il cambiamento più significativo, tuttavia, è stato l&#8217;aumento esponenziale della produzione e del traffico di cocain</strong>a. Questa tendenza è iniziata all&#8217;epoca dei negoziati di pace in Colombia e si è trasformata in un fenomeno senza precedenti. <strong>Oggi la cocaina è più accessibile, più economica e più potente in Europa che mai</strong>. Il suo arrivo in quantità record tramite container marittimi ha cambiato radicalmente l&#8217;ambiente operativo per le autorità doganali, le forze dell&#8217;ordine e quelle giudiziarie. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Parallelamente, la produzione di droghe sintetiche</strong> (anfetamine, metanfetamine, ecstasy)<strong> all&#8217;interno dell&#8217;UE è aumentata</strong>, supportata da precursori chimici di provenienza internazionale e facilitata da una logistica criminale sempre più sofisticata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Questa &#8220;iperdisponibilità&#8221; di droghe ha contribuito a una profonda trasformazione nei modelli di consumo. <strong>L&#8217;uso di più sostanze è diventato la norma e il confine tra droghe illecite, sostanze non classificate e farmaci abusati è sempre più sfumato</strong>. Molte persone ora fanno uso di sostanze non solo per svago, ma anche per gestire stress, ansia o pressioni legate alle prestazioni, riflettendo una più ampia crisi di salute mentale che ha colpito in particolare i giovani ed è stata esacerbata dal periodo del COVID-19. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Non tutte queste sostanze sono droghe e non tutte sono ugualmente pericolose, il che significa che dobbiamo cambiare il nostro approccio: non possiamo considerare tutte queste persone criminali o &#8220;tossicodipendenti&#8221;, quindi abbiamo bisogno di un nuovo modello che tenga meglio conto della situazione nella sua crescente complessità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Il decennio ha anche messo in luce la misura in cui la criminalità organizzata si è adattata, espansa e diversificata</strong>. Quando gran parte dell&#8217;attenzione dell&#8217;Europa era concentrata sulla lotta al terrorismo, le reti criminali stavano consolidando la loro influenza. <strong>Come abbiamo dimostrato nei nostri primi </strong></span><strong><i><span dir="auto">Rapporti sui mercati della droga nell&#8217;UE</span></i></strong><span dir="auto"><strong> , il traffico di droga rappresentava già almeno il 30% dei proventi della criminalità organizzata in Europa</strong>. Ciò che è cambiato è la portata e la sofisticatezza di queste organizzazioni e la loro copertura geografica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">I gruppi criminali hanno globalizzato le loro attività e ora operano simultaneamente nelle loro regioni d&#8217;origine, negli Stati membri dell&#8217;UE e nei paesi produttori di droga. <strong>L&#8217;aumento del consumo di cocaina ha intensificato la concorrenza, portando con sé un aumento della violenza legata al mercato e un&#8217;escalation delle capacità criminali</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">(&#8230;) In Europa, <strong>l&#8217;individuazione di laboratori di droghe sintetiche, comprese strutture con capacità di produzione industriale, è aumentata notevolmente</strong>. Alcuni mostrano segni di supporto tecnico esterno o legami internazionali. I giovani vengono reclutati tramite i social media e trasportati oltre confine per commettere atti violenti. Questi sviluppi sottolineano l&#8217;adattabilità e la spietatezza delle reti coinvolte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">(&#8230;) </span><span dir="auto">Il mutevole panorama della droga si interseca con vulnerabilità sociali più ampie. L&#8217;Europa si trova ad affrontare una sfida urgente per la salute mentale, soprattutto tra i giovani. Anche prima del COVID-19, i crescenti livelli di disagio psicologico erano evidenti; la pandemia e le successive interruzioni nell&#8217;istruzione e nella vita sociale hanno intensificato questi problemi. In questo contesto, l&#8217;uso di sostanze diventa spesso un meccanismo di difesa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Un problema particolarmente preoccupante è la dipendenza da cocaina</strong>. I dati mostrano un ritardo di circa 12-13 anni tra il primo utilizzo e la prima richiesta di trattamento. Poiché la disponibilità di cocaina in Europa è aumentata vertiginosamente sette-otto anni fa, dobbiamo prepararci a un notevole aumento della domanda di trattamento. Eppure, l&#8217;Europa non dispone ancora di protocolli di trattamento ampiamente efficaci per la dipendenza da cocaina e da stimolanti e non dispone di sufficienti servizi specializzati. Investire in ricerca, innovazione e capacità di servizio è ora urgente: è qui che l&#8217;UE può fare la differenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Tuttavia, gli oppioidi e gli oppioidi sintetici rimangono una minaccia importante</strong>. Sebbene il nostro livello medio di risposta sia complessivamente piuttosto buono, sussistono notevoli disparità tra paesi e regioni, e tra l&#8217;UE e alcuni dei suoi vicini, come i paesi dei Balcani occidentali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">I principali ambiti di miglioramento sono l&#8217;adozione e l&#8217;implementazione di standard di qualità per il trattamento, lo sviluppo di programmi di prevenzione basati su prove concrete per gli individui e le loro comunità e la progettazione e l&#8217;espansione di programmi di riduzione del danno meglio adattati ai rischi e ai danni attuali e futuri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Ad esempio, ci sono ancora otto paesi su 27 nell&#8217;UE che non hanno adottato alcuna misura per la somministrazione di naloxone in caso di overdose da oppioidi. In un momento in cui tutti noi osserviamo l&#8217;epidemia di decessi correlati agli oppioidi in Nord America, esprimere preoccupazione è legittimo, ma prendere le giuste decisioni in previsione di una possibile epidemia nell&#8217;UE è fondamentale per garantire la preparazione dell&#8217;Unione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Negli ultimi 30-40 anni, l&#8217;UE ha compiuto notevoli progressi, con l&#8217;invenzione e l&#8217;inclusione della riduzione del danno come principio chiave di una politica antidroga moderna ed equilibrata.</strong> Progettando interventi per ridurre i rischi e le conseguenze dannose del consumo di droga, questi servizi hanno salvato vite umane e offerto migliori condizioni di vita ai pazienti, che sono stati messi al centro degli interventi fin dalla loro progettazione. Se l&#8217;UE vuole essere pronta e preparata ad affrontare nuove sfide, il coinvolgimento delle persone che fanno uso di droga e delle loro famiglie nel dialogo sarà essenziale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">(&#8230;) Tuttavia, dobbiamo riconoscere che <strong>le capacità dello Stato sono state messe a dura prova</strong>. Le crisi successive hanno ridotto i bilanci pubblici, mentre le reti criminali sono diventate più forti, più ricche e più interconnesse. Riequilibrare questa equazione richiederà investimenti costanti, non solo nell&#8217;applicazione della legge, nelle dogane e nella giustizia, ma anche nella prevenzione, nel trattamento, nel sostegno sociale e nello sviluppo della comunità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>La corruzione rimane una minaccia persistente. Le organizzazioni criminali si adattano rapidamente: man mano che i porti rafforzano i sistemi di controllo degli accessi, spostano la loro attenzione su altri ruoli critici, come la pianificazione logistica</strong>. In alcuni paesi, il personale giudiziario e carcerario è stato minacciato. L&#8217;esperienza italiana dimostra che una forte indipendenza della magistratura e strutture antimafia specializzate sono indispensabili per riconquistare il territorio e ricostruire la fiducia nelle istituzioni pubbliche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Dobbiamo anche riconoscere che molte città europee hanno quartieri che affrontano da decenni problemi legati alla droga. Il recente aumento della violenza riflette spesso vulnerabilità sociali ed economiche sottostanti. Rafforzare la resilienza della comunità, migliorare le condizioni di vita e offrire opportunità ai giovani deve essere parte della nostra strategia a lungo termine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">La Brexit ha interrotto una cooperazione scientifica e operativa di lunga data, ma sono lieto che abbiamo ora completato i contenuti di un nuovo accordo di cooperazione bilaterale con il Regno Unito. Una volta formalmente approvato, ripristinerà una collaborazione strutturata in settori cruciali come l&#8217;allerta precoce, i nuovi farmaci, la prevenzione dei danni e gli interventi basati sulla comunità, un passo importante per entrambe le parti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Al termine del mio mandato, sono profondamente grato per l&#8217;impegno dei colleghi e dei partner in tutta Europa e oltre. Rimango convinto che l&#8217;Europa disponga degli strumenti, delle conoscenze e delle partnership necessarie per affrontare le sfide future. La minaccia rappresentata dal moderno fenomeno della droga è multiforme: criminale, sociale e di salute pubblica. Affrontarla richiede unità, realismo e determinazione, nonché capacità di innovare e adattarsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Tuttavia, ciò che garantirà il nostro successo va ben oltre le risorse, gli strumenti e i finanziamenti. <strong>Sarà il nostro impegno nei confronti dei nostri valori, di un modello di società basato sulla democrazia e sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti, comprese le persone che fanno uso di sostanze stupefacenti di qualsiasi tipo.</strong> Un modello che pone l&#8217;essere umano al centro, che mira a garantire il benessere di tutti e che promuove il dialogo, il rispetto e la valorizzazione delle differenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">È a questo che la nostra agenzia europea ha contribuito fin dalla sua creazione come <strong>Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze nel febbraio 1993, fornendo dati, informazioni e analisi per consentire l&#8217;adozione di politiche più informate dalla scienza, dalla società civile e dalle voci delle persone con esperienza di dipendenza</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Promuovere e sostenere l&#8217;elaborazione di politiche basate su prove scientifiche è una lotta costante contro la resistenza al cambiamento, l&#8217;ignoranza e la malafede, la post-verità e le fake news. È merito dell&#8217;Unione Europea aver creato l&#8217; </span><a href="https://www.euda.europa.eu/news/2024/1/new-european-union-drugs-agency-starts-work-with-broader-mandate_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="10122950-9c6e-4dc4-8e42-fa7bdcbff85c"><span dir="auto">Agenzia europea per le droghe con un </span></a><a href="https://www.euda.europa.eu/drugs-library/regulation-eu-20231322-european-parliament-and-council-27-june-2023-european-union-drugs-agency-euda-and-repealing-regulation-ec-no-19202006_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="ec7afad3-4a24-43ef-a055-319ce041f959"><span dir="auto">mandato</span></a><span dir="auto"> nuovo e ampliato , ora operativa dal 2024.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">È stato per me un grande privilegio e un onore ricoprire la carica di Direttore esecutivo dell&#8217;agenzia e contribuire a costruire un&#8217;Europa più giusta ed efficace per i suoi cittadini, i suoi decisori, le persone che fanno uso di droghe e le loro famiglie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span dir="auto">Lascio questo incarico fiducioso che l&#8217;EUDA sia pronta a svolgere la sua nuova missione e confido che la mia successore, </span><a href="https://www.euda.europa.eu/news/2025/euda-management-board-appoints-new-executive-director_en"><span dir="auto">la Dott.ssa Lorraine Nolan,</span></a></strong><span dir="auto"><strong> guiderà con successo l&#8217;agenzia attraverso le sue prossime sfide e ulteriori evoluzion</strong>i. A livello più personale, continuerò a sostenere gli sforzi per costruire un&#8217;Europa più sicura, più sana e più resiliente, e porgo i miei più sinceri ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito a questa missione condivisa nell&#8217;ultimo decennio.&#8221;</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/17/le-evoluzioni-del-sistema-europeo-di-contrasto-alle-droghe/">le evoluzioni del sistema europeo di contrasto alle droghe</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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